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La rondine – Gheorghiu, Alagna, Armiliato, Joël (Warner Classics DVD)

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La rondine, commedia lirica in tre atti su libretto di Giuseppe Adami, è sicuramente una delle meno rappresentate tra le opere di Giacomo Puccini. Ben venga quindi la decisione del Teatro Carlo Felice di Genova di scegliere questo titolo per l’inaugurazione della stagione 2016/2017 che prenderà il via nel prossimo mese di novembre. A chi volesse assistere agli spettacoli genovesi con una consapevolezza che vada al di là del brano più celebre dell’opera (Chi il bel sogno di Doretta) sicuramente potrà essere d’ausilio questa interessante produzione della Metropolitan Opera House di New York, risalente al 2009 e pubblicata in DVD da Warner Classic. Il cast è di tutto rispetto: Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Lisette Oropesa, Marius Brenciu nei ruoli, rispettivamente, di Magda De Civry, Ruggero Lastouc, la cameriera Lisette e il poeta Prunier. Nel ruolo di Rambaldo Fernandez la gloriosa figura di Samuel Ramey. Le scene sono firmate da Ezio Frigerio, i costumi da Franca Squarciapino, la regia è di Nicolas Joël.
La rondine, si sa, è opera controversa, per la quale sono stati affrontati anche paragoni scomodi che non hanno certo giovato alla sua diffusione e popolarità; un’opera che qualcuno voleva operetta, ma che Puccini, a quanto si legge nelle biografie, ha sempre inteso e considerato opera a tutti gli effetti. Sempre meglio evitare i paragoni, siano essi scomodi o pertinenti: finiscono per creare aspettative che alla prova dei fatti vanno deluse. Una cosa è certa: l’ascolto di questo lavoro pucciniano è molto piacevole, con alcuni momenti che oltrepassano di gran lunga il “mestiere” e i trucchi del compositore: il concertato del secondo atto ad esempio è una delle grandi pagine del teatro pucciniano.
Il libretto richiederebbe un’ambientazione francese (primi due atti a Parigi, terzo in Costa Azzurra) all’epoca del Secondo Impero. Nicolas Joël opta invece per uno spostamento d’epoca agli anni ’20 del Novecento, non discostandosi di molto dal periodo in cui l’opera fu rappresentata per la prima volta (27 marzo 1917 al Teatro del Casino di Monte-Carlo). L’idea funziona molto bene: Puccini usa ritmi tipici di quell’epoca così che, accanto agli immancabili valzer e tango, ascoltiamo anche one-step e foxtrot; l’ambientazione scelta da Joël rende tutto lo spettacolo molto più credibile e l’ambientazione più in linea con quello che la musica di Puccini racconta. A ciò si aggiunga l’eleganza delle scene e dei costumi, con una cura del particolare attenta e dettagliata. L’allestimento non segue pedissequamente le didascalie del libretto, ma poco importa visto che nulla è lasciato al caso e che mai si manca di rispetto alle intenzioni di Puccini. Joël, inoltre, fa un minuzioso lavoro sui personaggi e sulle loro interazioni, lavoro che si nota maggiormente nei momenti di canto di conversazione rispetto ai momenti solistici, in cui gli interpreti assumono le pose più tipiche del cantante lirico: probabilmente questo è un effetto voluto per evidenziare i due diversi piani dell’opera.
La classe della mise en scène trova un naturale sviluppo nella direzione orchestrale di Marco Armiliato che evidentemente apprezza molto  questa partitura e la conduce con stile ed eleganza: Armiliato sottolinea i particolari e la ricchezza timbrica, sa far emergere, quando serve, l’intensità dell’orchestrazione pucciniana senza mai rinunciare alla leggerezza che caratterizza il lavoro di Puccini.
Angela Gheorghiu è una Magda praticamente perfetta, calata come meglio non si potrebbe nel personaggio: è elegante nel portamento e nel canto, appassionata, ironica, disillusa quando la situazione lo richiede. Il suo registro acuto è luminoso, il colore sempre pertinente ed in linea con il personaggio: un’interprete a tutto tondo; unico limite il registro basso un po’ opaco e probabilmente – in un ascolto a teatro – poco risonante, ma nell’insieme di quello che la Gheorgiu dona al pubblico in questa sua performance, si tratta davvero di un peccato veniale.
Roberto Alagna ha un bellissimo timbro tenorile, adatto al ruolo. L’attore si disimpegna decisamente bene. Il cantante e l’interprete non sono da meno. Tende a forzare nel registro acuto, soprattutto al terzo atto. Ma il Ruggero di Alagna è assolutamente credibile nel suo carattere di ragazzo che viene dalla provincia e si trova a vivere un’avventura forse impari alle sue forze.
Molto bene anche Marius Brenciu e Lisette Oropesa che delineano la spassosa coppia degli innamorati Prunier e Lisette: qui il lavoro di Joël sui personaggi si fa veramente notare e nulla è lasciato al caso nella recitazione di questi due interpreti ottimi anche sul versante vocale. Pur risultando quasi impossibile citare tutti i comprimari che figurano nella Rondine, occorre comunque ricordare Samuel Ramey nel ruolo cameo di Rambaldo, non fosse altro per l’eleganza della presenza scenica.
La ripresa audio e video è di assoluta qualità (HD per la parte visiva), sono presenti i sottotitoli in italiano, inglese, francese e tedesco e un bonus (non sottotitolato) che contiene le interviste alle due coppie protagoniste raccolte da Renée Fleming. Sicuramente un supporto utile, per chi volesse conoscere o approfondire La rondine pucciniana.

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