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Stresa Festival 2025 – Tabula Rasa (con Gidon Kremer) e Impressions Parisiennes

La quarta isola del Lago Maggiore. Così si sta sempre più andando a delineare lo Stresa Festival, giunto nel 2025 alla sua 64a edizione. La rinomata manifestazione si propone infatti, negli ultimi anni, come un suggestivo arcipelago musicale, nel quale si susseguono quattro isole sonore, in un riuscito dialogo con il territorio del Verbano e delle Isole Borromee: Jazz, Young, Antiqua e Classic.

La serata Tabula Rasa vede esibirsi nuovamente alla Stresa Festival Hall, dopo la sua ultima apparizione su queste tavole nel 2021, l’orchestra da camera Kremerata Baltica, nata nel 1997 e costituita da giovani musicisti provenienti dai paesi baltici; come nel 2021, anche oggi sul podio dell’ensemble spicca il suo fondatore, il violinista e direttore d’orchestra lettone Gidon Kremer. Il concerto è imperniato su di un coinvolgente, inconsueto confronto tra la musicalità profonda ed essenziale di Arvo Pärt, celebre compositore estone che il prossimo 11 settembre compirà novant’anni, e la poetica intima e sfumata di Franz Schubert, inframmezzato da brani di altri musicisti, con in chiusura un omaggio a Dmitrij Šostakovič in occasione del suo cinquantesimo anniversario di morte.

La compagine orchestrale si distingue per le sonorità calde e avvolgenti ma, al contempo, vibranti, versatili e cangianti nelle sfumature, nonché per l’ampia varietà di intenzioni espressive, la compattezza e la precisione. Ovviamente impeccabile e senza sbavature è l’intesa con il violino sferzante e incisivo di Kremer, acuminato e penetrante nei virtuosismi.
In apertura, ecco i ritmi solenni, austeri e sfaccettati della “Ciaccona” dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach, nella trascrizione per archi di Kremer. A seguire, il momento più intenso del concerto, Tabula Rasa per due violini, piano preparato e archi, composizione di Arvo Pärt di metà anni Settanta. I suoni taglienti e nell’insieme melodiosi dei violini di Gidon Kremer e Pauline van der Rest si fondono con gli accordi corruschi del pianoforte preparato di Reinut Tepp, con il poliedrico manto orchestrale della Kremerata Baltica e con i momenti di silenzio previsti dalla partitura, creando così lo stile dei Tintinnabula (“campanelli”) inventato da Pärt. Ne scaturisce un’esecuzione potente, intrisa di spiritualità e minimalismo, meditativa nell’agogica.
Nella seconda parte del concerto, troviamo un gustoso e per nulla banale intreccio tra Menuetti e Trii D 89 di Franz Schubert, e tre dei cinque brani di Eine (andere) Winterreise, rivisitazioni schubertiane commissionate nel 2022 ad altrettanti cinque musicisti per festeggiare il settantacinquesimo compleanno di Kremer e i venticinque anni di vita dell’ensemble baltico. A Stresa ascoltiamo Winternacht per violino e archi della lituana Raminta Šerkšnytė, Frühlingstraum del russo Victor Kissine, Wie der alte Leirmann di Leonid Arkadievich Desyatnikov. Un dialogo, se vogliamo, di primo acchito non così facile, ma sicuramente stimolante e interessante. Alle atmosfere rarefatte e struggenti dell’Aria op. 9 per archi del sovietico di origini polacche Mieczysław Weinberg, seguono la ritmica graffiante e caustica dei quattro Lebyadkin Verses di Dmitrij Šostakovič, nell’arrangiamento per violino e archi di Yevgeniy Sharlat, e quella marziale e sostenuta di Z-Defilee del pianista e direttore d’orchestra russo Michail Vasil’evič Pletnëv. Chiude il programma ufficiale l’arrangiamento di Andrei Pushkarev della Polka e del Foxtrot dalla Jazz suite n. 1 di Šostakovič, la prima improntata a un clima gaio, arguto e leggiadro, il secondo dai colori sfavillanti, iridescenti e seducenti, di brillante sapore esotico.
Al termine, festante accoglienza da parte del folto pubblico presente in sala, con punte di entusiasmo per Gidon Kremer. Il violinista ha quindi preso la parola, dicendo di non occuparsi di politica, ma di voler proporre come bis Sogni del russo naturalizzato ucraino Vіktor Stepanovyč Kosenko, nella speranza che un giorno finisca la guerra in Ucraina.

La sera precedente, sempre alla Stresa Festival Hall, va in scena Impressions Parisiennes, concerto che vede protagonista il quartetto d’archi Quatuor Van Kuijk. Fondato a Parigi nel 2012 e di casa sui più prestigiosi palcoscenici internazionali e in illustri festival, è costituto dal primo violino Nicolas Van Kuijk, dal violinista Sylvain Favre-Bulle, dalla viola Emmanuel François e dal violoncellista Anthony Kondo. Con freschezza, nitidezza, estro, eleganza, pulizia e morbidezza di suono, i quattro giovani musicisti propongono, nella prima parte del concerto, un prezioso e raffinato programma incentrato sul repertorio francese. Si ascoltano così, per esempio, Francis Poulenc, con l’ironia scanzonata e pungente, venata di malinconia, di Les chemins de l’amour, o con i ritmi puntuti e vorticosi di Fêtes galantes, dai Deux Poemes de Louis Aragon; la dolcezza ovattata e melanconica della romanza Après un rêve di Gabriel Fauré; la celebre Pavane pour une infante défunte di Maurice Ravel, dall’andamento arioso e dalle sonorità adamantine e luminose. Interessante l’inserimento, a inframmezzare i brani, di tre miniature del pianista jazz Baptiste Trotignon tratte dalla sua composizione del 2024 Ces Messieurs, commissionata dal Quatuor Van Kuijk: Francis, vivace e dirompente omaggio a Poulenc; Gabriel, delicato e nostalgico ricordo delle melodie di Fauré; Claude, in ricordo di Debussy.
Dopo l’intervallo, i quattro musicisti affrontano con grinta, espressività e tecnica ferrea il Quartetto per archi n. 8 in mi minore op. 59 n. 2 “Razumowsky” di Ludwig van Beethoven, pubblicato nel 1808 e dedicato al conte e diplomatico russo Andrej Kirillovič Razumovskij.
Al termine, caloroso successo e, come bis, Les berceàux di Fauré, nell’arrangiamento di Gildas Guillon.

Stresa Festival 2025
IMPRESSIONS PARISIENNES
Musiche di Trotignon, Poulenc,
Fauré, Ravel e Beethoven

Quatuor Van Kuijk
Violino Nicolas Van Kuijk
Violino Sylvain Favre-Bulle
Viola Emmanuel François
Violoncello Anthony Kondo

Stresa Festival Hall, 26 agosto 2025
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TABULA RASA
Musiche di Bach, Pärt, Schubert, Šerkšnytė,
Kissine, Desyatnikov, Weinberg, Šostakovič,Pletnëv

Kremerata Baltica
Violino e direzione Gidon Kremer
Violino Pauline van der Rest
Pianoforte preparato Reinut Tepp

Stresa Festival Hall, 27 agosto 2025

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