L’avventura dell’associazione Aria di Eventi (AriadiE20) è iniziata nel 2019. Quella che inizialmente sembrava opera di pazzi visionari si è concretizzata nel tempo fino alla creazione di Pinerolo all’Opera, piccola stagione lirica che si deve al presidente dell’associazione stessa, Silvio Papale, che insieme al direttore artistico, il mezzosoprano Rosy Zavaglia, si impegnano per ottenere risultati che sono frutto, come affermano loro stessi, “di un lavoro condiviso, sognato, sudato e raggiunto”. Non si può dar loro torto dopo aver assistito, con non poca sorpresa, a L’italiana in Algeri di Rossini al Teatro Incontro di Pinerolo (Torino), a conclusione di una stagione apertasi lo scorso novembre con La traviata di Verdi e proseguita nel nuovo anno con Carmen di Bizet.
Il valore aggiunto della presente stagione si deve anche alla stretta collaborazione instaurata con Polimnia Arts Company, altra realtà musicale che si è consolidata sul territorio piemontese dal 2022 e si è data un gran da fare per indire delle audizioni mirate che, svoltesi lo scorso settembre, hanno preselezionato alcuni dei cantanti che hanno ricoperto prime parti nel corso della stagione appena conclusasi con l’opera rossiniana, della quale riferiamo. Non si può nascondere che i traguardi, superiori a ogni prevedibile aspettativa, siano segno che l’impegno profuso è stato sostenuto da giovani promesse e da professionisti già noti messisi in gioco per ottenere livelli qualitativi di tutto rispetto.
Lo stesso allestimento, firmato dalla regia di Rosy Zavaglia, coadiuvata da un team che ha visto coinvolti Rita Curletti per i costumi e Marco Benedetto e Silvio Papale per le scene, offre uno spettacolo divertente e di scatenata comicità farsesca, fedele alla tradizione, con un impianto scenico che, con le sue intarsiate grate moresche affacciate su distese marine e giardini arabeggianti, evoca richiami alla storica Italiana in Algeri di Jean-Pierre Ponnelle e utilizza anche l’intelligenza artificiale per mostrare il video di un vascello che naufraga portando con sé un equipaggio che fa approdare Isabella sui lidi di Algeri: la “bella italiana” agognata dal bey Mustafà che non ne può più della moglie Elvira e si sollazza in una vasca da bagno con una provocante odalisca in attesa di un nuova emozione amorosa capace di mandare definitivamente in subbuglio i suoi ormoni già sparati a mille, capaci di trovare in Davide Canepa un interprete forse vocalmente non del tutto a fuoco ma con tanta voglia di piacere al pubblico per la sua comica aitanza divertentemente scomposta. Gli fa da contorno il Taddeo sornione del bravo Luca Romano, anche lui scelto nel corso delle audizioni che hanno portato all’individuazione della protagonista, il mezzosoprano Ilariandrea Tomasoni, recentemente vincitrice del Concorso Magda Olivero e futura interprete selezionata dal Concorso AsLiCo per L’italiana in Algeri stessa. Un gran bel colpo messo a segno dalla stagione pinerolese, che ha svelato prima di altri il talento di questa giovane cantante, molto promettente, che con la sua preziosa voce di crema e miele si mette già in mostra per un virtuosismo di salda tenuta stilistica rossiniana, regalando anche un “Per lui che adoro” da incorniciare prima di buttarsi a capofitto, con eleganza e bel controllo tecnico, nelle evoluzioni belcantistiche del rondò “Pensa alla patria”. Davvero una bella sorpresa la sua prova d’esordio per questa Italiana, che l’ha vista affiancata a interpreti di più consumata esperienza rossiniana, come il Lindoro di Francisco Brito, sempre apprezzabile per stile e musicalità, assieme alla Zulma di Rosy Zavaglia e alla Elvira di Alessandra Torrani, fino all’Haly davvero perfetto di Askàr Lashkin.
Insomma un cast che ha riservato più di una sorpresa e, soprattutto, ha offerto all’opera quell’affiatamento e quella energia palpabile sul palcoscenico così come in orchestra, dove la Polimnia Arts Company, diretta da Lorenzo Battagion, ha garantito all’opera un tratto fresco e sorgivo, ben equilibrato nella ritmica trovando anche la giusta eleganza nel donare ad alcuni momenti dell’opera, come all’accompagnamento di “Per lui che adoro”, un respiro morbido e levigato. Segno che Battagion, baritono e corista del Teatro Regio di Torino, ma da alcuni anni anche direttore d’orchestra, si presenta per quello che è: un musicista completo e a tutto tondo che, con grande professionalità e solida preparazione musicale, ha tenuto saldamente in pugno le fila di uno spettacolo premiato da applausi festosissimi.
A Pinerolo, sabato scorso, pioveva a dirotto, ma la sala dell’accogliente Teatro Incontro era ugualmente gremita di pubblico, che non si è fatto spaventare dal brutto tempo. Segno che, anche quando in giri minori e di provincia ci si adopera per il bene di una resa artistica stimolante, i risultati premiano l’impegno profuso. Non c’è quindi che augurare il meglio a chi lavora, con passione e rinnovato spirito d’intraprendenza, per riportare l’opera nella provincia piemontese con seguito d’interesse, inutile negarlo, sempre crescente. 




Teatro Incontro – Stagione Pinerolo all’Opera 2025/26
L’ITALIANA IN ALGERI
Dramma giocoso in due atti di Angelo Anelli
Musica di Gioachino Rossini
Isabella Ilariandrea Tomasoni
Mustafà Davide Canepa
Taddeo Luca Romano
Lindoro Francisco Brito
Elvira Alessandra Torrani
Zulma Rosy Zavaglia
Haly Askàr Lashkin
Orchestra Polimnia Arts Company
Coro AriadiE20
Direttore Lorenzo Battagion
Regia Rosy Zavaglia
Scene Marco Benedetto, Silvio Papale
Costumista Rita Curletti
Costumi Associazione Maschera di Ferro
Luci Stefano Menegatti
Pinerolo, 14 marzo 2026

