Oltre a Nemorino, pare che in questo settembre anche i teatri italiani siano ebbri di Elisir. Dopo Fenice, Scala e Portogruaro, il capolavoro comico di Donizetti arriva allo Sperimentale di Spoleto, chiudendone la stagione. E come al Piermarini, titolo dedicato all’Accademia, anche al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti il cast è composto dai giovani cantanti dello Sperimentale. Se L’elisir d’ amore è opera adatta a voci fresche e giovani, al contempo vale il detto popolare, vero o falso che sia, secondo cui le cose più semplici sono anche le più complesse.
Il motivo d’interesse sta nel cast tutto italiano. Non è patriottismo né pedanteria, ma è sicuramente un segnale positivo, nel Paese dell’opera lirica, vedere come la scuola italiana continui a formare nuove voci e riesca, senza grandi nomi, a completare una locandina intera.
Gaia Cardinale convince nei panni di Adina. Il soprano sfoggia una voce chiara, ben sostenuta e piuttosto omogenea in tutti i registri. In “Della crudele Isotta” si apprezzano i filati e i mezzoforti, mentre in “Quanto amor” spicca per la pasta vocale e le salite in acuto. I passaggi belcantistici del finale secondo sono risolti con eleganza, a fronte della comprensibile stanchezza vocale del debutto.
Paolo Mascari, nei panni di Nemorino, esibisce una voce chiara e luminosa, già ben sfogata. La tecnica c’è e i registri sono piuttosto omogenei, sebbene già da “Quanto è cara” emerga un timbro nasale e negli assiemi vi sia la tendenza a spingere sugli acuti finali. Nella “Furtiva lagrima”, infatti, a fronte di un acuto un po’ forzato, Mascari chiude l’aria con un pianissimo notevole, perfettamente udibile, salutato dal pubblico con un lungo applauso.
Il Belcore di Gianpiero Delle Grazie si afferma fin dalla sortita “Come Paride vezzoso”: nonostante la giovane età, il baritono possiede una voce voluminosa, già ben governata e omogenea in tutti i registri. Il timbro potrà essere ulteriormente rifinito, ma possiede comunque una sua eleganza.
Più acerbo è il Dulcamara di Nicolò Sasso, in possesso di un materiale vocale importante ma che necessita di un’ulteriore limatura. La voce, per quanto di ampio volume, a volte risulta “indietro” e poco morbida nell’emissione. Scenicamente, comunque, il personaggio viene tratteggiato grazie a indubbie capacità attoriali.
Lorena Cesaretti, Giannetta, è senza dubbio la più matura della compagnia; vocalmente emerge sempre negli assiemi con il coro e in “Saria possibile?” convince per una voce piuttosto scura, risonante, oltre che per l’ottimo fraseggio e le intenzioni. Si apprezza anche per una recitazione curata e spigliata.
Sul fronte visivo, Laura Cosso ambienta l’opera in uno studio pubblicitario “a cavallo degli anni Sessanta e Settanta” come recitano le note di regia. L’idea è di per sé originale e fine; dopotutto se l’Elisir rappresenta ormai l’estremo commiato della tradizione comica negli anni Trenta dell’Ottocento, Carosello costituisce una sorta di zona franca, ancora estranea alla temperie del Sessantotto. Nel primo atto ogni personaggio gira spot pubblicitari legati al proprio personaggio (Belcore con i soldatini, Dulcamara con l’elisir), mentre nel secondo l’idea registica si perde leggermente, poiché lo studio pubblicitario rimane un mero sfondo e l’azione torna a seguire più da vicino il libretto. Alla regista vanno comunque riconosciuti il merito di non eccedere in gag grossolane, la capacità di muovere le masse e quella di proporre un’idea nuova senza stravolgere l’opera. Belli i costumi di Clelia De Angelis.
Carlo Palleschi dal podio ha il merito di governare perfettamente l’equilibrio tra buca e scena, senza il minimo scollamento. Alcuni tempi risultano forse un po’ lenti, ma sicuramente giovano alla giovane compagnia. L’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani risponde alle sollecitazioni del direttore con una prova positiva, a fronte di qualche suono non intonatissimo dei legni nei tappeti armonici. Bene il Coro del Teatro Lirico Sperimentale, che emerge per compattezza e proiezione.
E alla fine tutti in Foyer a degustare l’Amaro Dulcamaro gentilmente offerto dal Teatro. Ma si sa: per vederne gli effetti dovremo attendere ventiquattro ore. 




Teatro Sperimentale di Spoleto – Stagione 2026
L’ELISIR D’AMORE
Melodramma giocoso in due atti
Musica di Gaetano Donizetti
Libretto di Felice Romani
Adina Gaia Cardinale
Nemorino Paolo Mascari
Belcore Gianpiero Delle Grazie
Doktor Dulcamara Nicolò Sasso
Giannetta Lorena Cesaretti
Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani
Coro del Teatro Lirico Sperimentale
Direttore d’orchestra Carlo Palleschi
Regia Laura Cosso
Scene Andrea Stanisci
Costumi Clelia De Angelis
Luci Eva Bruno
Assistente alla regia Zheqi Zou
Realizzazione video Niccolò Perini e Arianna Busti
Allestimento del Teatro Sperimentale di Spoleto
Spoleto, 20 settembre 2026

