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Piacenza, Teatro Municipale – I due Foscari

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La provincia che ci piace. Ancora una volta, il Teatro Municipale di Piacenza si segnala per una produzione di alto livello musicale che suscita un acceso entusiasmo nel pubblico. Questa volta tocca a I due Foscari, capolavoro giovanile di Giuseppe Verdi in cui già si colgono tutte le caratteristiche del maestro: quella tinta cupa che si distende come un velo sulla musica, appena riscattata dal dolente patetismo di diverse pagine, laddove un’ispirazione melodica sovente felice si accompagna a quel vigore ritmico che è cifra distintiva del Cigno di Busseto.

Alla recita a cui abbiamo assistito, dal teatro gremito si sono levati frequenti applausi, accompagnati pure da un “Viva Verdi!”. E a Piacenza, si sa, sono convinti che Verdi fosse “piacentino”, come appare scritto su una targa fuori dal teatro (certo, Sant’Agata si trova in territorio piacentino, ma bisognerebbe capire cosa ne pensano a Parma…).
Ciò detto, l’entusiasmo del pubblico ha pure sortito il bis dell’aria del protagonista nel terzo atto, “Questa è dunque l’iniqua mercede”, che un Luca Salsi quantomai espressivo e possente ha restituito con emozionante trasporto. La voce ampia e scura, la ben nota capacità di scavare nel fraseggio, hanno consentito al baritono di sbozzare un ritratto del doge nel segno di quella dolente maestosità di cui Verdi lo riveste (mettendo pure in luce quanto debitrice sia la scrittura verdiana, in questa fase, del genio di Donizetti).
Al suo fianco, lo Jacopo Foscari di Luciano Ganci ha conquistato l’uditorio grazie alla schietta bellezza di un timbro tenorile privilegiato, ove il metallo lucente dei centri si accompagna a uno squillo sicuro negli acuti e a un fraseggio vario e partecipe. Marigona Qerkezi è una Lucrezia Contarini che coniuga mirabilmente la dimensione lirica a quella più grintosa, riuscendo così nell’intento di rendere ragione della complessità di un personaggio per il quale Verdi scrive sia pagine di soave lirismo che brani concitati o addirittura veementi. Il timbro conserva in tutti i registri una chiara pastosità, perfetta per la nobile veneziana, il virtuosismo è nitido, l’accento studiato.
Il perfido Jacopo Loredano ha trovato l’interprete ideale nell’imponente figura e nel colore scuro di Antonio Di Matteo, così come hanno fatto bene Marcello Nardis (Barbarigo), l’ottima Ilaria Alida Quilico (Pisana), Manuel Pierattelli (Fante) ed Eugenio Maria Degiacomi (Servo del Doge).

Dal podio di un’orchestra dell’Emilia Romagna non sempre attentissima, Matteo Beltrami ha non solo dispiegato una notevole gamma di colori, ma ha pure alternato in modo efficace gli abbandoni patetici, delibati con bella musicalità, alle vigorose accensioni, costruendo così una narrazione tesa e coerente. Il coro del Teatro Municipale, diretto da Corrado Casati, ha offerto il suo apprezzabile contributo cantando sempre con buona precisione.

La regia di Joseph Franconi Lee convince per l’intelligente economia di mezzi a cui ricorre. La scena (firmata, come i bellissimi costumi, da William Orlandi) è una sorta di sipario circolare che, ruotando su se stesso, rivela uno spazio interno che talvolta affaccia sulla laguna. Espediente non nuovo, ma usato con accortezza dal regista, che sa muovere personaggi e coro e che, grazie anche alla presenza di alcuni figuranti, riesce a dipanare efficacemente le fila di un lavoro che, dotato di musica bellissima, resta comunque assai debole sotto il profilo drammaturgico: di fatto, lungo i tre atti dell’opera, non accade assolutamente nulla. Il tono dominante, coerentemente con la tinta dell’opera, è il color ruggine, ma il gusto estetico di alcune scene d’assieme è pregevole, così come il gioco di luci affidato a Valerio Alfieri e le coreografie di Raffaella Renzi.

Teatro Municipale di Piacenza
I DUE FOSCARI
Tragedia lirica in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave, da Byron
Musica di Giuseppe Verdi

Francesco Foscari Luca Salsi
Jacopo Foscari Luciano Ganci
Lucrezia Contarini Marigona Qerkezi
Jacopo Loredano Antonio Di Matteo
Barbarigo Marcello Nardis
Pisana Ilaria Alida Quilico
Fante Manuel Pierattelli
Servo del Doge Eugenio Maria Degiacomi

Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
Direttore Matteo Beltrami
Maestro del coro Corrado Casati
Regia Joseph Franconi Lee
Scene e costumi William Orlandi
Luci Valerio Alfieri
Coreografie Raffaella Renzi
Regista collaboratore Daniela Zedda

Coproduzione Teatro Municipale di Piacenza,
Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena
Piacenza, 5 maggio 2024

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