Nel 2013 debuttava, all’Arena del Teatro Sociale di Como, in occasione del duecentesimo anniversario del teatro lariano, il Coro 200.Com, folta compagine corale amatoriale formata da oltre duecento cittadini (comaschi e della zona) grandi appassionati di musica, non artisti professionisti. Per due serate veniva proposta la celebre cantata scenica Carmina Burana, composta tra 1935 e 1936 dal tedesco Carl Orff; nelle estati successive, all’interno del Festival Como Città della Musica, il Coro 200.Com ha partecipato a svariate produzioni operistiche: Cavalleria rusticana, Pagliacci, Nabucco, Otello, La traviata, L’elisir d’amore, Aida, Turandot.
Per l’edizione 2025 della kermesse, ispirata alla tematica Recondita armonia, dopo il successo dell’opera partecipativa Tosca (qui la recensione), come secondo grande appuntamento di 200.Com. Un progetto per la città, si ritorna alle origini e, negli ampi spazi all’aperto dell’Arena, risuonano nuovamente (per un’unica data, subito sold-out) le note telluriche di Orff, con un’amplificazione – lo ripetiamo ogni anno – perfettibile e qualche elemento di disturbo (clacson e rumori di auto e moto) proveniente dalla strada attigua. La composizione musicale, la cui prima assoluta si ebbe nel 1937 a Francoforte sul Meno, si riferisce al corpus di poesie in latino, alto tedesco medio e occitano, rinvenuto nel corso dell’Ottocento nell’antico monastero di Benediktbeuern in Baviera. Le tematiche trattate nei ventiquattro testi goliardici musicati da Orff sono le più svariate: i piaceri dell’amore, della natura e della gioventù; la lussuria, la gola e le passioni sregolate; l’amore romantico, la bellezza e l’ironia della vita.
A Como viene eseguita la versione per coro, tre solisti, due pianoforti e percussioni, trascrizione ufficiale curata e autorizzata dallo stesso Orff. Dal podio, Massimo Fiocchi Malaspina adotta un’agogica perlopiù scattante e sostenuta, senza un minimo cedimento o cali di tensione, dando vita a una lettura espressiva e agile, ben evidenziando la natura barbarica e irta della partitura, e sbalzando con arguzia e leggiadria anche gli aspetti maggiormente salaci e pungenti (si citi, per esempio, il canto dei bevitori “In taberna quando sumus”). Il maestro è seguito nei suoi intenti e assecondato dai validi strumentisti: Motoki Furugen ai timpani, Riccardo Curcio, Francesco Gisondi e Alessandro Malvezzi alle percussioni riescono a ottenere un tappeto sonoro energico, ruvido e vigoroso, grazie anche all’incisivo e nitido accompagnamento pianistico di Matteo Failla e Andrés Jesús Gallucci. Ne scaturisce, in sintesi, un’interpretazione efficace, vivida, equilibrata e puntuale, che non fa rimpiangere l’assenza della grande orchestra.
Massimo Fiocchi Malaspina, con il prezioso e importante apporto degli altri maestri Davide Dell’Oca, Arianna Lodi e Cristina Merlini, guida anche (e soprattutto) il Coro 200.Com, quasi tenendolo per mano con estrema dedizione, sollecitudine e, al contempo, saldezza. A conti fatti, l’ampia compagine corale (che, lo ribadiamo a scanso di equivoci, è costituita da cantanti amatoriali e non professionisti) si presenta abbastanza coesa e solida, dinamica, vivace, appassionata e divertita, attenta a comprendere e a soddisfare (a volte con qualche perdonabile imprecisione) le richieste del maestro. A momenti più gagliardi (a titolo esemplificativo il celeberrimo brano di apertura e di chiusura della composizione, “O Fortuna”, affrontato dal Coro 200.Com con potenza e veemenza), si alternano il sarcasmo sapido e puntuto di “Ecce gratum”, la poliedricità soffusa di “Swaz hie gat umbe”, lo sfavillio rutilante e solenne di “Ave formosissima”. Freschi e precisi gli interventi del Coro di voci bianche del Teatro Sociale, preparato sempre da Fiocchi Malaspina.
Di buon livello i tre giovani solisti selezionati da AsLiCo. Vocalità morbida e avvolgente, sufficientemente scura e malleabile, emessa con omogeneità, il baritono Carlo Sgura si distingue per il fraseggiare ricco di accenti e inflessioni, per la recitazione saporosa e accurata, come dimostrato sin da “Omnia sol temperat”; nel complesso apprezzabili i melismi in falsetto del brano “Dies, nox et omnia”.
Già applaudita molteplici volte dal pubblico comasco e recensita spesso da chi scrive, il soprano Sabrina Sanza (che, a settembre, sarà protagonista al Teatro Sociale dell’Elisir d’amore inaugurale della nuova stagione lariana) esibisce una voce tersa, limpida e luminosa, argentina negli acuti e nei sopracuti; momenti quali “Amor volat undique”, “Stetit puella” e “Dulcissime” sono resi con squisita musicalità e delicatezza.
Anch’egli beniamino degli spettatori del Sociale, nell’impegnativo episodio “Olim lacus colueram” il tenore Giacomo Leone sfoggia uno strumento vocale squillante e pieno, espugnando con sicurezza le micidiali salite all’acuto, rendendo con ironia controllata ed efficacia il lamento del cigno arrostito.
La serata è stata arricchita da suggestivi cambi di luce colorata del retro del Teatro Sociale, con cromie accese quali rosso, giallo, verde, azzurro, viola, mentre si sono riscontrati alcuni problemi iniziali nell’illuminazione dei solisti.
Numerosi applausi a scena aperta e, al termine, festante successo per tutti, con punte di entusiasmo per Fiocchi Malaspina, Sgura, Sanza e Leone; come bis, è stato riproposto il celebre “O Fortuna”. 




Festival Como Città della Musica 2025
200.Com Un progetto per la città – XI edizione
CARMINA BURANA
Cantiones profanae di Carl Orff
Versione per due pianoforti e percussioni
Soprano Sabrina Sanza
Tenore Giacomo Leone
Baritono Carlo Sgura
Coro 200.Com
Coro di voci bianche del Teatro Sociale
Direttore e Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Altri maestri del coro Davide Dell’Oca,
Arianna Lodi, Cristina Merlini
Piano Matteo Failla, Andrés Jesús Gallucci
Timpani Motoki Furugen
Percussioni Riccardo Curcio, Francesco Gisondi,
Alessandro Malvezzi
Produzione Teatro Sociale di Como AsLiCo
Como, Arena del Teatro Sociale, 11 luglio 2025

