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Verona, Daniele Gatti e la Staatskapelle Dresden aprono il Settembre dell’Accademia

Sarà il grande sinfonismo romantico, dagli albori beethoveniani ancora intrisi di classicismo fino agli esiti estremi e divergenti di Mahler e Rachmaninov, il protagonista indiscusso della XXXV stagione del Settembre dell’Accademia a Verona, che questo anno si svolgerà dall’8 al 30 settembre 2026, portando ancora una volta sul palco scaligero alcune delle maggiori orchestre internazionali.

In questi 35 anni, oltre 134 tra orchestre, ensemble e cori, 135 direttori e 188 solisti hanno calcato il palcoscenico del Teatro Filarmonico, proponendo oltre 350 composizioni di più di 100 autori e facendo del Festival veronese diretto da Luigi Tuppini uno dei più rinomati e ambiti appuntamenti nel calendario concertistico nazionale.

Così, l’apertura della stagione quest’anno è già un manifesto di eccellenza con un “evento nell’evento” e una rara occasione: due concerti consecutivi l’8 e il 9 settembre, affidati entrambi all’acclamata bacchetta di Daniele Gatti, invitato a una sorta di mini-residenza alla guida della “sua” Sächsische Staatskapelle Dresden. Il primo appuntamento è con la drammatica e appassionata Sinfonia n. 6 Tragica di Gustav Mahler, dirompente e tesa con il famoso martello finale che il Fato usa per annichilire il protagonista; mentre il giorno successivo l’orchestra sassone e il Maestro Gatti presenteranno al pubblico del Teatro veronese la Sinfonia n. 2 in re maggiore di Johannes Brahms e di Beethoven la famosa ouverture dell’Egmont e il Quarto concerto per pianoforte. Ad affiancare l’ensemble Beatrice Rana che, reduce dal successo riscosso lo scorso anno sul palcoscenico del Filarmonico, prosegue la sua riflessione sul connubio pianoforte-orchestra nell’opera del geniale compositore tedesco.

Il viaggio musicale proposto dall’Accademia Filarmonica di Verona – che, istituita nel 1543, può vantarsi d’essere la più antica accademia musicale d’Europa ancora in attività – prosegue con un confronto tra due giganti del pieno Romanticismo, interpreti di visioni estetiche opposte: Brahms e Čajkovskij.

Il 16 settembre la Bergen Philharmonic Orchestra presenta – sotto la guida di Dima Slobodeniouk e con il pianismo di Leif Ove Andsnes – il Secondo concerto per pianoforte di Brahms e la Quarta Sinfonia di Čajkovskij, mentre, invertendo il rapporto, la Baltic Sea Philharmonic con il suo direttore ospite principale Robert Treviño, il 23 settembre eseguirà le Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra Op. 33 di Čajkovskij e la Prima Sinfonia di Brahms. Da scoprire nell’occasione, al violoncello, la stella nascente Charlotte Melkonian (classe 2013).

Chiude l’edizione 2026 del “Settembre dell’Accademia” un’altra storica istituzione musicale: l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sotto la bacchetta di Stanislav Kochanovsky e con solista Nikolai Lugansky. Il 30 settembre saranno protagonisti di un concerto monografico dedicato a Sergej Rachmaninov che prevede la Seconda Sinfonia e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in re minore.

In occasione del 35° anni del Settembre dell’Accademia, al fine di avvicinare sempre nuovo pubblico al modo della musica sinfonica e classica l’Accademia Filarmonica ha attivato una speciale convenzione per la sottoscrizione di abbonamenti a prezzo agevolato ai titolari CartaEffe Feltrinelli, ai soci degli Amici dei Musei Civici di Verona, GAFiRi – Giovani per l’Arena, il Filarmonico e il Ristori, Associazione Amici dell’Orchestra di Padova e del Veneto, Amici dell’Associazione Orchestra da Camera di Mantova, e alle dipendenti e ai dipendenti di AMIA Verona S.p.A. e Gruppo Feltrinelli.

Ulteriori informazioni: www.accademiafilarmonica.org

Photo: Cassin Brenzoni

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