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Bergamo, Donizetti Opera 2025 – Il campanello e Deux hommes et une femme

Due mariti per una sola moglie e un campanello molesto. Al Teatro Sociale il Festival Donizetti Opera di Bergamo mette in scena con vivo successo un dittico di atti unici comici del grande compositore: Il campanello, lavoro napoletano del 1837, e Deux hommes et une femme, opéra- comique scritta a Parigi nel 1841, ma poi rappresentata solo nel 1860 con il titolo (più celebre) di Rita, ou Le mari battu. Si tratta di due lavori diversi, pur se accomunati da quella straordinaria facilità di invenzione melodica che è cifra distintiva del Bergamasco: Il campanello presenta un’orchestrazione più semplice e “classica”, fondata su un ruolo predominante degli archi, mentre in Deux hommes et une femme emerge una maggiore complessità negli impasti timbrici, con una presenza dei fiati che conferiscono alla musica un colore più romantico. Ciò detto, in entrambi i titoli emerge anche una completa aderenza dell’orchestrazione al racconto: tutto è a servizio dell’azione scenica. Che è sempre vivace e divertente, grazie anche a due libretti efficaci, uno dei quali – quello de Il campanello – di mano dello stesso Donizetti: davvero uomo dal multiforme ingegno che qui, sotto la patina brillante, nasconde un fondo di amaro cinismo sentimentale.

Ciò detto, non era affatto semplice costruire uno spettacolo che tenesse insieme in modo convincente due opere comunque diverse. Una sfida vinta anzitutto dalla regia di Stefania Bonfadelli, che tende un filo tra le due vicende: in fondo, nel Campanello c’è un marito che parte, mentre in Deux hommes et une femme ce n’è uno che ritorna. Così, sul palco, la scenografa Serena Rocco realizza una colorata scatola scenica – illuminata in modo suggestivo dalla Light designer Fiammetta Baldiserri – dove si affiancano l’hotel di Rita e la farmacia di don Annibale Pistacchio, e i personaggi dell’una e dell’altra opera agiscono in entrambe. La scena e i bei costumi di Valeria Donata Bettella collocano l’azione in quegli spensierati anni Sessanta che sono lo sfondo temporale perfetto per due intrecci un po’ surreali, dove la comicità non ha nulla di quel côté malinconico che si ritrova in altri capolavori comici donizettiani, ma, in un gioco di travestimenti e agnizioni, strizza piuttosto l’occhio a un teatro alla Faydeau o alla Ionesco. Bonfadelli muove con consumato mestiere protagonisti e coro, senza mai scadere nello stucchevole o nella farsa, prestando sempre particolare attenzione alla chiarezza del racconto.

Gli interpreti – con l’eccezione del grande Alessandro Corbelli – sono i giovani della Bottega Donizetti, affidati alle cure di un musicista del calibro di Giulio Zappa, e sono tutti bravissimi, sia dal punto di vista attoriale che musicale. Bonfadelli ha saputo valorizzare le qualità sceniche di ciascuno, partendo dalle loro caratteristiche fisiche, mettendoli sempre a loro agio e facendo proprio leva sul loro entusiasmo e la loro naturale freschezza.
Nel  Campanello, Lucrezia Tacchi è una Serafina di voce limpida e ambrata, nonché di squisita musicalità; Pierpaolo Martella, don Annibale, vanta uno strumento di bel colore scuro e una notevole presenza sul palco. Brilla per disinvoltura vocale e scenica – strappando risate al pubblico – Francesco Bossi, bravissimo nei diversi travestimenti che indossa per impedire il consumarsi delle nozze tra il protagonista e l’amata Serafina (è lui che suona il molesto campanello che trasforma la prima notte di nozze del farmacista don Annibale in una notte di lavoro). La Madama Rosa di Eleonora De Prez emerge per una voce mezzosopranile scura e morbida, mentre il simpatico Spiridione di Giovanni Carlo Dragano offre un contributo attoriale di notevole rilievo per ironia e disinvoltura.

In Deux hommes et une femme, Cristina De Carolis presta a Rita una briosa civetteria, con un canto ovunque sorvegliato ed espressivo, al fianco di un Cristóbal Campos Marín dal timbro brunito e caldo, estroverso e pasticcione nei panni di Pepé. In merito ad Alessandro Corbelli, Gasparo, è quasi superfluo dire che unisce un gusto sapidissimo nella recitazione (peraltro in un francese eccellente) a un canto sempre impeccabile. Il Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala, diretto da Salvo Sgrò, è apparso in forma migliore che non la sera prima in Caterina Cornaro.

Sciolta, elegante, musicalissima la direzione di Enrico Pagano, alla guida dell’orchestra Gli Originali, con strumenti d’epoca. Il suono è sempre limpido e intonato, gli impasti timbrici ben calibrati e la verve teatrale assicurata da un incedere scattante che tuttavia non sacrifica mai l’afflato lirico.

Gli stessi giovani artisti della Bottega Donizetti sono stati poi lungamente applauditi al concerto mattiniero che ha visto l’esecuzione, con Giulio Zappa al pianoforte, di una bella scelta dalle oltre duecento liriche per voce e pianoforte del compositore. Uno scrigno di perle preziose che passano da atmosfere neoclassiche a pezzi dal respiro autenticamente romantico, da brani che sono poco più di un finissimo divertissement a pagine che hanno invece una chiara impronta teatrale. Grande Donizetti.

Donizetti Opera 2025
IL CAMPANELLO
Farsa in un atto
Parole e musica di Gaetano Donizetti
con recitativi di Salvadore Cammarano
Prima rappresentazione della nuova versione:
Napoli, Teatro del Fondo, 23 maggio 1837
Edizione critica a cura di Ilaria Narici

Serafina Lucrezia Tacchi *
Madama Rosa Eleonora de Prez *
Don Annibale Pistacchio Pierpaolo Martella *
Enrico Francesco Bossi *
Spiridione Giovanni Dragano

DEUX HOMMES ET UNE FEMME
Opéra-comique in un atto di Gustave Vaëz
Musica di Gaetano Donizetti
Prima rappresentazione:
Parigi, Opéra-Comique, 7 maggio 1860
(come Rita, ou Le mari battu)
Edizione critica a cura di Paolo A. Rossini,
con la collaborazione di Francesco Bellotto

Rita Cristina De Carolis *
Pepé Cristóbal Campos Marín *
Gasparo Alessandro Corbelli
* Allievi della Bottega Donizetti

Orchestra Gli Originali
Coro dell’Accademia Teatro alla Scala
Direttore Enrico Pagano
Maestro del coro Salvo Sgrò
Maestro al fortepiano Ugo Mahieux

Regia Stefania Bonfadelli
Scene Serena Rocco
Costumi Valeria Donata Bettella
Lighting design Fiammetta Baldiserri

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Donizetti
Bergamo, Teatro Sociale, 15 novembre 2025

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