Il barocco incontra la musica elettronica e le sonorità contemporanee. Tra le serate più curiose e innovative dello Stresa Festival, giunto nel 2026 alla sua 65ª edizione, si segnala Bach & Beyond, progetto live e concettuale che vede protagonista, alla Stresa Festival Hall, il talentuoso pianista e compositore lussemburghese Francesco Tristano. Classe 1981, formatosi alla Juilliard School di New York, Tristano ha un repertorio che spazia dal Seicento di Frescobaldi al Novecento di Ravel, Stravinskij, Cage, Ligeti, sino ai giorni nostri, con incursioni nella techno.
Il singolare recital stresiano – ottanta minuti di musica quasi ininterrotta, eseguita a memoria, senza spartito, alternando pianoforte e strumentario elettronico – si configura come un seducente itinerario sonoro: un articolato e sperimentale sincretismo tra antico e moderno, nel quale l’artista dimostra notevole perizia tecnica e una spiccata sensibilità interpretativa, muovendosi con naturalezza tra linguaggi differenti.
Si ascoltano così l’austera riflessività della Toccata n. 4 dal Secondo Libro di Toccate di Girolamo Frescobaldi, del 1637; la luminosità pacata e nitida della Suite francese n. 1 in re minore BWV 812 di Johann Sebastian Bach (da Tristano incisa anche in disco), restituita con rigore e pulizia formali; la Sonata in sol minore K 450 di Domenico Scarlatti, dalle dinamiche movimentate e incisive, in una giustapposizione di chiaroscuri. Come già detto, questi brani sei e settecenteschi si alternano alle composizioni dello stesso Tristano. Ricordiamo la ritmica ostinata e incalzante di Hello, venata di stilemi jazz, e le sonorità acuminate e terse de La franciscana, che rimandano allo stile tintinnabuli di Arvo Pärt.
In chiusura, un suggestivo omaggio alla capitale del Giappone con tre pezzi dall’album Tokyo Stories, del 2019. In Electric mirror, il pianoforte dialoga con il nastro magnetico, alternando accenti di gusto sudamericano, cadenze barocche e un incisivo sincopato. Avvolgenti atmosfere orientaleggianti e modulazioni elettroniche d’ambiente permeano Neon city, mentre in The Third Bridge at Nakameguro, il fluire delle acque zampillanti del fiume Meguro si mescola e compenetra con la serica morbidezza dei petali dei fiori di ciliegio. A impreziosire il recital, un gioco di luci dominato dalle tonalità del blu, del verde e dell’azzurro.
Accoglienza cordiale da parte del pubblico presente in sala, ripagata da Francesco Tristano con un bis: la Sarabande dalla Partita n. 2 in do minore BWV 826 di Bach. 




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La serata successiva, sempre alla Stresa Festival Hall, risuonano le melodie luminose di Antonín Dvořák, in un concerto intitolato giustappunto Dvořák. Protagonista è la prestigiosa e longeva Luzerner Sinfonieorchester, orchestra in residenza al KKL Luzern fondata nel 1805 e guidata per l’occasione dal suo direttore principale, il tedesco Michael Sanderling.
In apertura, si ascolta il celebre Concerto per violoncello e orchestra n. 2 in si minore, op. 104, composto tra il 1894 e il 1895 ed eseguito in prima mondiale a Londra il 19 marzo 1896, considerato un testamento artistico del compositore boemo e dedicato all’amico strumentista Hanuš Wihan. Come solista, si impone il rinomato violoncellista Mario Brunello, direttore artistico della kermesse stresiana. Come da tradizione, l’artista veneto si distingue per l’espressività intensa, il virtuosismo sopraffino e la tecnica ineccepibile, facendo sgorgare dal proprio strumento – un Maggini degli inizi del Seicento – un suono denso e avvolgente, screziato di venature scure come l’ebano.
Nell’Allegro iniziale, Mario Brunello sfoggia soffici impasti timbrici e dinamici chiaroscuri, alternando una cantabilità serena e trilli sferzanti. Nel seguente Quasi improvvisando: Adagio ma non troppo, il violoncello instaura un dialogo più placido ed equilibrato con l’orchestra (in particolare con gli strumenti a fiato), intriso di un clima agrodolce, reso da Brunello con marcata introspezione e melodie cangianti. Nel conclusivo Finale: Allegro moderato, il solista domina con facilità e fluidità i virtuosismi acuminati presenti in partitura.
L’interpretazione di Brunello ben si fonde con la lettura rutilante, decisa e di forte impatto di Sanderling: con gestualità energica, il direttore tedesco ottiene, da una Luzerner Sinfonieorchester a ranghi serrati e affiatata, sonorità corpose e smaltate, all’occorrenza alleggerite in delicate pennellate di suono.
Accolto da applausi scroscianti e affettuoso entusiasmo, Brunello ha proposto come bis l’ultimo movimento (Intermezzo e danza finale) della Suite per violoncello solo di Gaspar Cassadó del 1926.
Dopo l’intervallo, sui leggii della compagine elvetica troviamo gli spartiti della Sinfonia n. 7 in re minore, op. 70, commissionata a Dvořák dalla Società Filarmonica di Londra e diretta dallo stesso autore nel 1885.
Quella di Michael Sanderling è una direzione serrata e appassionata, ben assecondata dal suono pieno e vivido dell’orchestra. Una tensione crescente e una drammaticità solenne contraddistinguono il pregnante Allegro maestoso, nel quale tonalità cupe e una muscolarità virile si giustappongono a temi distesi e affabili. Nel successivo Poco adagio si respira un’eleganza cromatica sensuale e, al contempo, spirituale, con echi wagneriani, movimento reso da Sanderling con sinuosa morbidezza.
Brio spumeggiante e un brillante andamento di danza caratterizzano lo Scherzo: Vivace – Poco meno mosso, nel quale emergono prepotentemente i rimandi alla tradizione popolare boema. Un’energia dionisiaca e sempre più dirompente traspira dal Finale: Allegro, affrontato da Sanderling e dagli orchestrali di Lucerna con vitalità e impeto, sino alla trionfale marcia di chiusura.
Sala quasi esaurita e vibrante successo di pubblico, coronato da un bis sempre di Dvořák: lo sfolgorio rapinoso della prima delle Danze slave, op. 46. 




Stresa Festival 2026
BACH & BEYOND
Musiche di Tristano, Bach, Frescobaldi e Scarlatti
Pianoforte ed elettronica Francesco Tristano
Stresa Festiva Hall, 29 agosto 2026
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DVOŘÁK
Musiche di Antonin Dvořák
Luzerner Sinfonieorchester
Direttore Michael Sanderling
Violoncello Mario Brunello
Stresa Festival Hall, 30 agosto 2026

