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Bolzano, Teatro Comunale – La bohème

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La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento programma la stagione lirica 2023/24 rinnovando per l’ultimo anno la propria collaborazione con il direttore artistico Matthias Lošek, sempre all’insegna dell’opera contemporanea, di raro ascolto nelle stagioni artistiche italiane. Il Trentino-Alto Adige da anni riserva grande spazio a questo repertorio con proposte perlopiù rivolte a composizioni del XXI secolo e con frequenti prime assolute. Nothing is written è il nome scelto per il percorso operistico di quest’anno: si tratta di una serie di proposte che pongono l’accento sulle infinite opportunità riservate all’uomo e sui nuovi inizi, sempre possibili.

A inaugurare la rassegna è però un titolo della grande tradizione italiana: si tratta infatti di La bohème che viene inscenata in un nuovo allestimento curato proprio dal direttore artistico. Nelle sue dichiarazioni l’opera pucciniana offre uno spaccato realistico su un mondo, quello dei bohémiens, che è attuale da sempre. Tutto il portato emozionale di questi giovani rappresenta in definitiva quanto ciascuno ha vissuto e porta con sé. La visione offerta, che ha certamente la sua ragion d’essere anche nella scansione ideale dei vari quadri, si estrinseca in scena con uno spettacolo piuttosto lineare e, per certe scelte, quasi semiscenico. Il coro, per esempio, funge da commentatore esterno alla vicenda, stando sempre ai due lati della scena e tornando sul palco anche al termine dell’opera, come muto osservatore del triste destino di Mimì. Gli spazi sono spesso immaginari e gli artisti creano l’azione più con le loro abilità attoriali, dando risalto al processo di avvicinamento che matura nel corso dell’opera. Sulla scena, concepita, come anche il disegno luci, da Norbert Chmel, ci sono pochi elementi ma impattanti: in particolare uno scheletro d’albero stilizzato, che al termine si illumina assumendo le fattezze di una croce, e un tratto di muro con l’emblematica scritta “There is no future”. L’intero spettacolo si svolge tra proscenio e prima parte del palcoscenico con cambi scena a vista, tra i vari quadri, mentre, secondo una scelta desueta, l’orchestra sta sul fondo quasi a voler far partecipare il pubblico all’azione nella sua totalità. I costumi di Oliver Mölter paiono voler creare delle distinzioni di classe tra i vari personaggi con l’eleganza stridente di Rodolfo e lo stile casual, e a tratti trascurato, degli altri.

L’esecuzione musicale poggia sulla solidità dell’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, come sempre affiatata e precisa, sotto la guida attenta e calibrata, tenuto conto della posizione desueta della compagine, di Timothy Redmond. Valido l’apporto dell’Ensemble vocale Continuum, preparato da Luigi Azzolini, e pregevole la prestazione del Coro di voci bianche della scuola di musica “A. Vivaldi”, istruito da Anita Degano.

Il cast vocale è piuttosto omogeneo e giovane. Alexandra Grigoras tratteggia una Mimì credibile ed elegante, per linea canora e interpretazione, al cui fianco sta uno spavaldo Alessandro Scotto di Luzio, Rodolfo vibrante seppur perfettibile per quanto attiene a intonazione e fraseggio. Nel secondo quadro si impone Galina Benevich la quale infonde a Musetta il giusto spirito e una efficace carica emotiva, espressa con un canto sorvegliato e corretto. Gli altri giovani bohémiens risultano nel complesso assai credibili: Matteo Loi tratteggia un Marcello veemente, capace di un’adeguata presenza scenica e di una convincente prestazione vocale; del pari attendibili Gianluca Giuga, Schaunard, e Matteo D’Apolito, Colline, dotati di buon fraseggio e spigliate doti attoriali. Completano la compagnia Lorenzo Ziller, nei panni di Benoît, di Alcindoro e del Sergente dei doganieri, Marco Gaspari, in quelli di Parpignol, e Federico Evangelista come Doganiere.
Il successo finale, caloroso per tutti, suggella la buona riuscita dell’inaugurazione e il desiderio del pubblico di ritrovare a Bolzano e Trento qualche titolo di tradizione.

Teatro Comunale / Oper.a 2023/24
LA BOHÉME
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Mimì Alexandra Grigoras
Musetta Galina Benevich
Rodolfo Alessandro Scotto di Luzio
Marcello Matteo Loi
Schaunard Gianni Giuga
Colline Matteo D’Apolito
Parpignol Marco Gaspari
Benoît, Alcindoro e Sergente dei doganieri Lorenzo Ziller
Doganiere Federico Evangelista

Ensemble vocale Continuum
Maestro del coro Luigi Azzolini
Coro della Scuola di Musica “A. Vivaldi”
Maestra del coro Anita Degano

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direttore Timothy Redmond
Regia Matthias Lošek
Scene Norbert Chmel
Costumi Oliver Mölter

Nuovo allestimento
Bolzano, 19 novembre 2023

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