Porpora: Music for the Venetian Ospedaletto – Josè Maria Lo Monaco, Stefano Aresi (Glossa CD)

Da diversi anni Stefano Aresi, direttore del complesso da lui stesso fondato, Stile Galante, unisce alla meditata pratica esecutiva della musica barocca con strumenti storicamente informati un’accurata indagine musicologica prima di passare alla sala d’incisione. La fa con passione e studio che l’hanno visto più volte impegnato nella scoperta di pagine inedite, con sguardo sempre attento nei confronti della scuola vocale settecentesca napoletana. Questa volta, però, non è stata l’opera a solleticare la sua ricerca (per chi lo apprezza, sono già punti di riferimento il cd dedicato all’arte del castrato Farinelli, con il contralto Ann Hallenberg, o quello di arie tratte da opere di Leonardo Vinci, con il controtenore Filippo Mineccia), bensì un lato meno conosciuto dell’arte di Nicola Porpora, uno dei maggiori maestri di canto dell’età aurea del belcanto (basti dire che con lui si formò il leggendario castrato Farinelli), ma anche operista attivo a Napoli, la sua città d’origine, come a Venezia, Londra (dove rivaleggiò con Händel), Dresda e Vienna. Nume tutelare del virtuosismo vocale, Porpora fu anche attivo nella musica sacra, che frequentò quando si trovò a operare, a Venezia, in una delle quattro congregazioni ospedaliere (Ospedali Grandi) che si sostenevano grazie alla beneficenza ed erano di pietoso supporto non solo per gli ammalati incurabili ma anche per i più bisognosi di ogni genere, come i trovatelli o i senzatetto.

In questi ospedali era ovviamente fondamentale il conforto della religione e, nelle chiese stesse dei complessi, si organizzava un servizio liturgico attento anche alla pratica musicale e, soprattutto, all’attività formativa di cantanti e musicisti. Ecco perché lo stesso Porpora fu chiamato a Venezia, dove operò in diversi ospedali, in particolare in quello dei Derelitti, detto Ospedaletto, per il quale lavorò come maestro di canto dal 1742 al 1747. È proprio questo periodo che è oggetto dell’indagine di Stefano Aresi, il quale, da valente e attento studioso, ha cercato di far luce sugli anni che videro Porpora impegnato a curare l’attività musicale di questo istituto di soccorso e a svelare, soprattutto come maestro di canto e di musica sacra, la bravura di un giovane contralto, Angiola Moro (conosciuta col diminutivo di Anzoletta), subito notata da Porpora, che si adoperò perché potesse dedicarsi a tempo pieno alla musica. Così avvenne, tanto che per lei scrisse, tra il 1744 e il 1746, diverse composizioni sacre, fra le quali quelle incise in questo cd: i mottetti per sola voce Placida surge, Aurora e Qualis avis cui perempta e un Salve Regina, pagine all’interno delle quali Aresi decide di incastonare il più noto Concerto per violoncello in Sol maggiore. La collaborazione non durò molto, perché nel corso del 1746 la cantante si ammalò gravemente e lo stesso Porpora lasciò Venezia alla volta di Napoli per gravi motivi di famiglia, a ben vedere non così gravi se si considera che pochi mesi dopo si recò a Dresda, dove venne accolto con ponti d’oro e divenne presto Maestro di cappella di quella corte illuminata. Eppure Porpora, pur fra alti e bassi e qualche incomprensione con chi amministrava l’Ospedaletto, lasciò il segnò a Venezia e non mancò di imporsi in quello che tutti gli riconoscevano di saper fare: insegnare canto, selezionando i componenti del coro ed avendo a cura la preparazione tecnica dei cantori.

Questo cd edito da Glossa, oltre al valore del suo portato musicologico, rivela inoltre un altro aspetto interessante, di natura esecutiva, non solo per i meriti della cantante e del complesso strumentale che l’accompagna. Stefano Aresi ha infatti voluto che la presente registrazione ricostruisse filologicamente la spazialità sonora del luogo stesso dove si eseguiva questa musica. Ecco perché nel progetto si è coinvolto il “Sound, Space, and the Aesthetics of the Sublime”, ospitato presso l’Università di Stanford e sostenuto dalla “Art Seeking Understanding Initiative” del Templeton Religious Trust. Ricerca ambiziosa, forse, ma decisamente interessante, soprattutto se messa in relazione a come l’ensemble di Aresi, Stile Galante, con il suo suono limpido, terso e intonatissimo, accompagna la voce morbida e calda di Josè Maria Lo Monaco, sostenendola anche in quelle incursioni contraltili che da subito, fin dal brano d’apertura del cd, trovano la cantante catanese pronta a sostenere tessiture piuttosto gravi con fluida eleganza e stile ineccepibile. A questo si aggiunga la perizia mostrata nel sostenere lunghe arcate di fiato, la finezza nel canto fiorito (assai ricercato quando è richiesto, sempre nelle zone medio gravi, l’impiego dei trilli, ma anche delle agilità di “Ad te clamamus” nel Salve regina o delle note ribattute del da capo di “Da per Te, Virgo Regina” in Qualis avis cui perempta), il buon controllo dello strumento nella fusione fra i registri e la carezzevole morbidezza del timbro, avvolto nella guaina indubbiamente originale e intima delle sonorità perseguite secondo gli intenti di una registrazione che conferma come Aresi sia “barocchista” che si occupa, come si è detto, di ricerca musicologica e prassi esecutiva con cura e stimolanti sollecitazioni e, quindi, meriti altissima stima. [Rating:4/5]

PORPORA – MUSICA FOR THE VENETIAN OSPEDALETTO

Josè Maria Lo Monaco, mezzosoprano
Stefano Aresi, direttore
Stile Galante
Etichetta: Glossa
Formato: cd
Registrazione effettuata nel
Priesterseminar Brixen (Italia), settembre 2022