La Fondazione Leone Magiera apre la terza edizione del Modena Belcanto Festival il 16 settembre 2026 al Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena con il concerto lirico Il cambiamento era incessante. Il concerto è dedicato alla musica di Georg Friedrich Händel, interpretata dal soprano Carmela Remigio e dal controtenore Raffaele Pe, tra le voci più autorevoli della scena barocca internazionale, accompagnati dall’Orchestra Canova con Enrico Pagano, talento emergente della direzione d’orchestra.
Il titolo del concerto riprende la celebre frase “Change was incessant, and change perhaps would never cease” dal romanzo Orlando (1928) di Virginia Woolf. In quest’opera, l’autrice mette in luce la natura fluida dell’identità del protagonista, che attraversa i secoli, cambia genere e vive molteplici esistenze in una sola, riflettendo il mutamento costante della società e del tempo.
Il percorso musicale, affidato a Remigio e Pe, attraversa l’opera händeliana, soffermandosi su alcune delle sue pagine più inventive, contrastanti e ricche di intensità emotiva. Il programma nasce da una ricerca sui principali temi del repertorio barocco e si sviluppa come una rilettura critica della femminilità nella scrittura del compositore. Armida, Cleopatra, Alcina e Rodelinda, in dialogo con Rinaldo e Giulio Cesare, oltre che protagoniste d’opera, sono personalità storiche, mitologiche e letterarie che hanno visto nei secoli numerose interpretazioni. Traslando queste figure fuori dalla loro cristallizzazione storica, il concerto vuole essere uno spazio in cui si ripercorre la tradizionale iconografia come un flusso continuo di trasformazione del soggetto. Le protagoniste emergono come figure plastiche, continuamente ridefinite dai contesti culturali che le hanno reinterpretate. Ripercorrere questi cambiamenti consente di interrogare i processi storici, le sensibilità politiche e i dispositivi culturali che ne hanno progressivamente fissato l’immagine, spesso riducendone la complessità. In questa occasione Armida, Cleopatra, Alcina e Rodelinda sono rilette attraverso una scenografia inedita disegnata dall’artista e illustratore Riccardo De Biasi, che rappresenta visivamente le protagoniste, mettendo a confronto le loro prime interpretazioni letterarie con un immaginario contemporaneo informato da tecnologia, moda e illustrazione.
“Sono contento di rinnovare il continuo impegno della Fondazione nel realizzare nuove produzioni che presentino musiche già note agli appassionati ma che possono ancora rivelare contenuti meno evidenti a una prima fruizione. Una serie di bellissime arie e sinfonie händeliane interpretate da artisti di caratura internazionale, sono associate alla scenografia realizzata appositamente per questo programma”, dichiara Leone Magiera.
Raffaele Pe commenta: “Sono lieto di sostenere questo nuovo progetto del maestro Magiera e della Fondazione dedicato al barocco che trova proprio nella metamorfosi e nella capacità di trasformarsi uno dei suoi più affascinanti capisaldi estetici”.
Carmela Remigio osserva: “Storicamente il teatro barocco era fortemente orientato all’innovazione e alla sperimentazione e univa musica, immagini e invenzioni sceniche per creare meraviglia nello spettatore. Penso che riportare queste caratteristiche del barocco nella contemporaneità possa creare un dialogo fecondo tra tradizione e nuovi linguaggi espressivi, mostrando come questo repertorio abbia ancora una capacità generativa”.
Enrico Pagano aggiunge: “Si parla molto della musica come opportunità di dialogo e credo che questo concerto ne sia un esempio tangibile. Il dialogo sarà, in maniera prettamente musicale, tra generazioni diverse di artisti: due ‘superstar’ della lirica internazionale come Carmela Remigio e Raffaele Pe, che si confrontano con un’orchestra di giovani diretta da un loro coetaneo”.
Il concerto rientra nella missione della Fondazione Leone Magiera, che intende attivare il repertorio operistico con uno sguardo critico e porlo in dialogo con il presente, ricercando una sinergia con la produzione visiva contemporanea. La Fondazione Leone Magiera si impegna nella costruzione di raccordi tra pratiche, artisti e pubblici diversi, per partecipare allo sviluppo di immaginari contemporanei e determinare una nuova futuribilità della tradizione dell’opera lirica. La Fondazione Leone Magiera è un’istituzione non profit che si costituisce nel 2025, con l’obiettivo di valorizzare la figura artistica di Leone Magiera e di agire nell’ambito delle arti visive e delle arti sceniche e musicali attraverso un approccio interdisciplinare.
Ulteriori informazioni: www.modenabelcantofestival.it

