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Puccini: Love Affairs – Jonas Kaufmann tenore (Sony Classical CD)

Mancano poco di due mesi al centenario della scomparsa di Giacomo Puccini. Molti teatri hanno inserito nella loro programmazione omaggi e opere del grande compositore italiano. Non sorprende quindi che anche la discografia si unisca al coro di iniziative che marcheranno il centenario pucciniano. Lo fa l’etichetta Sony Classical con l’incisione Puccini: Love Affairs che vede protagonista Jonas Kaufmann. Il tenore tedesco ha riunito intorno a se alcuni celebri soprani con cui ha condiviso la scena nel corso degli anni, per interpretare duetti e scene da La boheme, Tosca, La fanciulla del West, Madama Butterfly, Il tabarro. L’album esce oggi, 13 settembre, come CD in edizione limitata-deluxe e in formato digitale su tutte le principali piattaforme.

Tra le partner chiamate a partecipare a questo progetto, troviamo alcuni grandi nomi a partire da Anna Netrebko, che con Kaufmann ha condiviso la scena in numerose occasioni attraverso tutta la sua carriera, per ultimo proprio quest’anno a Napoli in La Gioconda. Troviamo poi Sonya Yoncheva, che con il bel Jonas ha condiviso il palcoscenico dell’Arena di Verona, Maria Agresta, che con il tenore andrà in tour ad ottobre con un programma pucciniano, Asmik Grigorian, che ritrova Kaufmann dopo il successo delle recite di Turandot a Vienna, e Malin Byström già protagonista de La fanciulla del West a Monaco insieme al cantante tedesco. Nuova collaborazione invece, appositamente per questa incisione, con il soprano Pretty Yende, anche lei artista Sony Classical. Il CD è stato registrato con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Asher Fisch legato artisticamente a Kaufmann da diversi anni e già partecipe di un’altra incisione del catalogo Sony (Dolce vita, 2016). L’album dedicato a Puccini segue a distanza di un anno The Sound of Music, incisione dedicata a brani musicali celebri della cinematografia. Kaufmann ritorna invece a Puccini dopo l’album del 2015 Nessun Dorma: The Puccini Album.

Come si legge nel comunicato di lancio dell’album, per Jonas Kaufmann, la musica di Puccini rimane un fenomeno unico: “I tasti che preme con la sua musica funzionano ancora, cento anni dopo la sua morte, e lo fanno in una società moderna che è completamente saziata da un’infinita ondata di cattive notizie ed esperienze. Si è scritto molto su Puccini, ma a mio avviso nessuno è mai stato in grado di spiegare come sia riuscito a evocare emozioni così incredibilmente potenti con solo poche note. Questo è un mistero che probabilmente nessuna intelligenza artificiale al mondo può comprendere”. È forse questa la chiave nell’approcciarsi all’ascolto dell’incisione. Si sa che l’impostazione vocale di Kaufmann con un’emissione non proprio ortodossa e un uso delle mezzevoci che sconfinano spesso nel falsetto è da sempre divisiva. È parso evidente nelle recenti esibizioni dal vivo che con il passare del tempo il bel timbro brunito abbia lasciato spazio a qualche velatura e l’emissione in acuto sia diventata più forzata con una resa più discontinua che in un tempo. Chiaramente in sala di incisione tutto ciò diventa più smussato, ma comunque sempre percettibile, perlomeno in alcune tracce. Quello che invece rimane intatto anche con il passare del tempo è il fattore artistico, con delle qualità musicali difficilmente contestabili. Il fraseggio rimane infatti fascinoso e di pregio nel modo in cui viene conferito significato alla parola, la frase musicale plasmata con inventiva e con morbido legato; le dinamiche sono sempre curate e l’uso delle sfumature apprezzabile. Anche in questa incisione poi si apprezzano tutta una serie di attacchi che in pochi secondi dettano già chiaramente il tono dei brani. La dizione è buona, ma qua e là rimane qualche durezza germanica che traspare nel canto di conversazione pucciniano.

L’album si apre con “O soave fanciulla” da La bohème, interpretata insieme a Pretty Yende. Le due voci rendono con sensibilità l’innamoramento, ma si ha la percezione che i due timbri non si sposino troppo bene. Va meglio col brano successivo: la caratura drammatica aumenta infatti con “Tu, tu, amore? Tu?” da Manon Lescaut, dove Kaufmann ritrova Anna Netrebko; i due interpreti sono sicuramente appassionati e sanno creare grande affiatamento e una bella tensione musicale, Netrebko eccede come al solito con i suoni gonfi in basso e l’intonazione non è sempre impeccabile, ma il duetto le si addice per temperamento. A Sonya Yoncheva spetta invece duettare nella scena del primo atto di Tosca (“Mario!” –“Son qui!”, “Ah quegli occhi!” – “Qual occhio al mondo”). Il soprano bulgaro è credibile come diva gelosa e fascinosa nel timbro (perfettibile il controllo del vibrato), mentre Kaufmann ammalia già nel “Son qui” iniziale curando poi dinamiche e sfumature. Il soprano svedese Malin Byström interpreta con ricchezza di accenti e sfumature Minnie in La fanciulla del West (“Mister Johnson, siete rimasto indietro” “Quello che tacete”), rendendo l’innamoramento all’istante per Dick Johnson, che Kaufmann interpreta egregiamente cantando anche benissimo (si ascolti l’incipit di “Quello che tacete”), col suo stile personalissimo. Drammaticamente ben riuscita anche “O Luigi, Luigi” da Il tabarro che vede co-protagonista Asmik Grigorian (già Giorgetta a Salisburgo nel 2022). Grigorian esprime il suo desiderio proibito per Luigi con vulnerabile sottigliezza e intimismo, mentre Kaufmann è palpabile nella sua passione, che esplode quasi intossicante nelle battute finali. In questo brano il tenore raggiunge un bell’equilibrio tra interpretazione e una vocalità qui veramente salda anche in acuto. Maria Agresta affianca Kaufmann nel duetto tra Cio-cio San e Pinkerton al termine del primo atto di Madama Butterfly (“Viene la sera…Bimba dagli occhi pieni di malia…Vogliatemi bene”): Agresta coglie l’innocenza della giovane geisha dove si fa spazio l’illusione dell’amore, mentre Kaufmann è credibile come seduttore. Perfettibile il controllo del vibrato del do acuto di Butterfly sul finale di “Vogliatemi bene”. La registrazione volge al termine con l’inserimento di due arie solistiche, per il piacere dei fan di Kaufmann. “Che gelida manina” da La bohème viene affrontata con ardente lirismo nel canto a piena voce mentre quello in mezza sfocia spesso in un effetto a sbadiglio, anche se l’intenzione musicale è sempre lodevole e la sensibilità è quella del vero artista. In “E lucevan le stelle” da Tosca il tenore esibisce delle finezze nel modulare la frase smorzando e rafforzando in un continuum musicale molto apprezzabile.

Asher Fisch ottiene dall’Orchestra del Comunale di Bologna un suono mutevole nella declinazione delle emozioni della musica pucciniana, ben dettando il tono di ciascuna scena e sposando i colori ricercati da Kaufmann, ma anche il suo modo intelligente di costruire le frasi musicali. Supportate anche le altre interpreti che partecipano al disco. Apprezzabili i fiati, in modo particolare il solo del primo clarinetto in “E lucevan le stelle”. Nel complesso e al netto delle osservazioni di cui sopra, una buona registrazione che permette di ascoltare alcuni degli interpreti odierni più in voga e un Kaufmann vocalmente discontinuo sì, ma con uno stile distintivo che conserva evidentemente delle qualità anche nella maturità.

PUCCINI: LOVE AFFAIRS
Arie, scene e duetti da opere di Giacomo Puccini

Jonas Kaufmann tenore
Con la partecipazione dei soprani
Pretty Yende, Sonya Yoncheva, Malin Byström,
Maria Agresta, Anna Netrebko, Asmik Grigorian

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Asher Fisch

Formato: CD
Etichetta: Sony Classical

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