Milano, Teatro alla Scala – Simon Boccanegra (con Irina Lungu e Matteo Lippi)

Per l’intero mese di febbraio proseguono, al Teatro alla Scala, le recite di Simon Boccanegra. Il celebre titolo di Giuseppe Verdi, assente da queste tavole dal 2018, per l’occasione è proposto in un nuovo allestimento a firma di Daniele Abbado, plumbeo, essenziale e monocorde, a onor del vero parco di idee. Nelle ultime due repliche assistiamo, come da locandina, a qualche variazione nel cast (qui la recensione della prima).

Al posto della inizialmente prevista Anita Hartig, costretta a cancellare per motivi di salute a pochi giorni dalla serata della quale qui si riferisce, torna al Piermarini una beniamina del pubblico milanese, Irina Lungu, che ha debuttato come Amelia lo scorso novembre al New National Theatre di Tokyo. Il soprano russo esibisce uno strumento vocale tutto sommato omogeneo e che corre con facilità nell’ampia sala teatrale; gli acuti risultano squillanti e centrati, i medi ben appoggiati, i gravi non sempre corposi. Partita guardinga nell’aria “Come in quest’ora bruna”, resa comunque con una musicalità rifinita, un pregevole controllo dei fiati, una linea di canto adamantina e filati di consistenza madreperlacea, Lungu delinea con classe e sobrietà un’Amelia aristocratica e matura, espressivamente drammatica sebbene controllata, senza mai eccedere. Una prova in crescendo e, a conti fatti, convincente, ennesimo tassello verdiano nel repertorio della cantante ex allieva dell’Accademia scaligera.
A seguito del successo, nella scorsa stagione, come Arrigo nei Vespri siciliani, ritroviamo Matteo Lippi, al suo esordio nei panni di Gabriele Adorno. Il tenore si distingue per una vocalità sana, avvolgente e di pasta luminosa, di schietto colore mediterraneo, limpida ed emessa con morbidezza in tutti i registri, sfrontata e tonante in acuto. La recitazione è fresca, genuina e partecipe, il fraseggiare è appassionato, la tecnica è ferrea; l’aria del II atto “Cielo pietoso, rendila”, accolta da scroscianti applausi a scena aperta, è affrontata con generosità, trasporto e immedesimazione.
Accanto a loro, il Simon Boccanegra solido e autorevole di Luca Salsi, maggiormente cesellato nel fraseggio e più alleggerito nell’emissione; il basso estone Ain Anger, Jacopo Fiesco scenicamente statuario e vocalmente non a fuoco, perfettibile nella dizione; il Paolo Albiani sonoro e insinuante di Roberto de Candia; i puntuali Andrea Pellegrini (Pietro), Haiyang Guo (Capitano dei balestrieri), Laura Lolita Perešivana (Ancella di Amelia).

A tenere le fila del discorso, il trentatreenne Lorenzo Viotti propende per una direzione elegante, smaltata e di terso sapore sinfonico, attenta alla ricerca di sfumature, atmosfere e colori, abbastanza variegata nelle dinamiche ed efficace nell’agogica. Vibranti e inappuntabili gli interventi del Coro, guidato con mano solida da Alberto Malazzi.
Teatro esaurito e, al termine, calorosa accoglienza per tutti, con manifestazioni di entusiasmo per Viotti e per gli interpreti principali. [Rating:3.5/5]

Teatro alla Scala – Stagione 2023/24
SIMON BOCCANEGRA
Melodramma in un prologo e tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito
Musica di Giuseppe Verdi

Simon Boccanegra Luca Salsi
Jacopo Fiesco Ain Anger
Poalo Albiani Roberto de Candia
Pietro Andrea Pellegrini
Amelia (Maria) Irina Lungu
Gabriele Adorno Matteo Lippi
Capitano dei Balestrieri Haiyang Guo
Ancella di Amelia Laura Lolita Perešivana

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Direttore Lorenzo Viotti
Maestro del coro Alberto Malazzi
Regia Daniele Abbado
Scene Daniele Abbado e Angelo Linzalata
Costumi Nanà Cecchi
Luci Alessandro Carletti

Nuovo allestimento
Milano, 21 febbraio 2024