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Il nuovo ‘Nabucco’ dell’Arena di Verona su Rai3 per la Giornata della Musica

Sarà Nabucco di Giuseppe Verdi, nell’allestimento firmato da Stefano Poda per l’Arena di Verona, a celebrare la Giornata Mondiale della Musica sabato 21 giugno alle ore 21.20 su Rai3. L’evento, trasmesso da Rai Cultura in collaborazione con il Ministero della Cultura e Fondazione Arena di Verona, propone l’opera che ha inaugurato il Festival 2025 ed è al centro di un progetto più ampio dedicato all’opera italiana come patrimonio dell’umanità. A condurre la serata, Cristiana Capotondi e Alessandro Preziosi.

La scelta di trasmettere in prima serata un’opera verdiana in occasione della Festa della Musica assume un forte valore simbolico. Lo sottolinea il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che parla dell’opera italiana come di un patrimonio capace di “parlare al mondo con la lingua italiana” e di rappresentare “l’ambasciatore più appassionato della nostra identità”. Un’identità che trova in Nabucco un momento fondativo: fu infatti questo titolo a decretare il primo grande successo di Giuseppe Verdi e, come ricorda Mazzi, “l’opera sarà sempre attuale, perché ancora oggi esprime i sentimenti più profondi dell’umanità”.

Dal punto di vista produttivo, la serata rappresenta una sfida non solo per l’Arena ma anche per la televisione. Il direttore di Rai Cultura Fabrizio Zappi evidenzia l’impegno tecnico e artistico richiesto da una messa in scena che coinvolge oltre 400 artisti e più di 3.000 costumi. Per la ripresa televisiva sono state impiegate soluzioni visive avanzate: droni, telecamere sospese, apparecchiature su binari e steadicam posizionate direttamente sul palcoscenico, con l’obiettivo di valorizzare lo spettacolo e l’eccezionalità scenica dell’Arena, il più grande teatro all’aperto del mondo.

“La Fondazione Arena è una cittadella dell’opera unica al mondo per dimensioni, artigianalità e talento”, dichiara la sovrintendente Cecilia Gasdia. “Questa trasmissione porterà l’opera a un pubblico trasversale, fatto di appassionati, giovani e famiglie, in Italia e nel mondo. Il nuovo allestimento di Nabucco è ricco di dettagli, simboli e spunti di riflessione, con temi ancora oggi molto attuali. È fondamentale cercare strade nuove per coinvolgere le persone e appassionare anche chi non ha una formazione musicale specifica”.

La nuova produzione, affidata a Stefano Poda, si presenta come un viaggio scenico tra richiami alla pittura barocca e suggestioni futuristiche, tra tecnologia e umanesimo, tra conflitto e speranza. Regia, scene, costumi, luci e coreografie sono firmati dallo stesso Poda, che concepisce l’opera come una riflessione sull’eterna dialettica tra forze opposte. “Due polarità si attraggono e si respingono – spiega – fino a una scissione che culmina in una riconciliazione finale. La metafora è quella dei legami atomici: dall’unione nasce la materia, ma l’uomo ha imparato a separarla, causando distruzione. La razionalità non può prescindere dalla spiritualità”. Tra gli elementi simbolici della scena, una grande clessidra, allegoria della vanitas, pronta a rompersi, e un’esplosione ‘atomica’ che richiama l’orrore di Hiroshima e Nagasaki, ma anche il Big Bang, come immagine di nascita e rigenerazione. Le coreografie, dominate da movimenti di scherma, coinvolgono oltre 200 interpreti appositamente preparati.

Nel ruolo del titolo Amartuvshin Enkhbat, tra i principali baritoni verdiani di oggi. Con lui Anna Pirozzi, Francesco Meli, Roberto Tagliavini, Vasilisa Berzhanskaya. Sul podio dell’Orchestra e del Coro di Fondazione Arena, il Maestro Pinchas Steinberg, a 25 anni dal suo debutto  areniano. La regia televisiva è di Fabrizio Guttuso Alaimo.

Qui la recensione di Connessi all’Opera riferita alla recita del 14 giugno

Photo: Ennevi

Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino