La stagione del Teatro Verdi di Trieste si conclude con un titolo raro: Candide di Leonard Bernstein, proposto dal 13 al 22 giugno in un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo segna il debutto alla regia di Renato Zanella, noto coreografo già alla guida del corpo di ballo dell’Opera di Vienna e, successivamente, di quello dell’Opera di Lubiana. Sul podio il direttore statunitense Kevin Rhodes, interprete esperto del repertorio americano e figura di riferimento per un’opera che fonde elementi di operetta, musical, opera e jazz, con inflessioni latinoamericane.
Candide è una delle più celebri partiture di Bernstein, un lavoro capace di coniugare intelligenza e leggerezza, satira e sofisticazione musicale. Composta a partire dal 1956 e ispirata all’omonimo romanzo di Voltaire del 1759, l’opera riflette lo spirito anticonvenzionale del suo autore, che proprio in quegli anni affrontava le difficoltà del maccartismo. La musica, brillante e ricca di sfumature ironiche, accompagna la parabola del giovane Candide, sottoposto a una sequenza di catastrofi grottesche, in una critica pungente al presunto ottimismo leibniziano secondo cui “tutto avviene per il meglio nel migliore dei mondi possibili”. La partitura, un vero pastiche stilistico armonizzato con maestria, ha conosciuto numerose revisioni. La versione definitiva, completata nel 1973 con il contributo di Hugh Wheeler, è oggi quella più rappresentata nei teatri di tutto il mondo e sarà la base di questa produzione triestina.
Kevin Rhodes, per la prima volta impegnato in Candide in Europa e legato da un sodalizio trentennale con Renato Zanella, afferma: “Bernstein definì Candide la sua ‘lettera d’amore musicale all’Europa’, pur scritta per Broadway. Un’affermazione tipica di un artista che, come Mahler, suo idolo dichiarato, amava mescolare forme e stili per creare qualcosa di nuovo. Ma sia chiaro: Candide non è un musical. È piuttosto un’operetta, o uno Singspiel.”
La regia di Zanella mette in risalto la doppia natura dell’opera e la sua vena ludica, attraverso un gioco di citazioni visive ispirate al mondo dell’infanzia e della memoria, in sintonia con lo spirito brillante e allusivo della musica di Bernstein.
Lo spettacolo presenta un cast internazionale: Enrico Casari e Marco Miglietta si alterneranno nel ruolo del protagonista. Cunegonde sarà interpretata da Tetiana Zhuravel e da Francesca Benitez. Bruno Taddia e Valdis Jansons daranno voce al Dottor Pangloss, incarnazione parodica della filosofia di Leibniz. Completano il cast Madelyn Renée e Benedetta Mazzetto nel ruolo della Vecchia Signora, accanto a Felix Kemp, Michele Patti, Raffaele Feo ed Eleonora Filipponi.
“Con Candide – sottolinea il sovrintendente Giuliano Polo – si chiude con spirito giocoso e sorridente una stagione molto fortunata, che ha visto il nostro teatro protagonista di grandi successi, dalla Traviata a un Rigoletto che molti non dimenticheranno. È anche il coronamento di un rinnovato rapporto con il pubblico, reso possibile dallo sforzo di rendere il teatro sempre più aperto e accogliente. I progetti per la stagione 2025-2026 sono già pronti per essere attuati e proseguire su questa linea”.
Ulteriori informazioni: www.teatroverdi-trieste.com/it/
In copertina, un momento delle prove
Photo: Fabio Parenzan

