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Monza, Villa Reale – La serva padrona

Un’operazione tanto intelligente quanto godibile, anche da un pubblico non necessariamente avvezzo agli spettacoli d’opera. Il giardino e il delizioso teatro della Villa Reale di Monza hanno ospitato un singolare allestimento de La serva padrona, celebre Intermezzo di Giovanni Battista Pergolesi, realizzato da artisti rigorosamente under35 nell’ambito della rassegna “Royal Summer Stage” organizzata da Musicamorfosi. Il progetto era sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del “Bando per la valorizzazione delle attività di spettacolo dal vivo in istituti e luoghi della cultura”, in cui il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza si è classificato quarto a livello nazionale tra i soggetti ammessi al finanziamento.

Così, il breve capolavoro pergolesiano è stato “spezzato” in due parti: la prima si è tenuta nei giardini della reggia, presso le cosiddette “mura viscontee”, mentre la seconda nel Teatro di corte, recentemente restituito dalla sua funzione dopo un lungo restauro. A guidare musicalmente l’operazione, Enrico Pagano con la sua Orchestra Canova, compagine di giovani e solidi musicisti, pronti a seguire con duttilità le indicazioni del maestro e quindi a restituire tutta la sorgiva immediatezza dell’invenzione melodica dell’opera e ad accompagnare con vivacità l’azione teatrale. Una lettura secca e scattante, quella di Pagano, che ha saputo valorizzare le caratteristiche di questo piccolo grande gioiello della Scuola Musicale Napoletana: la calda affettuosità delle melodie più liriche, la brillantezza di quelle vivaci, l’eleganza di una scrittura semplice, sì, ma sempre efficace.

Merito anche dei due protagonisti. Anzitutto, l’arguta, volitiva e scenicamente scoppiettante Barbara Massaro, la cui agile e puntuta vocalità si adatta alla perfezione al personaggio di Serpina. In crescendo la prova di Francesco Samuele Venuti, un Uberto prima serioso e indispettito, poi convintamente innamorato, il cui scuro velluto vocale era messo a servizio di una apprezzabile linea di canto. Completava il cast il Vespone dell’attore Filippo Lai, agilissimo in scena e simpatico nell’eloquio vagamente toscano: a lui – impegnato pure in un breve e divertente monologo – è spettato il compito di guidare gli spettatori dal parco al teatro.

La mise en espace di Francesco Grossi ha saputo valorizzare lo spazio singolarissimo della prima parte, all’aperto, presso le ottocentesche mura che fingono un vagheggiato Medioevo; il regista ha poi guidato con mano sicura i movimenti degli interpreti nel più tradizionale contesto del piccolo palco del teatro di corte. Bellissimi i costumi rigorosamente settecenteschi e funzionali gli elementi scenici, entrambi dovuti a Giulia Leali e Alessia Di Meo, puntuali le luci, curate dallo stesso regista.
Alla fine, vivo successo per tutti da parte di un pubblico divertito e affascinato anche dalla impagabile cornice dello spettacolo.

Villa Reale di Monza
LA SERVA PADRONA
Intermezzo in due parti di Gennarantonio Federico
Musica di Giovanni Battista Pergolesi

Serpina Barbara Massaro
Uberto Francesco Samuele Venuti
Vespone Filippo Lai

Orchestra da Camera Canova
Direttore Enrico Pagano

Mise en espace e luci Francesco Grossi
Elementi scenici e costumi Giulia Leali e Alessia Di Meo

Monza, 20 settembre 2025

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