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Marco da Gagliano: La Flora – Allabastrina, direttrice Elena Sartori (Glossa CD)

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Il compositore fiorentino Marco da Gagliano (1582- 1643) si colloca alle origini del genere opera lirica. Molti ricordano che scrisse quella Dafne, andata in scena a Mantova nel 1608, in occasione delle nozze di Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia, quando anche Claudio Monteverdi diede alle stampe Il Ballo delle ingrate e l’Arianna (di cui resta solo il celebre lamento). Da Gagliano scrisse un numero impressionante di lavori, sia sacri che profani, e ben 14 opere, di cui due sole arrivate sino a noi: la già citata Dafne La Flora, su libretto di Andrea Salvadori. Una recente incisione targata Glossa ci consente di apprezzare questo raffinato capolavoro.

La Flora ovvero il natale de’ fiori andò in scena il 14 ottobre 1628 al Teatro degli Uffizi in occasione di un altro matrimonio illustre, quello tra Margherita De’ Medici e Odoardo Farnese, duca di Parma. L’opera, divisa in cinque atti e 35 scene, ricorda L’Euridice di Peri sia nella scelta del tema mitologico che nello stile. Il prologo chiarisce il riferimento al matrimonio, mentre il resto della trama riguarda l’amore tra il vento Zeffiro e la ninfa Clori. Dopo una serie di peripezie, i due coronano il loro desiderio d’amore sposandosi: Clori cambia il suo nome in Flora (chiaro il riferimento a Firenze) e dalle lacrime di felicità degli amanti nascono tutti i differenti tipi di fiori. Si tratta dello stesso argomento sviluppato qualche decennio prima dalla sublime arte di Sandro Botticelli nei due celeberrimi dipinti La nascita di Venere e La primavera.

Dal punto di vista musicale, come spiega nelle note del cd il musicologo Lorenzo Mattei, l’opera si presenta come una sorta di summa delle caratteristiche del melodramma fiorentino delle origini: una chiara struttura musicale, recitativi intensamente espressivi (sul modello del monteverdiano Orfeo), lunghe arie strofiche, elementi comico grotteschi (rappresentati dalla figura del dio Pan), la presenza di balli tra un atto e l’altro, l’uso del coro.

Elena Sartori, direttrice artistica e musicale dell’esecuzione di cui riferiamo, spiega di aver visionato anzitutto lo spazio ove andò in scena l’opera e di aver utilizzato l’architettura del luogo come una sorta di guida nella scelta dell’organico strumentale, che si presenta così contenuto. L’orchestrazione della parte del basso continuo è sobria e dettagliata, nel segno della chiarezza e della varietà. Sartori ha pure deciso di tagliare tutte le parti e i personaggi non essenziali per la trama principale ed ha introdotto tra un atto e l’altro improvvisazioni di cornetto, cembalo e percussioni (abbastanza comuni al tempo).

L’esito artistico di questa incisione è di alto livello e restituisce la straordinaria modernità di un lavoro lontano nel tempo ma capace di parlare all’oggi grazie alla ricchezza di situazioni e sentimenti che raggiungono sovente vertici espressivi di immediata presa sul pubblico. Va anzitutto lodata la bellezza delle voci delle due protagoniste Clarissa Reali (Clori/Flora) e Valeria La Grotta (Zeffiro), il loro fraseggio, l’accento, la luminosa musicalità. Molto bravi anche tutti gli altri interpreti, precisi musicalmente, vari nel fraseggio, attenti alla restituzione della parola, in perfetta linea con l’ideale della fusione di teatro, poesia, musica e danza che fu alla base dell’esperienza della Camerata de’ Bardi.

Grande fantasia e continue invenzioni caratterizzano la guida di Elena Sartori, capace di dare adeguato risalto ai tanti personaggi ma pure di imprimere alla narrazione una bella continuità teatrale. La sua direzione, sul podio dell’ottimo ensemble Allabastrina, sa essere insieme ariosa e incisiva, morbida e ricca di abbandoni elegiaci. Notevole pure l’apporto del coro guidato con sapienza ed equilibrio da Alessandro Kirschner.

Marco da Gagliano
LA FLORA
O vero Il natal de’ fiori
Opera in un prologo e cinque atti
Firenze, 1628

Ensemble Allabastrina
Direttrice Elena Sartori

Etichetta: Glossa
Formato: CD

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