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La Fenice porta al Malibran “Pagliacci” con Kunde e Zanetti. Sul podio Callegari

Pagliacci di Ruggero Leoncavallo: è questo il prossimo titolo in programma al Teatro Malibran, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-26 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Sarà proposto in un nuovo allestimento con la direzione musicale di Daniele Callegari, e con due nomi di richiamo quali interpreti principali: Gregory Kunde e Selene Zanetti, quest’ultima al debutto nel ruolo di Nedda. La messinscena, con la regia di Andrea Bernard, rinnova inoltre l’ormai collaudata collaborazione della Fenice con l’Accademia di Belle Arti di Venezia, che sarà responsabile di scene e costumi. Cinque le recite al Teatro Malibran, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026: il 18, 20, 22, 24, 26 settembre 2026.

Capolavoro del verismo italiano, Pagliacci è l’opera più nota di Ruggero Leoncavallo (1858-1919), con Pietro Mascagni e Umberto Giordano tra i maggiori esponenti della ‘Giovane scuola’ verista italiana. Il libretto, redatto dallo stesso Leoncavallo, trae argomento da un fatto di cronaca realmente avvenuto a Montalto Uffugo in Calabria, un delitto di gelosia che originò un processo in cui fu giudice proprio il padre del compositore. Rappresentata per la prima volta al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892, sotto la direzione di Arturo Toscanini, e nel giro di pochi mesi subito rappresentata ovunque, quest’opera si avvale di elementi di modernità, ma non è un’opera ‘sperimentale’, destinata ad aprire nuove vie espressive: intrecciata di prestiti melodici colti, in particolare da Mendelssohn, e ricca di riferimenti e citazioni musicali da Carmen di Bizet e da Otello di Verdi, Pagliacci continua a riscuotere l’applauso dei pubblici di tutto il mondo «come uno degli ultimi souvenir del museo del melodramma italiano ottocentesco» (Michele Girardi).

«Credo che soprattutto con queste opere che intendono raccontare la società contemporanea– ha dichiarato il regista Andrea Bernard – sia importante trovare una corrispondenza a tempi più vicini ai nostri. Ho scelto una chiave contemporanea, spostando l’azione dalla piazza di un paese di fine Ottocento al set televisivo di una sitcom registrata dal vivo con pubblico in studio, sul modello delle iconiche produzioni americane tra gli anni Settanta e Duemila. Non ci sono riferimenti filologici al xix secolo, perché l’intento di Leoncavallo era parlare del suo presente. Per parlare al nostro presente, dobbiamo usare i codici in cui oggi si rifugia la nostra finzione collettiva. La compagnia di giro di Canio diventa così il cast di uno show comico televisivo. Il contrasto originario tra la farsa arcaica della commedia dell’arte e il sangue verista viene qui sostituito dal cortocircuito, ancora più disturbante, tra la spensieratezza artificiale di una sitcom e la violenza reale che si consuma nella vita reale degli attori».

«Per me che avevo diretto solo Cavalleria – ha commentato il direttore d’orchestra Daniele Callegari – con Pagliacci ho potuto scoprire un compositore straordinario, veramente raffinato. Leoncavallo, anche lui come Mascagni al suo debutto, in quest’opera propone una scrittura molto ricca nella quale secondo me, la vera voce è proprio l’orchestra. È quest’ultima che, come un collante, riesce a trasferire il mondo di questa storia verista tra la finzione e la realtà e porta con sé tutta questa vicenda con un dinamismo e una narrazione drammatica esemplari. L’opera non si arresta mai, non ci sono interruzioni e non si ha mai la sensazione di assistere a un calo di tensione. Infatti mi piace definirla una sorta di thriller, pensando a una situazione cinematografica, un po’ come accade con Tosca. L’orchestrazione a mio avviso è assolutamente sinfonica. È quella tradizionale dell’Ottocento, però presenta temi di straordinaria bellezza. È un concentrato di vitamine, un concentrato di musica che induce un effetto benefico…»

Nel cast di questo nuovo allestimento veneziano di Pagliacci figurano Selene Zanetti nel ruolo di Nedda e Gregory Kunde in quello di Canio; Dimitri Platanias sarà Tonio; Andrea Schifaudo, Peppe; Alberto Petricca, Silvio. Gli artisti del Coro del Teatro La Fenice interpreteranno i ruoli comprimari: Enzo Borghetti e Umberto Imbrenda si susseguiranno nelle vesti del contadino; Enrico Masiero e Alessandro Vannucci in quelle di un altro contadino. Per l’Accademia di Belle Arti di Venezia figurano inoltre nel cast produttivo Lorenzo Cutùli quale coordinatore della progettazione scenografica e coordinatore del progetto Atelier al Malibran per ABAVE, Marta Valtolina per il coordinamento della progettazione dei costumi e Andrea De Micheli per il coordinamento della progettazione scenotecnica.

Lo spettacolo sarà proposto con sopratitoli in italiano. Ecco il dettaglio delle recite, con orari e turni di abbonamento: venerdì 18 settembre 2026 ore 19.00 (turno A); domenica 20 settembre ore 17.00 (turno B); martedì 22 settembre ore 19.00 (turno D); giovedì 24 settembre ore 19.00 (turno E); sabato 26 settembre ore 17.00 (turno C).

Ulteriori informazioni www.teatrolafenice.it

In copertina, bozzetto di Martina Calore
per l’allestimento di Pagliacci al Malibran

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