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Genova, Teatro Carlo Felice – Cavalleria rusticana

Una bella esecuzione della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni ha trascinato all’entusiasmo il pubblico del Teatro Carlo Felice di Genova. Capolavoro solitario del compositore livornese, l’opera deve gran parte della sua popolarità al fascino semplice, ma innegabile, di alcune melodie di grande presa sugli ascoltatori aprendo la strada, in parte già inaugurata da Georges Bizet con Carmen, al cosiddetto verismo musicale. Affinché Cavalleria deflagri, con tutto il suo potenziale musicale travolgente, servono cantanti capaci di identificarsi totalmente e senza pudore con i propri ruoli e un direttore d’orchestra in grado di frammischiare suggestioni languide e sentimentali ad altre spiccatamente drammatiche.

Il teatro genovese ha avuto la fortuna di poter contare su interpreti forse non irreprensibili vocalmente, ma totalmente calati nei loro personaggi e, soprattutto, sul giovanissimo direttore Davide Massiglia, la cui concertazione è parsa non immemore della storica incisione dell’opera diretta dallo stesso  Mascagni nel 1940. Da qui la scelta di tempi orchestrali piuttosto dilatati e non precipitosi, sia nello stacco del celeberrimo brindisi (Viva il vino spumeggiante), sia nel bel duetto fra Santuzza e Turiddu “Tu qui, Santuzza?”. Magnifica anche l’esecuzione dello splendido Intermezzo, sicuramente la pagina più bella di Cavalleria. Accensioni più drammatiche ha poi elargito il giovane maestro nel veemente duetto fra Santuzza e Alfio e, soprattutto, nell’esplosivo finale.

Veronica Simeoni è una Santuzza credibilissima, un poco appannata negli acuti, ma fraseggiatrice intensa ed emotiva. A lei fa spalla la sempre brava Manuela Custer nel ruolo di Mamma Lucia: il rapporto affettivo fra le due donne, ben reso scenicamente da entrambe le interpreti, è fra l’altro l’idea più apprezzabile di una regia piuttosto anodina. Luciano Ganci sfoggia una splendida e solare voce nel ruolo di Turiddu: perfetto nella Siciliana (O Lola ch’hai di latti la cammisa) e nel Brindisi, il tenore romano dovrebbe forse trovare accenti disperati e fraseggi più emotivi nel commiato finale alla madre, ma in ogni caso si tratta di una prestazione maiuscola. Molto truculento, ma efficace, Gezim Myshketa nel ruolo di Alfio e fisicamente perfetta per il ruolo la discreta Lola di Nino Chikovani. Pregevoli gli interventi del coro preparato da Claudio Marino Moretti.

La regia, prodotta in tandem per Teatrialchemici da Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi, ricerca le radici greco arcaiche della vicenda, non sempre riuscendoci. Azzardato ci è parso ingenerare confusione durante il Preludio con controscene poco intellegibili, ma è lodevole l’assenza della solita trasposizione contemporanea o distopica ossessivamente in voga su molti palcoscenici nostrani ed europei.

Teatro Carlo Felice – Stagione 2025/26
Melodramma in un atto
Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
dalle scene popolari omonime di Giovanni Verga
Musica di Pietro Mascagni

Santuzza Veronica Simeoni
Lola Nino Chikovani
Turiddu Luciano Ganci
Alfio Gezim Myshketa
Mamma Lucia Manuela Custer

Orchestra, Coro e Tecnici della Fondazione
Teatro Carlo Felice di Genova
Direttore Davide Massiglia
Maestro del coro Claudio Marino Moretti

Regia Teatrialchemici – Luigi Di Gangi
e Ugo Giacomazzi
Scene Federica Parolini
Costumi Agnese Rabatti
Luci Luigi Biondi

Allestimento in coproduzione tra
Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
e Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
Genova, 16 novembre 2025

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