Si sono conclusi nell’intima atmosfera del Teatro Duse di Asolo gli Incontri Asolani, quarantaseiesimo Festival internazionale di musica da camera, con lo spettacolo in prima assoluta Il sogno dei sogni. Dante Alighieri e Dante Gabriel Rossetti: universi sonori e visivi, nato da un’idea di Mirko Sernagiotto.
Il racconto si sviluppa come progressiva presa di coscienza da parte Dante Gabriel Rossetti, pittore e poeta britannico, della propria vicinanza a Dante Alighieri non solo per la condivisione del nome, ma anche per il dolore dovuto alla perdita della persona amata: Elizabeth Siddal, ormai morta da anni, diventa progressivamente ai suoi occhi non solo la personificazione, ma quasi la reincarnazione di Beatrice. Questa consapevolezza non è frutto di un percorso logico: per alleviare il tormento del lutto Rossetti abusa del laudano, quella stessa sostanza che ha portato la moglie alla morte, e che gli provoca visioni e l’incoscienza di sé e delle proprie azioni. Ma questo percorso tormentato lo porterà a sognare Alighieri che sogna sé stesso accompagnato da Amore di fronte al feretro di Beatrice; è la visione che appare nel dipinto di Rossetti Il sogno di Dante alla morte di Beatrice.
I testi di Guido Barbieri, voce storica di Radio3, molto attivo nel mondo della drammaturgia musicale, ci inducono a una meditazione sul potere trasfigurante dell’arte che riesce a rendere eterno ciò che invece è caduco. Gli interventi testuali, alternati a passi della Vita Nova e alle parole di Dante Gabriel Rossetti, si sviluppano nella direzione di un progressivo avvicinamento dei due artisti fino a ottenere nel finale un incrocio dei loro testi, quasi diventassero un’unica voce.
La lettura è affidata per i testi duecenteschi alla sapiente voce di Carlo Valli mentre Francesco Zanetti ben incarna i tormenti dell’artista ottocentesco; la loro performance però non è dal vivo ma fa parte di un’affascinante videoproiezione, curata da Francesco Lopergolo. Le riproduzioni delle pitture, per la maggior parte pre-raffaellite, ma anche del Duecento o di codici antichi, sono proiettate su un telo bianco, probabilmente simboleggiante un sudario, che separa la scena dal pubblico. Possono essere mostrate nella loro forma originale o trasfigurate come delle allucinazioni, quasi entrassimo nella percezione alterata della realtà del protagonista; a esse si alternano immagini ambientali evocative e frammenti in cui Zanetti rappresenta Rossetti nel suo studio alle prese con le fatiche letterarie e la tentazione del laudano. Queste visioni danzano al ritmo delle musiche proposte dall’Ensemble La Reverdie, con le percussioni di Lorenzo d’Erasmo. Posti dietro il diaframma bianco, gli artisti diventano evocazioni e spettri che, per merito delle luci disegnate da Carlo Villa, si integrano nel contesto visuale o ne scompaiono. In questo sogno si alternano con eleganza musiche originali del Trecento di Francesco Landini, musiche della polifonia trecentesca a cui vengono adattati i sonetti in lingua originale di Dante Gabriel Rossetti e musiche di nuova composizione.
L’ensemble ci ha condotto con delicatezza in questi percorsi stilistici fra esecuzione storicamente informata e contemporaneità, lasciando l’impressione di essere di fronte a emanazioni spirituali sonore delle apparizioni visive. Al compositore Andrea Melis è stato affidato il compito di porre in musica il sonetto dantesco A ciascun’alma presa e gentil core, dalla Vita Nova, in cui è descritto un altro sogno: Beatrice dorme in braccio ad Amore; questi la sveglia e le fa mangiare il cuore del poeta. La composizione è una dolcissima polifonia, ogni tanto punteggiata dal timbro caldo della marimba; si nota l’attenzione che il maestro ha verso il testo, perché ne segue le naturali accentazioni e lo rende intelligibile accompagnando la melodia con dei contrappunti leggeri ed eterei.
La conclusione dello spettacolo è invece affidata al compositore Guido Morini. L’efficacia del suo brano è sottolineata dalle visioni immersive in uno dei quadri più famosi che ritraggono la moglie di Dante Gabriel Rossetti, Ophelia di John Everett Millais. In questo caso il testo del profeta biblico Gioele Effundam spiritum meum sull’importanza spirituale di sogni e visioni viene posto in musica come un duetto bachiano: si percepisce l’influenza di Den Tod Niemand zwingen kunnt’ dalla cantata 4 Christ Lag in Todes Banden con le voci femminili che si rincorrono su espressive dissonanze sempre risolte e accompagnate dalla presenza costante e delicata della marimba. Si può ritenere che questa evocazione sia proprio il segno della vittoria della visione artistica sopra la morte stessa.
Da sottolineare l’importanza della parola recitata: non appare mai come una semplice lettura significativa ed evocativa, ma diventa parte del tessuto sonoro complessivo, una specie di seconda musica che accompagna le immagini. Lo spettacolo, intenso e sviluppato su una drammaturgia coinvolgente e coerente in cui non è importante il racconto dei fatti ma lo sviluppo delle visioni, riscuote il consenso unanime del pubblico e conclude con successo gli Incontri Asolani. 




Incontri Asolani. XLVI
Festival Internazionale di musica da camera
IL SOGNO DEI SOGNI
Dante Alighieri e Dante Gabriel Rossetti: universi sonori e visivi
Musiche di Francesco Landini, Guillaume Dufay,
Johannes Martini, Andrea Melis, Guido Morini
Ensemble La Reverdie
Claudia Caffagni, voce, liuto
Livia Caffagni, voce, flauti, viella
Elisabetta de Mircovich, voce, viella, ribeca
Teodora Tommasi, voce, arpa gotica, flauti
Lorenzo d’Erasmo, percussioni, salterio, marimba
Carlo Valli, voce di Dante Alighieri
Francesco Zanetti, voce e volto di Dante Gabriel Rossetti
Testi di Guido Barbieri, Dante Alighieri, Dante Gabriel Rossetti
Multivisioni di Francesco Lopergolo
Calligrafie di Bruno Griparich
Disegno luci Carlo Villa
da un’idea di Mirko Sernagiotto
Teatro Duse, Asolo (TV), 13 settembre 2024

