Chiudi

Stresa Festival 2024 – Freiburger Barockorchester (solisti Isabelle Faust e Kristian Bezuidenhout)

Lo scintillìo di alcuni fra i “diamanti” più pregiati della musica classica illumina Stresa. La serata di chiusura della 63ª edizione dello Stresa Festival, dal suggestivo titolo Diamonds, vede esibirsi alla Stresa Festival Hall la prestigiosa Freiburger Barockorchester, compagine orchestrale tedesca in attività dal 1987, dedita alla prassi esecutiva su strumenti storicamente informati con un repertorio che spazia dal Barocco a Mozart, Beethoven, Schubert, Weber, con concerti in tutto il mondo, dalla Germania al Sud-est asiatico, dal Belgio agli Stati Uniti. Per l’occasione, l’ensemble è accompagnato, come vedremo tra poco, da due rinomati solisti, una delle violiniste più acclamate a livello internazionale e un eclettico “mago della tastiera” a suo agio sul fortepiano, sul clavicembalo e sul pianoforte moderno.

In apertura di programma, si ascolta una delle cosiddette “Sinfonie Salisburghesi” di Wolfgang Amadeus Mozart, la Sinfonia n. 26 in mi bemolle maggiore KV 184, composta nell’amena cittadina austriaca nel marzo 1773 da un Mozart diciassettenne. Guidato con mano salda dal violinista Gottfried von der Goltz, l’ensemble affronta il conciso brano mozartiano con asciuttezza, vitalità, tempi spediti e sonorità brillanti, dall’agogica frenetica del Molto presto fino alla giocosa allegrezza dell’Allegro di chiusura.

Segue il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do minore op. 37 di Ludwig van Beethoven, dedicato al principe Louis Ferdinand di Prussia ed eseguito per la prima volta il 5 aprile 1803 al Theater an der Wien di Vienna, con Beethoven stesso alla tastiera e, sul podio, Ignaz Ritter von Seyfried. A Stresa troviamo, intento a suonare una copia di un fortepiano dell’epoca, il pianista e fortepianista Kristian Bezuidenhout. Classe 1979, nato in Sudafrica e formatosi in Australia e negli USA, nel corso della propria carriera Bezuidenhout ha collaborato con John Eliot Gardiner, Giovanni Antonini, Daniel Harding, Bernhard Haitink, Frans Brüggen, Anne Sofie von Otter, solo per citarne alcuni, esibendosi regolarmente con orchestre quali Les Arts Florissants, Gewandhausorchester, Orchestra of the Age of Enlightenment, Chicago Symphony Orchestra; in repertorio ha composizioni di Bach, Mozart, Haydn, Beethoven, Mendelssohn, Schumann, Schubert. L’artista brilla per caratteristiche come la precisione ferrea, la musicalità adamantina, il forte trasporto e l’immedesimazione nel flusso musicale, un approccio vigoroso al fortepiano, alternando timbriche puntute e altre maggiormente sferzanti, equilibrando e diversificando i piani sonori. Nell’Allegro con brio, Bezuidenhout instaura un robusto dialogo con l’orchestra, in un susseguirsi di virtuosismi luminosi, oasi di lirismo e involi potentemente drammatici. Il successivo Largo è contraddistinto da un pianismo arioso, fluido, avvolgente, di sapore quasi mozartiano, per poi sfociare nell’estroversa e trionfalistica esuberanza del Rondò. Allegro, movimento in cui il pianista emerge per un’effervescenza cristallina. In questo viaggio, Bezuidenhout è accompagnato egregiamente dal crepitante e chiaroscurato tappeto sonoro della compagine di Friburgo, compatto e dalla cocente tempra, giocato su contrasti dinamici.

Dopo l’intervallo, si prosegue nel nome di Beethoven, con il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61, unico contributo beethoveniano superstite al genere del Violinkonzert, il cui debutto avvenne al Theater an der Wien di Vienna il 23 dicembre 1806, solista il virtuoso Franz Clement. Oggi il brano è eseguito dalla celeberrima violinista tedesca Isabelle Faust, vincitrice in giovane età del Concorso Leopold Mozart e del Concorso Paganini, ben nota agli appassionati per i suoi interessi multiformi, che la fanno muovere a proprio agio nelle composizioni più disparate, da Brahms a Eötvös, da Bach ad Adámek, da Mozart a Berg. Negli anni, l’artista ha lavorato fianco a fianco delle bacchette più illustri, come Claudio Abbado, Simon Rattle, Andris Nelsons, Robin Ticciati, Pablo Heras-Casado, Vasily Petrenko. Fasciata in un’ampia e semplice gonna a fantasia azzurro e argento, con blusa bianca e giacca grigio argentato, la strumentista si distingue per l’estremo rigore, l’esecuzione nitida, la musicalità sopraffina, l’attenzione puntuale alle sfumature, l’immedesimazione intensa e al contempo controllata nella partitura, l’innata eleganza nel portamento. Con il suono caldo del proprio violino, lo Stradivari “Bella Addormentata”, Isabelle Faust esegue con raffinatezza, nell’Allegro ma non troppo di apertura, le riprese e le elaborazioni del materiale sonoro inizialmente presentato dall’orchestra, giustapponendo languore, pathos, tensione, smorzature. Nel Larghetto in sol maggiore, la violinista tedesca cesella con trasparenza e morbidezza arabeschi rilucenti, di gusto marcatamente idilliaco. Nel conclusivo Rondò: Allegro, gli arpeggi saltellanti e le infiorettature vengono resi da Isabelle Faust con scanzonato, leggiadro umorismo, ammiccanti ritmi danzanti e senza una minima sbavatura. Pregevole l’interpretazione e l’accompagnamento della Freiburger Barockorchester, una calibrata alternanza di dinamiche cangianti, sin dai quattro soffici colpi di timpano iniziali.
Sala quasi esaurita e, al termine, festante e sentito successo, con manifestazioni di entusiasmo per i due solisti.

Stresa Festival 2024
DIAMONDS
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
e Ludwig van Beethoven

Freiburger Barockorchester
Violino e direttore Gottfried von der Goltz
Violino Isabelle Faust
Fortepiano Kristian Bezuidenhout

Stresa, Stresa Festival Hall, 6 settembre 2024

Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino