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Il “Faust” di Gounod torna alla Scala con la regia visionaria di Erath. Sul podio Rustioni

AGGIORNAMENTO – La Fondazione Teatro alla Scala comunica che, a causa dello sciopero indetto dai lavoratori del Teatro, non ci sono le condizioni per la rappresentazione dell’opera Faust di Charles Gounod, prevista per il 20 ottobre. I biglietti per lo spettacolo acquistati online saranno rimborsati automaticamente sul metodo di pagamento utilizzato per la transazione. Per i biglietti acquistati presso la biglietteria e per gli abbonamenti Opera Turno Prime, è possibile richiedere il rimborso del rateo d’abbonamento relativo allo spettacolo scrivendo una e-mail a rimborsi@fondazionelascala.it entro il 25 ottobre 2026, allegando un pdf, foto o scansione del proprio biglietto/tagliando e le coordinate bancarie per il bonifico.
La prossima rappresentazione di Faust è prevista per sabato 24 ottobre alle ore 19.30.

Un uomo che vuole ricominciare a vivere, un diavolo capace di trasformare ogni desiderio in spettacolo, una giovane donna sospesa tra seduzione e salvezza. È il Faust di Charles Gounod, dal 20 ottobre all’8 novembre al Teatro alla Scala in una nuova produzione di forte impronta visionaria. Sul podio Daniele Rustioni, la regia è di Johannes Erath. L’allestimento è realizzato in coproduzione con Palau de les Arts Reina Sofía – Fundació de la Comunitat Valenciana, Staatsoper Unter den Linden e Teatro Real di Madrid.

Reduce da un programma sinfonico dedicato a Brahms e Schumann che ha riscosso un unanime consenso di pubblico e critica, Daniele Rustioni torna sul podio scaligero per una produzione d’opera dopo più di dieci anni di assenza. In Faust il direttore ricerca la flessibilità del canto, la brillantezza dei primi atti e la progressiva oscurità del dramma: dalla leggerezza della kermesse e del valzer alle tinte cameristiche del giardino, fino alla tensione della scena della chiesa e dell’apoteosi finale. “Frequento il repertorio francese dell’Ottocento con particolare piacere. Lione è stata per me una vera scuola: lì ho potuto approfondire la lingua, il gusto e la sensibilità di una tradizione che nessuno studio a tavolino può restituire pienamente”. Rustioni ripercorre un cammino artistico che attraversa alcuni dei titoli più significativi del teatro musicale francese: La Juive di Halévy, Guillaume Tell, Don Carlos, Béatrice et Bénédict, Werther, Manon e Hérodiade, fino a Lucie de Lammermoor e Les Vêpres siciliennes. Un percorso che gli ha permesso di familiarizzare con la varietà espressiva del repertorio, dal grand opéra all’intimismo lirico. In questo itinerario, Faust occupa un posto speciale, come opera-simbolo dell’identità musicale francese, capace di conquistare per generazioni il pubblico internazionale. “Gounod non rinuncia alla profondità del mito, ma la traduce in un linguaggio che arriva direttamente allo spettatore”. È qui, secondo Rustioni, la forza di un teatro che unisce ambizione tragica e seduzione melodica, confidando nella capacità della musica di parlare a tutti.

Da Madrid a Tokyo, l’immaginario teatrale di Johannes Erath ha realizzato allestimenti di forte impatto visionario. Il regista tedesco, premiato nel 2024 con il Premio Abbiati della critica italiana per il miglior spettacolo grazie alla sua Ermione realizzata per il Rossini Opera Festival, approda ora per la prima volta alla Scala con il Faust di Gounod, titolo grandioso e articolato che porta sulla scena l’eterno confronto tra Cielo e Inferno. Un titolo estremamente attuale, secondo le parole del regista: “In quest’opera si esprime un sentimento molto moderno: quello del non sentire niente, che condanna questo mondo. Abbiamo la paura del vuoto, l’esigenza di avere qualcosa che sia sempre diverso, sempre più eccitante, che in Faust si traduce in un susseguirsi di scene diverse, con nuovi effetti. Ritrovo qui l’espressione di un narcisismo, di un individualismo che è proprio della nostra società”.

Vittorio Grigolo porta nel ruolo di Faust l’impeto teatrale e la luminosità del tenore italiano, alternandosi con il francese Julien Dran. Marina Rebeka, protagonista sui maggiori palcoscenici internazionali e recentemente applaudita alla Scala in Médée e Norma – in alternanza con Ekaterina Bakanova, interprete dalla forte presenza scenica e dalla consolidata esperienza nel repertorio lirico – affronta Marguerite, personaggio che, a detta di Johannes Erath, appare come “una funambola in bilico sul vuoto che rimane in equilibrio grazie alla fede e procede sempre dritta, nonostante l’agire di Méphistophélès”. Al centro del gioco drammatico è il Méphistophélès di Alex Esposito: non soltanto incarnazione del male, ma presenza ironica, brillante e corrosiva, capace di sedurre prima ancora che di minacciare che, come descritto da Erath, “è il personaggio più sfaccettato e toccante di Faust, perché incarna i nostri lati oscuri”. Completano il cast Ernesto Petti e Kevin Godímez come Valentin, Marcela Rahal come Siebel, Hyeonsol Park come Marthe e Xhieldo Hyseni come Wagner. Il Coro del Teatro alla Scala è diretto da Alberto Malazzi.

Gounod concentra il mito faustiano sulla traiettoria emotiva di Marguerite, vera protagonista del dramma. La scrittura vocale passa dalla grazia assorta della canzone del Re di Thulé allo scintillio virtuosistico dell’Aria dei gioielli, dalla sensualità sospesa del duetto nel giardino alla disperazione della scena della chiesa e della prigione. Intorno a lei, Faust oscilla tra slancio amoroso e desiderio di possesso, mentre Méphistophélès attraversa la partitura con una musica scintillante e insinuante: una leggerezza che rende il personaggio ancora più inquietante.
Johannes Erath legge l’opera come un sogno che può trasformarsi in incubo. La sua regia rifiuta il realismo e costruisce un universo in continuo movimento, in cui nulla è assoluto e ogni elemento porta con sé il proprio contrario: cielo e inferno, fede e desiderio, attrazione e rovina. L’immaginario del circo e della fiera attraversa soprattutto la kermesse, trasformando Méphistophélès in un magnetico maestro di cerimonie che offre a Faust un susseguirsi di visioni, effetti e tentazioni. Marguerite è invece una funambola in bilico sul vuoto, sostenuta dalla fede e destinata a diventare il vero contrappeso morale del demonio. Le scene di Heike Scheele, i costumi di Gesine Völlm, le luci di Fabio Antoci e i video di Bibi Abel danno forma a questa dimensione mutevole e spettacolare, valorizzando i repentini passaggi di atmosfera della partitura. Dopo l’ultima edizione del 2010, Faust torna così al Piermarini come teatro delle passioni e delle contraddizioni contemporanee: la paura del vuoto, il desiderio di un’esperienza sempre più intensa, l’illusione di poter controllare il tempo e la vita.

Conferenza introduttiva
Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Elisabetta Fava.

Faust su LaScalaTv
La rappresentazione di domenica 8 novembre sarà trasmessa in diretta su La Scala Tv. Dopo la diretta, il video resterà disponibile on demand fino al 15 novembre 2026.

Ulteriori informazioni: www.teatroallascala.org

Photo: Miguel Lorenzo-Mikel Ponce- Les Arts

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