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Brescia, Teatro Grande – Concerto di MusicAeterna, direttore Teodor Currentzis

Che Teodor Currentzis non sia un direttore come tutti gli altri, lo si capisce già quando sale sul palco del Teatro Grande di Brescia, in jeans e canottiera nera, un look a metà tra la rockstar e lo sportivo pronto a gareggiare, ben lontano dalla divisa del musicista classico.

Non è solo apparenza. A Brescia, prima tappa del tour italiano, il direttore greco-russo sbarca con la sua orchestra MusicAeterna – gruppo di strumentisti con i quali vive in simbiosi da due decenni – per affrontare il Ring senza parole, monumentale suite sinfonica che nel 1987 Lorin Maazel trasse dalla Tetralogia wagneriana. Un lavoro di sartoria che unisce le principali pagine orchestrali del Ring, rispettandone la sequenza narrativa; una strada decisamente poco se non anti wagneriana – per il compositore tedesco dividere la musica dalla parola era il male assoluto – ma certamente efficace nel restituire il respiro leggendario di un capolavoro, riassumendo in poco più di un’ora un ciclo che ne dura circa quattordici.

Nelle mani di Currentzis, che dirige senza bacchetta, Wagner è decisamente rock. Liquido e trasognato nel preludio dell’Oro del Reno, ossessivo-compulsivo tra le tenebre del regno dei Nibelunghi o eroico e spavaldo nella Cavalcata delle Valchirie, è un Ring potente e seduttivo, fluido come una colonna sonora, scosso da un’elettricità che non conosce cali di tensione.

L’orchestra aderisce a Currentzis come un guanto su misura e il direttore sembra letteralmente suonarla come un virtuoso, enfatizzando ogni colore, non trascurando alcun dettaglio. Non traggano in inganno le sue movenze, a volte quasi caricaturali: Currentzis è lucidissimo, mantiene sempre il controllo dei tempi e delle masse sonore, fa a volte scelte estreme – esasperando i contrasti – ma non rompe mai la coerenza della narrazione, costruendo l’intera suite come un grande crescendo.

Non a caso, l’esecuzione spicca definitivamente il volo dal terzo atto del Sigfrido e con la Marcia Funebre trova il suo detonatore per un finale del Crepuscolo degli dèi in cui si abbracciano il mito e la tragedia, con la catarsi finale dello scontro tra acque e fuoco che si spegne in una melodia di redenzione che è quasi pura luce.

La platea finisce in estasi, salutando orchestra e direttore tra applausi e ovazioni da stadio. Proprio come in un concerto rock.

Teatro Grande di Brescia – Stagione di concerti 2026

Richard Wagner
Der Ring ohne Worte (L’anello senza parole)
Elaborazione di Lorin Maazel, 1987

MusicAeterna Orchestra
Teodor Currentzis, direttore

Brescia, 10 febbraio 2026

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