Chiudi

Como, Teatro Sociale – Carmen

Il 3 marzo 1875 debuttava, all’Opéra-Comique di Parigi, una delle opere oggi più amate e conosciute dal grande pubblico: Carmen di Georges Bizet. Anche il circuito di OperaLombardia ha voluto celebrare questo importante centocinquantenario, proponendo un nuovo allestimento in coproduzione con il Comunale di Modena, il Municipale di Piacenza e il Teatro Alighieri di Ravenna. Dopo il debutto bresciano e le recite cremonesi, lo spettacolo approda in un Teatro Sociale di Como gremito di pubblico.

Assente dalle tavole lariane dal dittico L’Heure espagnole e Gianni Schicchi del 2020, sul podio dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali ritroviamo Sergio Alapont. Servendosi di una gestualità vigorosa, il maestro spagnolo dà vita a una lettura appassionata, travolgente e tesa, dai ritmi rapinosi e guizzanti, dalle sonorità perlopiù brillanti. Garantendo un buon equilibrio tra scena e buca orchestrale, quella di Alapont è, altresì, una direzione attenta a esaltare le atmosfere e i vari colori che contraddistinguono la partitura.

Valido il cast scritturato. Nel ruolo del titolo il mezzosoprano rumeno Emanuela Pascu esibisce uno strumento duttile e corposo, brunito e ampio nel registro medio-grave, ben sfogato e svettante in quello acuto. La sua è una Carmen mai sguaiata o affettata, seducente e provocante nei primi due atti, intensa e drammatica negli ultimi due, eroica nel finale. L’attesa Habanera è resa con sensualità controllata; la chanson bohème “Les tringles des sistres tintaient” è affrontata con spigliatezza; l’arioso del III atto “En vain, pour éviter les réponses amères”, il momento più incisivo della serata, è venato di cocente tragicità.
Accanto a lei, Joseph Dahdah delinea un Don José prestante, inizialmente ligio al dovere e via via sempre più geloso, possessivo e impetuoso. Il tenore libanese emerge per una vocalità voluminosa e che corre con facilità nella sala teatrale, calda e squillante, nonché per la dizione impeccabile e per il fraseggio scolpito nella pietra. Nell’aria del II atto “La fleur que tu m’avais jetée”, accolta da sentiti applausi a scena aperta, Dahdah si fa apprezzare per la ricchezza di accenti e inflessioni.
Scenicamente aggraziata, il soprano granadino Rocío Faus spicca per la voce garbata e adamantina, luminosa in acuto, dalla linea di canto tersa. La sua è una Micaëla fresca e coraggiosa, potentemente accorata nell’aria del III atto “Je dis que rien ne m’épouvante”, siglata da un’accoglienza festante. Il baritono spagnolo Pablo Ruiz dipinge un Escamillo narcisista, elegante ed efficace, dalla timbrica morbida, vocalmente poco a fuoco nei gravi. Malleabile e pastosa la Mercédès del mezzosoprano cinese Aoxue Zhu; puntuta e disinvolta la Frasquita del soprano spagnolo Soraya Méncid; sonoro e sicuro di sé il baritono William Allione (Dancairo); mercuriale e limpido il tenore Gianluca Moro (Remendado); autorevole scenicamente e vocalmente e curato nella pronuncia francese Nicola Ciancio nei panni di Zuniga; puntuale Matteo Torcaso come Moralès.
Il Coro OperaLombardia, guidato con sicurezza e dedizione da Diego Maccagnola, si distingue per vigore e compattezza; argentini e apprezzabili gli interventi del Coro di voci bianche I Piccoli Musici di Casazza, diretto con precisione da Mario Mora.

Il regista Stefano Vizioli, che a Como aveva firmato un poetico Werther nel 2020, concepisce uno spettacolo scabro ed essenziale, privo di orpelli spagnoleggianti o di cliché vetusti, incentrato sulla tremenda solitudine che attanaglia i singoli personaggi. La scenografia nuda e austera di Emanuele Sinisi mostra una pedana inclinata racchiusa da alte e incombenti mura deteriorate dal tempo e distrutte presumibilmente dalla guerra, ravvivate via via da un ammaliante tappeto di fiori rossi (II atto), un’effigie di Maria Addolorata (III atto) o un lacero manifesto raffigurante un cuore trafitto da sette spade con la scritta “TOROS DE MUERTE”: è addossata a questa affiche che Carmen verrà brutalmente accoltellata dall’amante. Sobri i costumi di taglio novecentesco di Annamaria Heinrich, giocati principalmente sulle cromie del grigio, con qualche macchia di colore squillante data dai vestiti della protagonista e delle sigaraie; lineari e nitide le luci di Vincenzo Raponi; misurato e convincente il progetto di videomapping e visual art di Imaginarium Studio, con la proiezione su di un sipario di tulle di immagini evocative quali mani e braccia danzanti o un candido fiore che appassisce e si macchia di sangue; fluide e dirompenti le coreografie di Pierluigi Vanelli, interpretate con grinta da validi figuranti.
Lavorando soprattutto sugli sguardi e sulla mimica facciale, su di una gestualità poco esteriorizzata, Vizioli opta per una lettura introspettiva, concisa e rigorosa. Di forte impatto la scena delle carte nel III atto, quando alle spalle di Carmen uomini e bambini cadaverici emergono dalle tombe, presago dell’imminente morte della sigaraia.
Al termine festante successo per tutti, con ovazioni per Alapont, Pascu, Dahdah e Faus. La tournée proseguirà a Pavia (15 e 17 gennaio 2026), Bergamo (30 gennaio e 1° febbraio) e, con cast differente, a Modena (10 e 12 aprile), Piacenza (17 e 19 aprile) e Ravenna (24 e 26 aprile).

Teatro Sociale – Stagione 2025/26
CARMEN
Opera-comique in quattro atti
Libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy
dalla novella “Carmen” di Prosper Mérimée
Recitativi musicati da Ernest Guiraud
Musica di Georges Bizet

Carmen Emanuela Pascu
Don José Joseph Dahdah
Micaëla Rocío Faus
Escamillo Pablo Ruiz
Mercédès Aoxue Zhu
Frasquita Soraya Mencid
Moralès Matteo Torcaso
Zuniga Nicola Ciancio
Dancairo William Allione
Remendado Gianluca Moro

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro OperaLombardia
Direttore Sergio Alapont
Maestro del coro Diego Maccagnola
Coro di voci bianche I Piccoli Musici di Casazza
Maestro del Coro di voci bianche Mario Mora

Regia Stefano Vizioli
Coreografia e assistente regia Pierluigi Vanelli
Scene Emanuele Sinisi
Costumi Annamaria Heinrich
Luci Vincenzo Raponi
Progetto di videomapping e
visual art Imaginarium Studio

Nuovo allestimento
Coproduzione Teatri di OperaLombardia,
Teatro Comunale “Pavarotti-Freni” di Modena,
Teatro Municipale di Piacenza, Teatro “Alighieri” di Ravenna
Como, 10 ottobre 2025

Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino