Chiudi

Tirana, Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Albania – Tosca

L’orizzonte è l’Europa. L’Albania guarda all’Unione europea – nel cui ambito aspira a entrare – e da sempre coltiva un legame speciale con l’Italia, Paese vicino non solo geograficamente, ma anche culturalmente. Lo conferma la programmazione del Teatro dell’Opera di Tirana, di cui è stata direttore artistico dal 2013 per otto anni e sovrintendente da luglio 2022 Abigeila Voshtina, musicista e manager con una solida esperienza internazionale alle spalle.

“Il nostro è il teatro più italiano che ci sia fuori d’Italia – dice con orgoglio la sovrintendente -, non solo per la programmazione ma anche per la precisione nel canto italiano e nel gusto per il Belcanto. Tutto questo, nonostante la musica in Albania si sia forgiata con la scuola russa, come era normale in epoca sovietica”.
Il teatro attuale, rinnovato tra il 2016 e il 2019, si presenta come una moderna sala con 800 posti a sedere. Trova sede in un grande edificio che si affaccia proprio sulla centralissima – ed enorme – piazza Scanderbeg, costruito dal regime nel 1957 come palazzo dei congressi, oggi casa di diverse istituzioni culturali, tra cui anche l’Istituto italiano di cultura. La programmazione è varia, spaziando dal melodramma al balletto, alla musica tradizionale albanese (un’eredità, quest’ultima, degli anni del Comunismo), con anche diversi spettacoli per bambini. Tra masse artistiche, tecniche e amministrativi, il teatro conta 260 dipendenti, con 272 aperture di sipario nel 2023. L’organizzazione è “alla tedesca”, con una compagnia stabile di artisti.
“La prima cosa su cui ho investito da sovrintendente – spiega Voshtina – è l’orchestra. Ho quindi cercato di avere diversi generi di repertorio, ponendo attenzione anche a quello corale e sacro. La risposta del pubblico è notevole e abbiamo tanti giovani che frequentano i nostri spettacoli. Il pubblico in Albania ha molta voglia di novità ma ama le regie classiche e vuole vedere i caposaldi del repertorio operistico che in passato, magari, non si sono visti”. Molto spazio ha pure il balletto, sia quello classico che quello contemporaneo. “Stiamo lavorando per avere interpreti di prima fascia – chiosa la sovrintendente a proposito dell’opera – e per fare tournée con le nostre produzioni, per avere un riconoscimento del nostro marchio”.

Proficua anche la collaborazione con l’Istituto italiano di cultura, diretto da due anni da Alessandro Ruggera, che spiega: “L’istituto, per sua natura, organizza iniziative in collaborazione con le isitituzioni locali, per sostenere la cultura italiana ma anche con l’obiettivo di dare sostegno alle connessioni con l’Italia e far crescere le istituzioni locali”. Quest’anno l’Istituto ha contribuito alla collaborazione con la Fondazione Puccini di Torre del Lago, dalla quale è arrivato a Tirana l’allestimento di Madama Butterfly, nell’anno del centenario dalla scomparsa del grande compositore. Nel 2024, nella capitale albanese sono stati allestiti ben quattro titoli pucciniani: Il Trittico, La bohème, Madama Butterfly e Tosca. Proprio a quest’ultimo allestimento abbiamo assistito.

La regia di Manu Lalli risponde a quel desiderio di “tradizione” di cui parla la sovrintendente: semplice, coerente con la drammaturgia, non priva di felici intuizioni. Fa leva su una scenografia e su costumi perfettamente in grado di evocare i luoghi e l’epoca della vicenda, con luci sempre efficaci.

Dal podio, Jacopo Sipari di Pescasseroli – direttore artistico da giugno 2023 – imprime un bel ritmo narrativo al racconto, innervando la sua lettura di una tensione costante, che permette al canto di librarsi senza che si corra mail il rischio di scadere in un un eccessivo languore. I colori sono dosati con sapienza, alla ricerca di un equilibrio che renda ragione della modernità di scrittura ma anche che valorizzi il respiro melodico così caratteristico dell’ispirazione pucciniana. Davvero ottima la qualità dell’orchestra: intonata, precisa, ben amalgamata nelle diverse sezioni, con archi morbidi e vibranti, fiati e legni scattanti e puliti.

La vera star della serata è il tenore albanese Saimir Pirgu, emozionante Cavaradossi per la bellezza della voce, morbida e calda, e per la pregnanza di un’interpretazione che sa restituire con piena convinzione sia la dimensione amorosa che quella ribelle e appassionata del personaggio. Al suo fianco, al posto dell’annunciata Krassimira Stoyanova, purtroppo indisposta, c’è Eva Golemi. Poco male, perché Golemi non solo è una stella molto amata dal pubblico locale, ma è anche una veterana del ruolo di Tosca, che padroneggia con estrema disinvoltura. La voce ha un bel colore chiaro ed è corposa soprattutto nei centri e in acuto, ma è soprattutto l’interprete a convincere per la capacità analitica di fraseggio e una pregevole sensibilità nelle sfumature e nei pianissimi (si veda il “Vissi d’arte”, quasi sussurrato su un fluttuante tappeto sonoro approntato dall’orchestra). Carlos Almaguer è uno Scarpia laido e protervo, di bella voce ampia, usata con intelligenza. Molto bravi tutti i comprimari, con una menzione per il sobrio sagrestano di Artur Vera e per l’Angelotti tonante di Bledar Domi. Il coro, istruito da Dritan Lumshi, assolve con onore al suo compito, così come fanno bene i bambini del Coro di voci bianche.
Alla fine, caloroso successo per tutti, con tanto di standing ovation.

Opera Nazionale di Tirana
TOSCA
Melodramma in tre atti di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
dal dramma omonimo di Victorien Sardou
Musica di Giacomo Puccini

Floria Tosca Eva Golemi
Mario Cavaradossi Saimir Pirgu
Barone Scarpia Carlos Almaguer
Angelotti Bledar Domi
Sagrestano Artur Vera
Spoletta Matias Xheli
Sciarrone Genc Vozga
Un Carceriere Erion Sheri
Un Pastorello Rovena Xhelili

Orchestra e coro del Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Albania
Direttore Jacopo Sipari di Pescasseroli
Maestro del coro Dritan Lumshi
Maestro del Coro di voci bianche Sonila Baboci
Regia Manu Lalli

Tirana, 8 novembre 2024

Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino