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Rovigo, Teatro Sociale – Il segreto di Susanna e Gianni Schicchi

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Segreti inconfessabili e parenti serpenti: ovvero come realizzare una messinscena convincente con pochi mezzi e molto buon gusto. Mettendo gli studenti di Conservatorio più meritevoli nelle condizioni di confrontarsi con una produzione seria, colleghi d’esperienza capaci di creare empatia e una direttrice d’orchestra, Elisabetta Maschio, che ha fatto dell’attitudine didattica il proprio marchio.

L’idea di abbinare due opere non scontate sotto il profilo musicale come Il segreto di Susanna di Ermanno Wolf-Ferrari e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini a chiusura della stagione del Teatro Sociale di Rovigo funziona. Il merito prima di tutto è dell’elegante e sorvegliata regia di Anna Cuocolo, che rende coerente e omogeneo lo spettacolo: ambienta i due atti unici in un liberty che è senza dubbio il tempo di Susanna, ma anche quello della vita di Puccini, e lavora approfonditamente con i personaggi creando grande affiatamento.

Nel cast il ruolo di maggiore peso è affidato a Biagio Pizzuti, prima Gil in Wolf-Ferrari e poi al debutto nella parte di Gianni Schicchi. Ruoli che, per ragioni diverse, si sono rivelati più che adatti alla sua personalità vocale. Se in Wolf-Ferrari mette una vocalità squillante e rotonda a servizio della gelosia del marito le cui ansie da corna svaniscono “in fumo”, in Puccini sa disegnare un personaggio travolgente sotto il profilo scenico e completamente definito nella vocalità.
Deborah Solange è senza dubbio un’ideale Susanna per appeal scenico ma la voce risulta ancora leggera per il ruolo, scritto per un soprano lirico. Più a proprio agio e convincente in Lauretta, è un elemento che si è fatto notare e da cui, anche per l’eleganza musicale, si attendono prove sempre più interessanti. Nel cotè parentale dello Schicchi, accanto al sicuro Rinuccio di Matteo Mezzaro, all’ottimo Simone di Andrea Pellegrini, alle disinvolte Zita e Ciesca disegnate da Valeria Girardello e Silvia Regazzo e agli appropriati Betto di Signa di Francesco Toso, Buoso di Rui Wang, Marco di Maurizio Lo Piccolo (con il Gherardino di Stefano Sorodoc e il Pinellino Stepan Polischchuk), si apprezzano due notevoli studenti del Conservatorio di Rovigo: il tenore Matteo Urbani (Gherardo) e il soprano Yijun Huang (Nella). Dizione buona e simpatica inflessione caricaturale anche per Maestro Spinelloccio di Yibo Zhang e Ser Amantio di Nicolao/Notaro di Luo Zhiying.

L’orchestra, composta da studenti e docenti del Conservatorio Venezze con aggiunte esterne dell’Orchestra Filarmonia Veneta, risponde perfettamente al gesto di Elisabetta Maschio. La partitura di Wolf- Ferrari non è esente da insidie soprattutto per gli archi, ma tutto scorre per lo più in maniera fluida e organizzata, come pure avviene nella partitura pucciniana.
Alla fine grandi consensi dalla platea e dai palchi, in un clima di complice leggerezza. È il segno delle cose ben fatte, che non chiedono di essere nulla in più di ciò che promettono: un progetto che parte dalla scuola ma ha i crismi dello spettacolo vero.

Teatro Sociale di Rovigo
IL SEGRETO DI SUSANNA
Intermezzo in un atto
Libretto di Enrico Golisciani
Musica di Ermanno Wolf-Ferrari

Susanna Deborah Solange
Gil Biagio Pizzuti
Sante, maggiordomo muto Qing Zhao
Camerieri Luca Di Giusto Luca Marchi
Maestro al pianoforte Margherita Di Canio

GIANNI SCHICCHI
Opera comica in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini

Gianni Schicchi Biagio Pizzuti
Buoso Rui Wang
Lauretta Deborah Solange
Zita Valeria Girardello
Rinuccio Matteo Mezzaro
Gherardo Matteo Urbani
Nella Yijun Huang
Gherardino Stefano Sorodoc
Betto di Signa Francesco Toso
Simone Andrea Pellegrini
Marco Maurizio Lo Piccolo
La Ciesca Silvia Regazzo
Maestro Spinelloccio Yibo Zhang
Pinellino Stepan Polischchuk
Guccio Cristian Ucrainschi
Ser Amantio di Nicolao/Notaro Luo Zhiying

Orchestra del Conservatorio Francesco Venezze di Rovigo
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Direttrice Elisabetta Maschio
Regia, costumi e luci Anna Cuocolo
Scene Giulio Magnetto
Assistente alla regia Lucia Bianchi

Rovigo, 21 aprile 2024

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