Il Teatro Verdi di Trieste riprende il fortunato allestimento del 2019 di Madama Butterfly di Giacomo Puccini firmato per la regia da Alberto Triola. Uno spettacolo che funziona, grazie anche a un cast nel complesso adeguato, nel quale spicca la protagonista Vittoria Yeo, perfetta nel ruolo non solo per le sue origini. La voce, anzitutto, ha un colore chiaro e omogeneo ed è emessa con grande perizia tecnica: l’interprete piega così con estrema duttilità un canto sorvegliato, capace di restituire tutte le sfaccettature di un personaggio quantomai complesso, senza mai cadere nella leziosità. La ricerca delle sfumature si accompagna sempre a una pregevole attenzione alla parola, sortendone un ritratto trepido, vivo, dolente.
Meno rifinito, ma comunque efficace nel suo sbrigativo slancio, il Pinkerton di Vasyl Solodkyy, uno Yankee dalla schietta vocalità tenorile, tanto entusiasta quanto curioso e superficiale nel compulsivo scattare fotografie a un mondo esotico e affascinante. Questa la chiave di lettura scelta per lui dal regista, che sottolinea così una volta di più la siderale distanza tra i due protagonisti e la sostanziale solitudine di Cio Cio San: Pinkerton “turista” attratto dal colore locale di un mondo lontano del quale non coglie però lo spirito; Butterfly chiusa nel suo piccolo universo poetico, fatto di fragile bellezza.
Sharpless – qui affidato alla vocalità morbida di Luca Galli – dovrebbe incarnare l’equilibrio e la saggezza che l’altro americano non riesce a raggiungere. Allo stesso modo, Suzuki – la pregevole Michela Guarrera -, la persona più vicina a Butterfly, non riesce in realtà a condividerne autenticamente il personale itinerario da bambina a donna.
Proprio dall’infanzia (i quindici anni “netti netti”) parte Triola, che apre e chiude lo spettacolo con un riferimento a lei, giovanissima, che gioca con una farfalla. Cio- Cio-San vive in un mondo di carta – lei stessa fabbrica fiori di carta – effimero e prezioso: le scene essenziali ed eleganti di Emanuele Genuizzi e Stefano Zullo rimandano a un’ambientazione giapponese che, lungi dal folclore, riesce invece a coniugare la dimensione descrittiva a quella onirica. Su di un palco pulito e spoglio, scivolano con rituale gestualità alcune leggere pareti che, con il contributo delle bellissime luci di Stefano Capra (davvero restituzione della temperatura emotiva del momento), contribuiscono a creare quadri di lirica sospensione. Alcune altre scelte – il lento cadere delle foglie, le tradizionali lampade accese a illuminare come stelle la prima notte di nozze, il gioco delle ombre – insieme ai magnifici costumi pastello di Sara Marcucci concorrono alla riuscita di un allestimento caratterizzato da semplicità e raffinatezza.
Generalmente adeguati ai rispettivi ruoli gli altri interpreti: Andrea Schifaudo (Goro), Dario Giorgelè (Il Principe Yamadori), Yongheng Dong (Lo Zio Bonzo), Irina Popova (Kate Pinkerton), Daniele Cusari (Il Commissario Imperiale), Teresa Ranieri (La madre di Cio-Cio-San), Elisa Serafini (La cugina), Riccardo Corona (L’Ufficiale del registro). Il coro, guidato da Paolo Longo, si è disimpegnato con onore, anche se qualche voce in più avrebbe sicuramente giovato.
Dal podio, Giulio Prandi debutta in Butterfly e sceglie la strada di una concertazione che dipinge atmosfere tenere e delicate – in perfetta aderenza a quanto si vede in scena, peraltro -, non rinunciando a nerborute accensioni dinamiche quando lo spartito lo richiede. Il passo teatrale è sempre scattante, sin dal vigoroso fugato che apre l’opera, e il gioco dei colori particolarmente curato. 




Teatro Verdi – Stagione Lirica e di Balletto 2025/26
MADAMA BUTTERFLY
Tragedia giapponese in tre atti
di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal dramma Madame Butterfly di David Belasco
Musica di Giacomo Puccini
Madama Butterfly Vittoria Yeo
F. B. Pinkerton Vasyl Solodkyy
Sharpless Luca Galli
Suzuki Michela Guarrera
Goro Andrea Schifaudo
Il principe Yamadori Dario Giorgelè
Lo zio Bonzo Yongheng Dong
Kate Pinkerton Irina Popova
Il Commissario Imperiale Daniele Cusari
La madre di Cio-Cio-San Teresa Ranieri
La cugina Elisa Serafini
L’Ufficiale del registro Riccardo Corona
Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione
Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Direttore Giulio Prandi
Maestro del coro Paolo Longo
Regia Alberto Triola
Scene Emanuele Genuizzi e Stefano Zullo
Costumi Sara Marcucci
Luci Stefano Capra
Trieste, 3 aprile 2026

