Milano, chiesa di San Marco – Messa da Requiem diretta da Riccardo Chailly

Nella splendida cornice della chiesa di San Marco a Milano Riccardo Chailly, alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro alla Scala, ha celebrato giovedì 23 maggio il 150° anniversario della prima esecuzione della verdiana Messa da Requiem. Nelle stesse navate dove il compositore decise di salire sul podio, il 22 maggio 1874, per dirigere la sua partitura, sono risuonate le note che Giuseppe Verdi volle comporre quale omaggio ad Alessandro Manzoni, a un anno dalla sua morte.

Era la sesta volta che Chailly dirigeva il Requiem alla testa dei complessi scaligeri, l’ultima delle quali nel settembre 2020 in Duomo per commemorare le vittime del Covid, e la sua interpretazione ci è parsa la coerente continuazione di quelle precedenti. Momenti di intenso lirismo, trasparenze inaspettate (la fuga del Sanctus) erano alternati a telluriche esplosioni foniche (ovviamente il Dies irae), che lo spiccato riverbero inevitabile in tale contesto (nonostate San Marco goda di buona acustica pur essendo una chiesa) rischiava di trasformare in saturazione fonica non sempre godibile. Qualche sbavatura orchestrale, dovuta soprattutto agli ottoni, è stata in seguito riassorbita in una esecuzione di puntuale canonicità, alla quale ha dato prezioso contributo lo straordinario coro scaligero istruito da Alberto Malazzi.

Riccardo Chailly è parso, in questa esecuzione, accompagnare con particolare cura gli interventi solistici dei quattro interpreti prescelti: Marina Rebeka, Daniela Barcellona, Francesco Meli e Alexander Vinogradov. Soprattutto con il tenore il direttore d’orchestra ha creato una totale simbiosi interpretativa: Francesco Meli, come abbiamo già sottolineato nella recensione del Corsaro genovese, sta attraversando un periodo vocale magnifico e ha fraseggiato splendidamente il difficile Ingemisco, staccato da Chailly con amplissimo respiro, giocando con dinamiche e mezzevoci, salendo agli acuti con squillo notevole. Pregevole anche il suo tentativo di attaccare con estasi Hostia e Preces tibi, nonostante l’esecuzione dei due preziosissimi trilli sia apparsa alquanto aleatoria. A lui ha fatto da contraltare la bella voce del basso russo Alexander Vinogradov, autorevole per colore e risonanza del registro grave, delicatissimo in alcuni passaggi di desolata pateticità (Oro supplex et acclinis).
Un poco più interlocutoria è stata la prestazione delle due voci femminili. Marina Rebeka, forse non ancora ritornata nella sua forma vocale ottimale dopo le vicissitudini degli ultimi mesi, ha evidenziato un registro medio-grave poco potente e ovattato. In acuto la voce corre sempre libera e sonora, ma l’innegabile drammaticità che rasenta la disperazione del Libera me è rimasta solo accennata e appena percettibile. Allo stesso modo gli interventi del mezzosoprano Daniela Barcellona sono apparsi piuttosto generici, carenti di velluto, e certamente poco in sintonia con l’intepretazione voluta da Chailly per questa esecuzione.
La chiesa era gremita fino all’inverosimile. Grande entusiasmo ed emozione a fine serata. [Rating:3.5/5]

Teatro alla Scala – Concerti straordinari
MESSA DA REQUIEM
per l’anniversario della morte di Manzoni, 22 maggio 1874
per soli, coro e orchestra
Musica di Giuseppe Verdi

Marina Rebeka soprano
Daniela Barcellona mezzosoprano
Francesco Meli tenore
Alexander Vinogradov basso

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Direttore Riccardo Chailly
Maestro del coro Alberto Malazzi

Milano, chiesa di San Marco, 23 maggio 2024