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Massy, Opéra de Massy – Norma

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Se è vero che “non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male”, lo stesso si potrebbe dire per l’opera di area parigina, e in particolare della produzione di Norma allestita all’Opéra de Massy (un’ora dal centro di Parigi) con la collaborazione della compagnia di canto lirico Opera 2001 e del Coro Lirico Siciliano.

La scelta di portare in scena un titolo sicuramente impegnativo – se non altro dal punto di vista vocale – in un contesto del genere è sicuramente da apprezzare, anche se la scommessa può dirsi vinta solo in parte. A dominare il palcoscenico, in particolare, è il soprano francese Chrystelle Di Marco, che ci offre una Norma credibile sia dal punto di vista vocale che scenico. La voce scura e la sicurezza nel registro drammatico compensano più che ampiamente alcune piccole sbavature tecniche e di fraseggio in un ruolo notoriamente impervio. Buona prova anche per il mezzosoprano britannico Olympia Hetherington che affronta senza incertezze (ma, forse, senza troppo mordente) il ruolo di Adalgisa. Più diseguale, ma tutto sommato accettabile, la resa di Pollione da parte di Jean-Francois Marras il cui bel timbro non riesce a evitare l’affiorare, di tanto in tanto, di qualche problema di emissione. Analogo discorso può essere fatto per il basso Viacheslav Strelkov (Oroveso), la cui voce piena risulta però strozzata nel registro acuto. Completano il cast la Clotilde di Maria Cristina Ibrogno e il Flavio di Alberto Munafò.

Se il cast vocale offre nel complesso una discreta prova, lo stesso non si può dire dell’orchestra dell’Opéra de Massy e del direttore Constantin Routis che non riescono a restituire i colori delle “lunghe melodie” belliniane senza scadere nella marcetta (pur redimendosi parzialmente sul finale). Decisamente migliore la performance del Coro Lirico Siciliano diretto da Francesco Costa.

Lasciano perplessi le scelte stilistiche e registiche della messinscena di Aquiles Machado. Certo, le ridotte possibilità della macchina scenica fanno propendere per un giudizio mite e inducono a perdonare l’impianto minimal, costruito quasi interamente tramite il massiccio ricorso alle proiezioni. Allo stesso tempo, ci si chiede se non si potessero evitare alcune scelte pacchiane (una su tutte la presenza sullo sfondo di esplosioni à la Star Wars durante il “Guerra! Guerra!”) che rimandano più che altro a un (brutto) videogioco di una ventina d’anni fa. Se poi la scelta di ambientare la vicenda sulla Luna – per quanto non particolarmente originale – potrebbe anche funzionare, non si capisce perché alternare ad ambientazioni cosmiche e fantascientifiche alberi e grattacieli molto terrestri, e il perché dei costumi tradizionali. Non aiutano poi i movimenti impacciati di coro e figuranti, solo in parte riscattati dalla presenza scenica e dalle doti recitative della protagonista.
Se quindi, come dicevamo, la scommessa può dirsi in parte vinta questo è – quasi paradossalmente per un titolo così arduo – dovuto più alle prove dei solisti, che al resto della produzione. Al netto di questi rilievi, non si può che rimanere comunque sorpresi positivamente dalla volontà di un teatro di provincia di mettersi in gioco.

Opéra de Massy
NORMA
Tragedia lirica in due atti
Libretto di Felice Romani
da Norma, ou L’infanticide di Alexandre Soumet
Musica di Vincenzo Bellini

Norma Chrystelle Di Marco
Pollione Jean-Francois Marras
Adalgisa Olympia Hetherington
Oroveso Viacheslav Strelkov
Clotilde Maria Cristina Imbrogno
Flavio Alberto Munafò

Orchestre de l’Opéra de Massy
Direttore Constantin Routis
Coro Lirico Siciliano
Maestro del coro Francesco Costa
Messa in scena Aquiles Machado
Costumi Alfredo Troisi

Produzione di Opera 2001
in collaborazione con l’Opéra de Massy
Massy, 27 aprile 2024

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