Gli Incontri Asolani, Festival Internazionale di Musica da Camera giunto quest’anno alla sua 42ª edizione, si sono aperti con un concerto nella chiesa di San Gottardo ad Asolo che ha riscosso unanime consenso, grazie all’energia e alla bravura dell’ottetto I violoncelli del Mozarteum guidati da Giovanni Gnocchi. L’elevata qualità artistica offerta in questa prima serata del festival è accompagnata da una nota di stupore, data la giovane età dei componenti del consort, tutti studenti dell’Università di Salisburgo. Oltre a godere della musica che hanno proposto, si applaude la disciplina e il bagaglio tecnico, ma soprattutto la vitalità e il piacere nel far musica con i quali hanno contagiato di entusiasmo il pubblico.
Come ricordato sia dal direttore artistico Federico Pupo – che con una nota introduttiva ha aperto la serata – sia dal maestro Gnocchi stesso, si è voluto dedicare il concerto alla memoria della violoncellista Teodora Campagnaro nel ventennale della sua scomparsa. Interessante l’organizzazione del programma, suddiviso in tre parti, ciascuna corrispondente a un contesto emotivo-musicale: commemorazione, classicismo, Hollywood e dintorni.
La prima, incentrata soprattutto sulla trascrizione di brani polifonici del Rinascimento legati dal tema del lamento, si è conclusa con un salto nella contemporaneità con l’esecuzione dell’Agnus Dei dal Requiem polacco di Krysztof Penderecki; la seconda parte era dedicata all’ambiente viennese con trascrizioni da Mozart e Schubert, con l’inserzione di brani contemporanei legati alla classicità la cui parola chiave era ironia; nell’ultima il pubblico è stato guidato attraverso i ritmi della musica per film (brani dalla colonna sonora di Butch Cassidy, autore Burt Bacharah) e della musica classica sudamericana, mostrando tutte le capacità virtuosistiche degli elementi del consort.
I giovani violoncellisti hanno saputo differenziare tecnicamente le specificità di ogni periodo: nel repertorio fra XVI e XVII secolo il timbro degli strumenti si è avvicinato all’eleganza raffinata delle viole da gamba (coinvolgente la trascrizione, aggiunta al programma, di “Pur ti miro” da L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi); nel brano di apertura Fuerunt mihi lachrimae di Alfonso Ferrabosco, degno di nota l’incipit pizzicato, quasi la trasfigurazione sonora di un liuto. La parola, alla base delle composizioni eseguite in questa parte, è stata restituita attraverso un fraseggio consapevole degli accenti naturali delle frasi; in questa maniera il contrappunto vocale originario emergeva cristallino.
La sezione dedicata al classicismo ha mostrato il lato cameristico dell’ottetto, timbricamente e formalmente calibrato; il clou si è avuto con l’esecuzione del Trio della Marche militaire D733 di Franz Schubert dove si è imposta la trasparenza del tessuto timbrico che il trascrittore ha delineato con i suoi gesti strumentali essenziali. Anche in questa parte è stato aggiunto un fuori programma, la trascrizione della Sinfonia del Nabucco di Giuseppe Verdi, che ha messo in risalto la duttilità dello strumento violoncello.
Ma è nei brani legati alla contemporaneità che gli artisti hanno brillato grazie alla pulizia del suono, alla precisione ritmica e alla loro passione. Due esempi fra tutti: nella trascrizione dell’Agnus Dei di Penderecki hanno condotto il climax retorico voluto dal compositore sottolineando la crescita progressiva della cellula motivica iniziale fino all’intenso cluster che prelude alla coda; tale aggregato, difficile da gestire vocalmente, viene esaltato dai timbri dei violoncelli. Bossa Nova Phliarmonica e Mambo! di Wilhelm Kaiser-Lindenmann sono composizioni altamente virtuosistiche, in cui rapide scale cromatiche, ritmi percussivi e cangianti e uso di tecniche d’esecuzione d’avanguardia sostengono melodie accattivanti che imitano le sonorità sudamericane. I Violoncelli del Mozarteum sono riusciti nell’impresa di tenere insieme queste componenti trascinando gli ascoltatori nel vortice della danza e scatenando così l’applauso, meritatissimo, a fine concerto. 




Incontri Asolani – XLVI Festival Internazionale di Musica da Camera
I VIOLONCELLI DEL MOZARTEUM
Musiche di Ferrabosco, Gesualdo da Venosa, Dowland,
Pendercki, Mozart, Schubert, Say, Seidelmann,
Piazzolla, Villani-Côrtes, Kaiser-Lindenmann
Valerie Fritz (Austria)
Eva Sánchez-Vegazo (Spagna)
Douwe Eisses (Olanda)
Giacomo Furlanetto (Italia)
Ignacio García Núñez (Spagna)
Enrico Mignani (Italia)
Leonardo Notarangelo (Italia)
Giovanni Gnocchi (Italia), violoncello e direzione
Asolo, Chiesa di S. Gottardo, 30 agosto 2024

