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Milano, Teatro alla Scala – Vespro della Beata Vergine

La sfarzosa musica sacra di Claudio Monteverdi risuona per gli ampi spazi del Teatro alla Scala. Per il tradizionale concerto della stagione della Filarmonica della Scala affidato, di anno in anno, a un’orchestra ospite, nel 2025 si ascolta il rinomato Collegium Vocale Gent, già esibitosi su queste tavole nel marzo 2024. Il prestigioso ensemble delle Fiandre Orientali (Belgio), nato cinquantacinque anni fa, nel 1970, spazia dalla musica rinascimentale a quella barocca, dal repertorio oratoriale classico e romantico a quello contemporaneo, con un’attenzione particolare per composizioni di Bach, Monteverdi, Beethoven, Mozart, Brahms, Carlo Gesualdo. Acclamato a livello internazionale, è diretto dal suo fondatore, il settantasettenne belga Philippe Herreweghe.

Il concerto, unica tappa italiana di una tournée tra Austria (Hall in Tirol), Germania (Francoforte) e Belgio (Courtrai), prevede l’esecuzione della monumentale architettura monteverdiana del Vespro della Beata Vergine. Apparsa alle stampe a Venezia nel 1610 con dedica a papa Paolo V Borghese e preceduta da una Messa a sei voci, musicata a Mantova e, verosimilmente, qui interpretata in prima assoluta nella Basilica Palatina di Santa Barbara (non va comunque esclusa una sua riproposta nel 1613 nella Basilica di San Marco a Venezia), la sontuosa composizione venne revisionata nel 1615; solenne e radioso omaggio alla Vergine, essa è incentrata su alcuni Salmi mariani della sera.

Con estremo rigore filologico, servendosi di una gestualità sobria e scavata, Herreweghe opta per una lettura misurata, austera e calibrata del capolavoro monteverdiano, mai fastosa o sovraccarica, analitica e approfondita nello scandaglio della complessa partitura, dosata nell’agogica e nelle sonorità, chiara negli equilibri. Il maestro belga ottiene, dalla propria compagine, un suono nitido e cristallino, di lucente nitore; nel compatto organico, ricordiamo almeno la precisione delle tiorbe di Johannes Ötzbrugger e Jonas Nordberg, la pacata solennità dell’organo di François Guerrier e i violini sferzanti di Eva Saladin e Sonoko Asabuki.

Ben amalgamati tra di loro gli otto solisti, a tratti perfettibili nella pronuncia latina: il soprano islandese-scozzese Hannah Morrison (cantus), voce garbata ed educata; il soprano ceco Barbora Kabátková (sextus), dalla vocalità luminosa e morbida, intenta anche a dirigere con polso le Antifone gregoriane; il tenore inglese Benedict Hymas (altus I), dallo strumento vocale puntuale; il tenore William Knight (altus II), voce limpida, duttile e svettante; il tenore britannico Guy Cutting (tenor), in possesso di una vocalità squillante, omogenea e ammaliante; Samuel Boden (quintus), tenore inglese dallo strumento di tinta calda; il baritono tedesco Johannes Kammler (bassus I), distintosi per il timbro scuro e la voce malleabile; il basso-baritono britannico Jimmy Holliday (bassus II), dalla vocalità sonora e corposa.

All’interno di un’architettura così sfaccettata ed elaborata, ricordiamo almeno alcuni passaggi. Nell’iniziale “Deus in adjutorium meum intende”, di ampio respiro, si apprezza la luminosità brillante e squillante della celebre “Toccata” di apertura desunta da L’Orfeo. Un’atmosfera asciutta, distesa e introspettiva caratterizza il mottetto a tre voci “Duo Seraphim”, contraddistinto da melismi vocali. Una polifonia ariosa permea il concerto “Audi coelum” a sei voci, impreziosito di suggestivi effetti d’eco e virtuosismi. Il salmo “Lauda, Jerusalem” a sette voci si distingue per la politezza, l’armonia tersa e lo stile immediato. Il momento forse più alto e toccante dell’intera partitura è l’inno “Ave, maris stella” a otto voci divise in due cori, un brano di limpida e cristallina bellezza, lineare ed essenziale. Chiude il Vespro la teatralità maestosa e densa del “Magnificat” per sette voci e strumenti, un poliedrico susseguirsi di climi, colori e linee melodiche sino al tripudiante “Amen” conclusivo.
Al termine, franco e sentito successo di pubblico.

Teatro alla Scala – Stagione Filarmonica della Scala 2025
Claudio Monteverdi
VESPRO DELLA BEATA VERGINE

Collegium Vocale Gent
Direttore Philippe Herreweghe
Cantus Hannah Morrison
Sextus Barbora Kabátková
Altus I Benedict Hymas
Altus II William Knight
Tenor Guy Cutting
Quintus Samuel Boden
Bassus I Johannes Kammler
Bassus II Jimmy Holliday

Milano, 10 marzo 2025

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