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Milano, Auditorium Fondazione Cariplo – Suor Angelica

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Per celebrare il centesimo anniversario della morte di Giacomo Puccini, per due recite a cavallo tra maggio e giugno l’Orchestra Sinfonica di Milano propone, nella sua sede dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in Largo Mahler, il titolo forse più emozionante, delicato e struggente del Trittico pucciniano: Suor Angelica. L’opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano, della durata di circa un’ora, qui eseguita in forma di concerto, rappresenta il perno di tutta la drammaturgia del Trittico; peculiare come il nutrito complesso di voci sia interamente femminile. Assieme a Il tabarro e Gianni Schicchi, debuttò il 14 dicembre 1918 al MET di New York, mentre la prima europea si ebbe l’11 gennaio 1919 al Teatro Costanzi di Roma.

Sul podio della compagine meneghina si distingue il giovane Vincenzo Milletarì. Classe 1990, il direttore nativo di Taranto ha all’attivo numerose produzioni di successo soprattutto all’estero, in piazze quali per esempio Stoccolma, Oslo, Copenaghen, Göteborg, Praga, Tours; in Italia, ricordiamo almeno le sue partecipazioni al Macerata Opera Festival (2020) e al Donizetti Opera Festival di Bergamo (2022). Il suo repertorio operistico spazia da Rossini a Verdi, da Donizetti a Puccini e Strauss. Con gesto elegante e arioso, all’occorrenza maggiormente vigoroso, Milletarì confeziona con gusto una lettura levigata, chiaroscurata, di rifinito sapore sinfonico, attenta alle sfumature, ai colori e alle trasparenze, ottenendo dall’orchestra un suono soffice e lucente come la seta. Quando necessario, come nel tragico finale, le sonorità si fanno più robuste e drammatiche, di forte impatto, senza però mai risultare soverchianti o enfatiche. Lodevole è, poi, l’attenzione per l’agogica e le dinamiche, variegate con intelligenza, buono il controllo del rapporto tra orchestra e cantanti. Prova maiuscola senza se e senza ma, quella di Milletarì: la speranza è, dunque, di vedere più spesso in Italia questo promettente e talentuoso direttore.

Nei panni della protagonista esordisce Monica Zanettin, artista avvezza all’universo pucciniano (ha già interpretato, fra gli altri, Mimì, Tosca, Cio-Cio-San, Giorgetta, Manon Lescaut). La voce è sonora e di ragguardevole volume, di tinta scura e di buono smalto vocale; se i medi e i gravi, di colore brunito, risuonano nel complesso omogenei, gli acuti sono a tratti metallici, in special modo alcuni nella scena del suicidio, apparsi poco a fuoco e al limite. Il soprano veneto brilla per una notevole tempra drammatica, per la resa accorata e matura del personaggio, pervasa di profonda tragicità, per il fraseggio denso di pathos; nell’attesa romanza “Senza mamma” si apprezzano la recitazione toccante e il controllo dei piani e pianissimi, mentre nel successivo finale “Ah, son dannata!” Zanettin emerge con potenza per trasporto, intensità e immedesimazione.
Debutta come Zia Principessa il mezzosoprano Silvia Beltrami. Sin dal suo ingresso in scena, esibisce una vocalità rotonda, pastosa e malleabile, emessa con morbidezza, di avvolgente tinta ambrata nelle note alte, maggiormente scura in quelle di petto. Grazie anche a una musicalità sopraffina, a una tecnica ferrea e al fraseggiare autorevole, Beltrami impersona con convinzione una donna algida, austera, distaccata, controllata nelle emozioni, scenicamente carismatica e statuaria. Da manuale e coinvolgente il confronto in parlatorio con la nipote.
Le altre suore sono cantate da soliste dell’Accademia Teatro alla Scala. Come badessa e suora zelatrice, Elena Caccamo si distingue per autorità e incisività; puntuale ed energico il mezzosoprano turco Dilan Şaka (la maestra delle novizie, la suora infermiera); precisa e dalla voce corposa Greta Doveri (Suor Genovieffa, la seconda cercatrice, la seconda conversa); il soprano lettone Laura Lolita Perešivana (la prima cercatrice, la prima conversa) brilla per freschezza e spontaneità; adamantina e luminosa Fan Zhou, nei panni di Suor Osmina, Suor Dolcina e una novizia. Ben caratterizzati e amalgamati gli interventi del Coro Sinfonico di Milano e del Coro di voci bianche di Milano, guidati rispettivamente da Massimo Fiocchi Malaspina e Maria Teresa Tramontin.
Al termine, calorosa e sentita accoglienza per tutti gli artisti, con punte di entusiasmo per Beltrami, Zanettin e Milletarì.

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Stagione sinfonica 2023/24
SUOR ANGELICA
Opera in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano
Musica di Giacomo Puccini
Esecuzione in forma di concerto

Suor Angelica Monica Zanettin
La Zia Principessa Silvia Beltrami
La badessa, La suora zelatrice Elena Caccamo
La maestra delle novizie, La suora infermiera Dilan Şaka
Suor Genovieffa, La seconda cercatrice,
La seconda conversa Greta Doveri
Suor Osmina, Suor Dolcina,
Una novizia Fan Zhou
La prima cercatrice, La prima conversa
Laura Lolita Perešivana

Orchestra Sinfonica, Coro Sinfonico
e Coro di voci bianche di Milano
Direttore Vincenzo Milletarì
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Maestro del Coro di voci bianche Maria Teresa Tramontin

Milano, 2 giugno 2024

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