Cos’hanno in comune i personaggi di Mitridate, Tito, Idomeneo, Lucio Silla, Soliman, Oebalus e Alessandro Magno nelle opere e negli oratori di Wolfgang Amadeus Mozart? Incarnano figure di re e imperatori, e sono tutti rappresentati dalla vocalità tenorile. Sono anche i protagonisti delle pagine scelte da Edgardo Rocha per il CD intitolato Feeling Mozart. Il nome forse è poco indicativo di un’antologia che, per una volta, non si limita a raccogliere le arie più note di un autore ma traccia un vero programma tematico: una riflessione sui diversi aspetti del potere, identificati nelle categorie di gloria, umanità, orgoglio e giustizia. Per quanto, più che formare quattro diverse sezioni del programma, come suggerito dall’indice delle tracce, sono aspetti presenti in tutti i personaggi regali di Mozart – ed è di solito la necessità di una scelta corneliana che mette due di questi valori in conflitto a determinare il nucleo drammatico delle opere di cui sono protagonisti.
Edgardo Rocha, specialista di ruoli belcantistici, si cimenta così in un repertorio in cui tendiamo piuttosto a ritrovare o specialisti del barocco, che vedono nel Mozart serio un prolungamento della tragédie-lyrique francese, o dei veri e propri Heldentenor attivi anche in repertori germanici ben più gravosi, attratti dalle caratteristiche eroiche dei personaggi mozartiani. Due generi di vocalità assai diverse, in cui si innesta la proposta belcantistica di Rocha, che segue ovviamente le orme di Juan Diego Flórez (che però, nel suo cd mozartiano, incise anche le arie amorose di don Ottavio, Ferrando e Tamino).
Certo, la facilità con cui Rocha si muove tra i sovracuti e le rapide colorature sono un ottimo atout per affrontare i temibili virtuosismi che Mozart richiede ai suoi tenori eroici. Ne è ottimo esempio la prima traccia del disco, «Se di lauri il crine adorno» da Mitridate, re di Ponto dove Mozart non esita a scrivere vertiginosi intervalli di dodicesima e di quattordicesima, ma anche quella successiva, «Vado incontro al fato estremo» dalla stessa opera, che con i suoi sette do sovracuti potrebbe insidiare il record di difficoltà tradizionalmente attribuito alla Fille du régiment.
Con il suo timbro caldo ma squillante, specie nell’ottava acuta del registro tenorile, Rocha affronta con ottima perizia tecnica le asperità della partitura, fin dalla bella messa di voce sul primo la dell’aria di Mitridate. Certo, non tutti i grandi salti verso l’acuto hanno la stessa precisione – sarebbe difficile pretenderlo da chiunque – ma l’agilità è sicuramente dalla parte del tenore uruguaiano. Più discutibili certe scelte nell’affrontare i da capo delle arie, in cui quasi l’unico procedimento di variazione impiegato è la puntatura all’ottava acuta, dove Rocha eccelle, ma che non sembra molto adatto all’opera del periodo classico, e certe soluzioni, come il salto di dodicesima nel finale di «Se di lauri», appaiono un po’ fuori luogo.
Un’altra indiscutibile capacità del tenore è quella di poter cantare in un solo respiro frasi lunghissime: peccato che manchi sovente (in particolare nelle pagine della Clemenza di Tito presentate appena dopo quelle di Mitridate) di rispettare le articolazioni con cui Mozart presenta talvolta i melismi, legando ora a gruppi di due ora di quattro le note delle colorature.
L’album infatti continua, passando dal tema della “gloria” a quello dell’“umanità”, e dalla prima opera seria di Mozart all’ultima, due arie della Clemenza: «Del più sublime soglio» (preceduta dal suo recitativo) e «Se all’impero amici Dei». Qui la bravura tecnica di Rocha tende però a mettere in ombra la caratterizzazione dei personaggi. Fatichiamo a sentire la nobiltà d’animo di Tito, o il conflitto tra legge e amicizia, e sebbene l’orchestra alterni i forte e i piano, la voce tende a restare monocorde, perdendo l’occasione di sottolineare con la dinamica il dramma.
Si arriva così, sempre nella sezione dedicata all’umanità, al fulcro del programma, con due estratti da Idomeneo. Se la grazia belcantistica di Edgardo Rocha ne farebbe interprete ideale di un ruolo come quello di Arbace, seguendo lo spirito dell’intero disco il tenore affronta invece le arie del re di Creta. La scommessa, in fondo, è vinta. In «Vedrommi intorno» dà un’efficace rappresentazione del tormento del protagonista, così come nella sublime pagina di «Fuor dal mar» preceduta dal suo recitativo accompagnato: finalmente iniziamo a sentire un cantante davvero calato nel personaggio, diremmo pronto per l’interpretazione teatrale.
Nella seconda parte del CD Rocha abbandona i capolavori più noti del Mozart serio per affrontare sentieri decisamente meno battuti. Il capitolo dedicato all’orgoglio si apre così con l’aria di furia «Il desio di vendetta» da Lucio Silla (con il suo recitativo introduttivo). La tessitura dell’aria, quasi tutta sotto il do centrale, non è la più congeniale per una voce che, tende a scurirsi nel grave e a risaltare meno rispetto all’accompagnamento orchestrale, ma riescono bene invece i bellicosi toni di vendetta del dittatore romano. Lo stesso si potrebbe dire dell’aria di Soliman in Zaide «Ich bin so bös als gut»: nella furia del sultano apprezziamo di più i suoi tratti duri e malvagi rispetto alle sue virtù, e manca forse la doppiezza che suggerisce il titolo dell’aria.
La vera sorpresa viene invece da una composizione di un Mozart appena undicenne per una rappresentazione studentesca all’università di Salisburgo: l’intermezzo dal tema mitologico Apollo et Hyacinthus. L’aria di Oebalus, re di Sparta «Ut navis in aequore luxuriante» è cantata da Rocha con un grande slancio ritmico e una voce che, ritrovando la sua miglior tessitura nella prima parte dell’ottava acuta, conquista con la sua squillante chiarezza. Si tratta sicuramente della traccia che più di tutte le altre vorremmo riascoltare (per quanto i pedanti potrebbero lamentare il fatto che gli studenti salisburghesi avrebbero cantato il testo latino seguendo la pronuncia austro-germanica, non quella tradizionale italiana impiegata da Rocha). Peccato, invece, non aver fatto precedere l’aria dal drammatico recitativo accompagnato che la precede, in cui il re di Sparta piange la tragica morte del figlio Hyacinthus: si sarebbe trattato di un bel rimando al capitolo dell’“umanità” dei principi.
Per finire, il tema della Giustizia con due arie dal Re pastore. «Si spande il sole in faccia», dice il testo. Potremmo vederlo, questo sole, nella voce luminosa di Rocha, di nuovo nella sua tessitura ideale — e dove forse l’approccio belcantista dà i suoi risultati migliori. Finalmente, ad esempio, anche le articolazioni delle colorature vengono eseguite con la dovuta attenzione alla notazione mozartiana, e il brano «Se vincendo vi rendo felice» conclude trionfalmente l’antologia.
L’incisione vede Edgardo Rocha accompagnato dall’ensemble Concerto Málaga diretto con misura da Juanma Parra, che predilige dare un tono luminoso agli archi senza imporre grandi contrasti ritmici e dinamici tipici di chi affronta Mozart (quello serio in particolare) da un punto di vista barocco. Dal punto di vista del bilanciamento sonoro, va rilevato che l’effetto percussivo delle trombe tende spesso a soffocare gli altri fiati.
Il libretto allegato al disco, a una riflessione più generale sul potere nelle opere di Mozart, affianca, per ogni nucleo tematico, un’introduzione alle arie e ai drammi scelti, ma non riporta i testi dei libretti (sarebbe un’utile aggiunta, specie per i lavori meno conosciuti).
Seppur non tutti i ruoli appaiono ugualmente congeniali ad Edgardo Rocha, e in certi casi manchi ancora una compiuta caratterizzazione dei personaggi (d’altronde è difficile renderla palese in una o due arie…) la scelta di un filo conduttore tematico e di un repertorio non scontato evita la banalità e offre un contributo sicuramente interessante alla discografia dell’opera seria di Mozart. 




FEELING MOZART
Arie da Mitritate, re di Ponto, La clemenza di Tito,
Idomeneo, re di Creta, Lucio Silla, Zaide,
Apollo et Hyacinthus, Il re pastore
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto Málaga
Direttore Juanma Parra
Etichetta: Modos Records
Tenore Edgardo Rocha
Etichetta: Mondos Records
Formato: CD
Registrazione effettuata a Malaga nel febbraio 2022

