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Teatro Sperimentale di Brera – L’antologia di Spoon River a Milano (di Gino Negri)

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Milano come Spoon River. Nei giorni scorsi, tre prestigiose istituzioni milanesi – l’Università degli Studi, l’Accademia di Brera e il Conservatorio – si sono unite in rete per realizzare uno spettacolo di grande impatto emotivo e dal profondo significato culturale. L’antologia di Spoon River a Milano è il titolo dell’appuntamento che metteva in scena in prima assoluta l’oratorio profano di Gino Negri (1919-1991), opera del 1945. Quest’ultimo venne scritto subito dopo la Liberazione in una Milano distrutta dalla guerra, ridotta a un cimitero. Poco prima, nel 1943, Fernanda Pivano aveva tradotto in italiano il capolavoro di Lee Masters, suscitando una immediata eco nel mondo non solo culturale.

“Come mai un’opera così intrisa del mito della vecchia America è penetrata tanto profondamente nella forma mentis del Belpaese?” si chiede Emilio Sala, che ha coordinato il lavoro per l’Università, affiancato da Valentina Trovato. La risposta è nello spettacolo, laddove si immagina che Negri, nella composizione della sua opera, sia stato ispirato da una collina artificiale che si stava formando in quei mesi a Milano a partire dalle macerie della città bombardata, il Monte Stella, The hill di Lee Masters. Quella di Negri è una partitura che in un certo senso pretende una restituzione visiva, scenica, a partire proprio dalla sua scrittura così singolare. Lo disse Massimo Mila nel 1946: Negri “sa impiantare non sopra la musica, ma nella musica stessa uno spettacolo. C’è in lui una specie di immaginoso regista che si accompagna alla musica”.

Negri, compositore post moderno, amava mescolare gli stili, da quello canzonettistico e del varietà a citazioni di pezzi celebri o popolari, sempre in maniera molto libera e disinvolta, spesso accompagnato da una vena ironica. Fu molto prolifico e scrisse tra l’altro anche canzoni per il Festival di Sanremo. Questo suo lavoro, inspiegabilmente mai più ripreso dopo la prima esecuzione, si presenta invece molto “serio” e aggiornato sulle evoluzioni più recenti della musica colta novecentesca.

Il compositore sovrappone nella sua scrittura due dimensioni totalmente indipendenti: una fascia sonora costituita dagli archi divisi in undici parti sulla quale il coro scandisce, per lo più con voce soffocata, il testo de La collina (The hill). Sovrapposti a questo continuum corale intervengono nove episodi, ognuno dei quali coincide con la voce dei singoli personaggi che intonano le corrispondenti poesie scelte da Negri entro la raccolta di Lee Masters. Ciascuna poesia presenta un accompagnamento particolare, dal pianoforte all’armonium, dall’arpa alla celesta, ed è affidata a voci liriche diverse.

Il tutto è stato tradotto in un progetto laboratoriale in cui lo studio della tradizione si sposa con la ricerca sperimentale, com’è giusto che sia in istituzioni formative quali quelle che hanno dato vita all’oratorio. Rigore della ricerca, creatività contemporanea e impegno civile hanno sortito l’effetto di “rileggere il passato non solo come forma di memoria ma anche come creazione di nuove temporalità”, come spiega Gabriele Giromella Rota, direttore della Scuola di Scenografia di Brera.

La realizzazione di un progetto tanto ardito – nel suggestivo contenitore del nuovo Teatro Sperimentale 38 – è straordinaria per l’efficacia delle scelte registiche, il pregio dell’impaginazione scenografica, l’uso puntuale delle luci e dei video, per i costumi di finissima fattura. Eccellente anche la resa musicale, affidata a un ensemble e a un coro costituito da studenti del Conservatorio milanese, con la guida di Maria Grazia Lascala per le voci e di Marco Pace per l’ensemble.

Università degli Studi di Milano
Brera Accademia di Belle Arti
Conservatorio di Milano

L’ANTOLOGIA DI SPOON RIVER A MILANO
Da Edgar Lee Masters
Traduzione di Fernanda Pivano

Prima rappresentazione assoluta
dell’oratorio profano di Gino Negri (1945)

Milano, 28 giugno 2024

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