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Bologna, Comunale Nouveau – La fanciulla del West

Gli strascichi del centenario pucciniano si fanno sentire in questa inaugurazione della stagione 2025 del Teatro Comunale di Bologna, ancora esiliato nel Comunale Nouveau nel quartiere fieristico con la speranza di tornare alla sede storica di piazza Verdi nella seconda metà del 2026. Intanto si torna a Puccini con La fanciulla del West, che non si vedeva a Bologna dalla primavera del 1989 in una produzione di Sylvano Bussotti con la direzione di Daniel Oren e un trio di protagonisti formato da Mary Jane Johnson, Silvano Carroli e Nicola Martinucci (in alcune recite sostituito da Nunzio Todisco).

Questa partitura, che, oltre a essere un capolavoro di orchestrazione, anticipa di qualche decennio gli sviluppi musicali e drammatici del cinematografo, può trovare una degna messa in scena nel palco basso e lungo del Comunale Nouveau e proprio su una realtà in cinemascope si basa la nuova produzione affidata a Paul Curran. Le scene di Gary McCann, che firma anche i costumi, sono piuttosto semplici e improntate al realismo quando devono illustrare gli ambienti della Polka e dell’interno della casa di Minnie, mentre la foresta del terzo atto viene resa simbolicamente con delle travi di legno illuminate da soffuse luci verdi. Curran decide di collocare la vicenda negli anni ‘20 del secolo scorso quando le donne iniziavano a liberarsi dai corsetti e a essere più libere nei movimenti, così da dare una maggiore aria di indipendenza alla protagonista, e allo stesso tempo confrontarsi con un’epoca più vicina a noi rispetto al 1850 indicato sul libretto, ma in cui il West era ancora una cosa viva e reale. Questo spostamento in avanti dell’azione non scalfisce l’impostazione estremamente tradizionale dello spettacolo e della regia, che anzi si abbandona anche a qualche staticità di troppo, con movimenti talvolta un po’ incerti da parte degli interpreti che sembrano a tratti abbandonati alle loro intenzioni. Lo spettacolo comunque scorre piuttosto bene, anche se vi è l’impressione che manchi un tocco in più di naturalezza a tutto l’impianto.

Questo bisogno di rodaggio è visibile anche sul fronte musicale, dove l’orchestra del Teatro Comunale, guidata da Riccardo Frizza, non appare in perfetto sincrono con il palco, specialmente nei momenti corali del primo atto. Le cose poi migliorano nettamente negli atti successivi, e si può così apprezzare una direzione attenta sia ai particolari sia a dare un passo teatrale adeguato senza mettere in difficoltà le voci. Frizza tiene bene dunque le redini della partitura, dando il giusto piglio teatrale, mentre l’Orchestra dispensa un suono caldo e levigato e si fa apprezzare per la consueta compattezza.

Il vero pregio di questa edizione si può però trovare nel cast assai ben assemblato. Carmen Giannattasio interpreta Minnie per la prima volta e lo fa con una sicurezza vocale che non è facile ascoltare in questo ruolo. Parte un po’ di rimessa nel canto di conversazione nel primo atto, ma la voce fa presto a scaldarsi, così da mettere in mostra un registro acuto saldo e uno strumento che non fatica a imporsi anche nei concertati. Il soprano appare sempre vocalmente padrona delle difficoltà del ruolo, compreso i passaggi più agili di “Ho un piccolo polledro” nel secondo atto, distillati con precisione. Il fraseggio appare sempre estremamente curato, con una grande attenzione a rendere intellegibile il libretto. La sua è quindi una prova notevole, nonostante si noti qualche momento di incertezza dal punto di vista scenico, ma trattasi di piccolezze emendabili con l’esperienza di un ruolo comunque complesso.

Le fa da degno contraltare Angelo Villari, la cui vocalità sembra fatta appositamente per ruoli come quello di Dick Johnson. Il caldo registro medio si piega a un fraseggio di grande fascino, mentre gli acuti sono sempre le folgori a cui il tenore ci ha abituati negli anni. Forse proprio in virtù delle caratteristiche dei due protagonisti si decide infatti di riaprire un taglio nel secondo atto, cioè il duetto “Eternamente! In estasi, santa d’amor” che necessita di due voci assai sicure come quelle qui presenti (tra le incisioni storiche in studio, ad esempio, è presente solo in quella RCA diretta da Leonard Slatkin con Eva Marton e Dennis O’Neill).

Claudio Sgura è ormai un veterano del ruolo di Jack Rance e disegna un personaggio autorevole, ruvido quanto basta, senza mai eccedere nella cattiveria gratuita e troppo esibita. La voce è corposa e dotata di un bel timbro scuro che sa anche ammorbidirsi in un fraseggio anche seducente, ma mai scontato, da cui trapela una attrazione sincera per Minnie e non solo cattiveria fine a sé stessa.
Nutrito è ovviamente lo stuolo di comprimari. Paolo Antognetti disegna un Nick efficace e convincente. Francesco Salvadori sa invece dare il giusto peso al ruolo di Sonora, quasi imponendosi sugli altri minatori, sia per lo strumento corposo e di bel timbro scuro, che per la disinvoltura scenica. Nicolò Donini è un Ashby in crescendo che convince soprattutto nel secondo e terzo atto. Si segnala poi il Joe assai ben centrato di Cristobal Campos Marin e il Jake Wallace ben cantato di Francesco Leone. Musicalissima e dotata di un timbro seducente appare quindi  Eleonora Filipponi che sa dare il giusto risalto al breve ruolo di Wowkle; le fa da compagno il corretto José Castro di Kwakngsik Park.
Il Coro preparato da Gea Garatti Ansini fa la sua consueta bella figura grazie a sonorità corpose e di bel colore nelle scene di massa.
La recita pomeridiana appare quasi esaurita e il pubblico decreta un notevole successo allo spettacolo, con apprezzamenti più consistenti per Salvadori e Antognetti, e punte di vero entusiasmo per il terzetto di protagonisti.

Teatro Comunale – Stagione 2025
LA FANCIULLA DEL WEST
Opera in tre atti
Libretto di Guelfo Civinini e Carlo Zangarini

Musica di Giacomo Puccini

Minnie Carmen Giannattasio
Dick Johnson Angelo Villari
Jack Rance Claudio Sgura
Nick Paolo Antognetti
Ashby Nicolò Donini
Sonora Francesco Salvadori
Trin Cristiano Olivieri
Sid Dario Giorgelè
Bello Paolo Ingrasciotta
Harry Orlando Polidoro
Joe Cristobal Campos Marin
Happy Paolo Maria Orecchia
Larkens Yuri Guerra
Billy Jackrabbit Zhibin Zhang
Wowkle Eleonora Filippomi
Jake Wallace Francesco Leone
José Castro Kwangsik Park
Un postiglione Enrico Picinni Leopardi

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Riccardo Frizza
Maestro del Coro Gea Garatti Ansini
Regia Paul Curran
Scene e costumi Gary McCann
Luci Daniele Naldi

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna
Bologna, 26 gennaio 2025

 

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