Come da tradizione, nel periodo di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, tutti gli anni l’Orchestra Sinfonica di Milano propone, nella sua sede dell’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in Largo Mahler, quella che potremmo definire la “liturgia laica” scaturita dalla penna di Giuseppe Verdi, una composizione sacra che debuttò nella chiesa meneghina di San Marco esattamente 150 anni fa, il 22 maggio 1874: la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra. Quest’anno, l’esecuzione del brano verdiano è dedicata alla memoria di Romano Gandolfi nel 90° anniversario di nascita: originario di Medesano, in provincia di Parma, e milanese d’adozione, Gandolfi fu Maestro del Coro del Teatro alla Scala negli anni di Claudio Abbado e, nel 1998, fondò il Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.
Sul podio della compagine orchestrale brilla Michele Gamba, quarantunenne musicista milanese acclamato a livello internazionale, distintosi con successo nelle ultime stagioni scaligere in numerose produzioni, da Madina a Turandot, da Rigoletto a Médée a L’elisir d’amore, solo per citarne alcune. Al debutto nella partitura, con gestualità morbida e precisa il giovane maestro propende per una lettura rigorosa, sobria ed essenziale, intrisa di una sacralità controllata e mai portata agli eccessi, intimistica e quasi austera. Le parti maggiormente plastiche e michelangiolesche, quali per esempio il “Dies iræ”, risultano vigorose ma pur sempre misurate nei volumi, per nulla tronfie o enfatiche; quelle raccolte sono rese da Gamba e da una compatta Orchestra Sinfonica di Milano con sonorità limpide e trasparenti, delicate pennellate di suono terso e soffuso. Di forte impatto il lungo momento di silenzio, gravido di significato ed emozione, impresso dal direttore al termine dell’esecuzione, prima di abbassare la bacchetta. In forma smagliante è il Coro Sinfonico di Milano, guidato con nerbo e accuratezza da Massimo Fiocchi Malaspina, in grado di passare con naturalezza e senza sbavature dall’incipit introspettivo e sussurrato “Requiem aeternam dona eis, Domine” alla gagliardia del già citato “Dies iræ”, dalla luminosità rutilante del “Sanctus” ai toni funebri del “Libera me, Domine” di chiusura.
Di livello il quartetto di solisti. Voce duttile e tornita, di buon peso e di avvolgente tinta brunita, il soprano Maria Teresa Leva emerge per un registro acuto squillante e corposo, nonché per una ragguardevole tenuta dei fiati, come dimostrato dai filati cristallini e dai pianissimi sostenuti con facilità. Fraseggiatrice incisiva e puntuale, il conclusivo “Libera me, Domine” è affrontato con pathos e una dizione sbalzata a tuttotondo.
Il mezzosoprano turco-tedesco Deniz Uzun esibisce una vocalità di velluto, scura e pastosa nei medi e nei gravi, luminosa e svettante in acuto; l’interprete è elegante e controllata, con una particolare attenzione alle dinamiche e alla dizione, come dimostrato già in “Liber scriptus proferetur” (toccante la resa della frase “nil inultum remanebit”).
Indisposto Giovanni Sala, lo sostituisce Francesco Demuro. In possesso di uno strumento timbricamente chiaro, omogeneo nell’emissione e malleabile, il tenore si distingue per la dovizia di accenti nel fraseggio, la musicalità ricercata, lo stile rifinito, con un’apprezzabile propensione a sfumare. L’atteso “Ingemisco tamquam reus” è espugnato con sicurezza e un registro acuto brillante, sebbene gli acuti estremi risuonino a tratti forzati.
Il trentenne Adolfo Corrado spicca per una voce sonora, profonda e debordante, sorretta da una tecnica ferrea ed emessa con morbidezza. Servendosi di un pregevole scavo della parola, momenti come “Mors stupebit et natura” e “Confutatis maledictis” sono resi con solida pregnanza e ricchezza di inflessioni.
Sala quasi esaurita e, al termine, festante e sentita accoglienza per tutti gli artisti, con punte di entusiasmo per Michele Gamba. 




Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Stagione sinfonica 2024/25
Giuseppe Verdi
MESSA DA REQUIEM
in memoria di Romano Gandolfi
in occasione del 90° anniversario della nascita
Soprano Maria Teresa Leva
Mezzosoprano Deniz Uzun
Tenore Francesco Demuro
Basso Adolfo Corrado
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano
Direttore Michele Gamba
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Milano, 3 novembre 2024

