Dieci titoli, quattro nuovi allestimenti, tre appuntamenti di danza: così si presenta la Stagione 2025/2026 del Teatro Regio, che si muove attorno al filo conduttore del “Rosso” — colore della passione, del rischio, della ferita e della creazione. Una proposta che intreccia storie di potere e di libertà, in sintonia con un presente segnato da conflitti e inquietudini, riaffermando il teatro come spazio di emozione e crescita.
Francesca da Rimini apre la stagione il 10 ottobre
L’inaugurazione è affidata a Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, in scena dal 10 al 23 ottobre. L’opera, che vide la luce proprio al Regio nel 1914, torna in un nuovo allestimento firmato da Andrea Bernard, con la direzione musicale di Andrea Battistoni. In scena un cast di rilievo: Roberto Alagna, Barno Ismatullaeva e George Gagnidze. Tratto da D’Annunzio e ispirato al V Canto dantesco, il dramma lirico esplora l’amore proibito come gesto sovversivo.
Mozart in chiave teatrale: il ritorno dell’Oriente fantastico
Dall’8 al 16 novembre è la volta de Il ratto dal serraglio, allestimento creato nel 2024 per l’Opéra Royal de Versailles da Michel Fau, che colloca l’azione in un Oriente stilizzato e vivace. Sul podio, il debutto torinese di Gianluca Capuano, specialista del Settecento e vincitore del Premio Abbiati 2022. Tra gli interpreti Alasdair Kent, Antony Leon, Olga Pudova e Leonor Bonilla.
Tre appuntamenti con la danza: Bolle, Praga e Riga
La danza occupa un posto di rilievo nella nuova stagione. Dal 27 al 29 novembre, Roberto Bolle porta per la prima volta a Torino Caravaggio, creazione di Mauro Bigonzetti con musiche di Bruno Moretti ispirate a Monteverdi. Segue Romeo e Giulietta di Prokof’ev (5-14 dicembre) nella lettura coreografica di John Cranko, con il Balletto del Teatro Nazionale di Praga. Chiude il trittico Il lago dei cigni di Čajkovskij (19-28 dicembre) con il Balletto dell’Opera Nazionale di Riga, nella ripresa della coreografia originale firmata da Petipa e Ivanov.
Rossini apre il 2026, Muti torna con Macbeth
Il nuovo anno si apre con La Cenerentola di Rossini, in scena dal 20 al 27 gennaio, con la regia di Manu Lalli e la direzione di Antonino Fogliani. Protagonista il soprano Vasilisa Berzhanskaya, accanto a Nico Darmanin, Roberto De Candia e Carlo Lepore.
Evento centrale della stagione è il ritorno di Riccardo Muti, che dal 24 febbraio al 7 marzo dirige Macbeth di Verdi in un nuovo allestimento firmato da Chiara Muti. Il titolo verdiano, che il Maestro ha approfondito per oltre cinquant’anni, viene affidato alla voce e alla presenza scenica di Luca Micheletti, con Lidia Fridman, Giovanni Sala e Ildebrando D’Arcangelo.
Debutto torinese per i “Dialoghi delle carmelitane
Dal 31 marzo al 12 aprile, per la prima volta a Torino, approda Dialogues des Carmélites di Francis Poulenc, con l’intenso allestimento di Robert Carsen, già visto al Dutch National Opera & Ballet. L’opera, ispirata alla vera vicenda delle monache di Compiègne, riflette sulla fede e sul sacrificio durante il Terrore rivoluzionario, su libretto tratto da Bernanos.
Due nuove produzioni chiudono la stagione
Il finale di stagione è affidato a due nuove produzioni. I puritani di Bellini, diretti da Francesco Lanzilllotta e messi in scena da Pierre-Emmanuel Rousseau, saranno in cartellone dal 14 al 23 maggio; fra gli interpreti: John Osborn, Gilda Fiume, Simone Del Savio. Seguirà Tosca di Puccini, in scena dal 13 al 25 giugno, con la regia visionaria di Stefano Poda e la direzione musicale di Renato Palumbo; protagonista Chiara Isotton, affiancata da Martin Muehle e Roberto Frontali.
Ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it

