Per celebrare il centenario della nascita di Luigi Nono e il centocinquantesimo anniversario della nascita di Arnold Schönberg, il Teatro La Fenice ha allestito La fabbrica illuminata del compositore veneziano ed Erwartung del musicista austriaco. Il nuovo allestimento dei due lavori, accostati per formare un dittico della durata complessiva di non più di cinquanta minuti di musica, è stato affidato al regista Daniele Abbado, con le scene e le luci di Angelo Linzalata, i costumi di Giada Masi e i movimenti coreografici di Riccardo Micheletti.
Si è scelto di iniziare con La fabbrica illuminata, lavoro del 1964, emblematico della nuova ricerca teatrale di Nono. L’organico prevede una voce femminile e un nastro magnetico a quattro piste, con suoni registrati nel complesso siderurgico di Cornigliano, elaborati poi nello Studio di fonologia di Milano. L’opera parla naturalmente del lavoro alienante degli operai nelle fonderie, utilizzando testi di Giuliano Scabia e Cesare Pavese. Il palcoscenico, spoglio e privo di concreti riferimenti, rappresenta sostanzialmente la fabbrica, con un grande elemento sospeso in aria, quasi una vela che raccoglie del materiale che alla fine cade a terra su un gruppo di persone che simboleggiano i lavoratori. Le immagini proiettate sono di Lisetta Carmi, realizzate a suo tempo nello stabilimento di Cornigliano. Sarah Maria Sun, soprano che all’ultimo momento ha sostituito la cantante prevista, Valentina Corò, appare più che adeguata nei suoi interventi che interagiscono con quanto registrato; sempre prezioso, poi, l’apporto di Alvise Vidolin alla regia del suono.
In Erwartung (Attesa) di Schönberg, composta nel 1909 ma rappresentata per la prima volta solo nel 1924, Abbado rinuncia a una messa in scena realistica, come il compositore avrebbe voluto, e preferisce una regia ancor meno mimetica rispetto all’opera di Nono. Nel monodramma espressionista l’attesa è al tempo stesso solitudine disperata. La protagonista è una donna che in un delirante monologo ricerca l’uomo amato. Il libretto di Marie Pappenheim fornisce una serie di comportamenti femminili modellati sulle contemporanee ricerche psicoanalitiche di Freud. Memorie ed emozioni, visioni e presagi si alternano senza ripetizioni formali perché la musica ha lo scopo di registrare ogni brusco cambiamento traumatico ed espressivo. Ciò non significa che manchino continui complessi rapporti nella mutevole trasformazione motivica. Alla fine l’attesa del personaggio femminile si trasforma nella scoperta del cadavere dell’amante. Schönberg elimina dal libretto la descrizione dettagliata dell’omicidio: non gli interessa la cronaca di un delitto, ma il continuo intersecarsi di realtà e immaginazione, di passato e presente.
Alla cantante e all’orchestra si richiede una duttile e immediata capacità di aderire ai più diversi stimoli testuali e musicali. Il soprano americano Heidi Melton, nell’impegnativo ruolo della folle protagonista ha convinto solo in parte così come la direzione di Jérémie Rhorer. Erwartung rimane un lavoro con una consolidata tradizione esecutiva, ma anche con un’indubbia difficoltà di resa interpretativa.
La prima di questo inedito dittico, il 13 settembre, è saltata per le agitazioni sindacali ancora in corso alla Fenice. La recita cui ci riferiamo è quella successiva del 15 settembre. 




Teatro La Fenice – Stagione 2023/24
LA FABBRICA ILLUMINATA
Per voce recitante e nastro magnetico
Libretto di Giuliano Scabia e Cesare Pavese
Musica di Luigi Nono
Soprano Sarah Maria Sun
ERWARTUNG (Attesa)
Monodramma in un atto e quattro scene op.17
Libretto di Marie Pappenheim
Musica di Arnold Schönberg
Sopano Heidi Melton
Orchestra del Teatro La Fenice
Direttore Jérémie Rhorer
Regia Daniele Abbado
Scene e light designer Angelo Linzalata
Costumi Giada Masi
Movimenti coreografici Riccardo Micheletti
Regia del suono Alvise Vidolin
Video designer – Studio Vertov di Luca Scarsella (Milano)
Foto di Lisetta Carmi © Martini & Ronchetti
courtesy archivio Lisetta Carmi
Venezia, 15 settembre 2024
Photo: Michele Crosera

