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Genova, Teatro Carlo Felice – Idomeneo

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Enigmatico capolavoro mozartiano, Idomeneo, re di Creta ha conquistato venerdì 16 febbraio il pubblico del Teatro Carlo Felice, palesemente incantato dal fastoso allestimento firmato da Matthias Hartmann e dalla pregevolissima esecuzione musicale diretta da Riccardo Minasi. Lo spettacolo, a suo tempo prodotto dal Teatro alla Scala, è approdato nella sala genovese in una edizione più curata e rifinita di quella milanese: Hartmann ha infatti ripreso la sua regia con estrema cura, coinvolgendo cantati e massa corale, mentre Minasi ha ripristinato alcune pagine musicali che lo stesso Mozart tagliò a ridosso della prima esecuzione assoluta nel 1781 al Teatro di Corte di Monaco di Baviera. La lunghezza del terzo atto preoccupava non poco il compositore, così come la stanchezza vocale dell’ormai piuttosto anziano tenore protagonista Anton Raaff, costringendo Mozart ad alcuni dolorosi tagli fra i quali la sublime aria finale di Idomeneo “Torna la pace al core” e la furente aria di Elettra “D’Oreste, d’Aiace”.

Stranamente, Minasi recupera l’aria di Elettra (spettacolare e amatissima, del resto, dal pubblico), ma non l’ultima aria del protagonista, ed è un vero dispiacere anche perché Antonio Poli nel ruolo di Idomeneo avrebbe potuto, forse, darne una esecuzione di notevole fascino. Il giovane tenore di Viterbo possiede voce di bellissimo colore, estesa e duttile, mezzevoci ben sostenute e mai stimbrate, acuti facili e fraseggio accurato. Un po’ carente, in questo tipo di ruoli, è però il canto di agilità. La temibile aria “Fuor del mar” (un Allegro maestoso in re maggiore), nella quale Idomeneo paragona il suo stato d’animo a quello di un mare in tempesta attraverso vertiginosi vocalizzi, lo trova costretto a rallentare e a spianare alcuni abbellimenti, trilli compresi, nonostante lo splendido sostegno orchestrale offertogli dal direttore d’orchestra.

La sollecita cura con cui Minasi sorregge e guida tutto il cast a sua disposizione è encomiabile. Alternando oasi di stupefatto languore ad altre nervose e vibranti, Minasi crea sempre il giusto clima per ogni situazione scenica. Compito non facile con una partitura composita come questa, dove la rigida struttura da “opera seria” di stampo metastasiano viene continuamente lacerata da Mozart attraverso impressionanti e profetiche anticipazioni di quanto il salisburghese saprà fare con i capolavori creati sui libretti di Da Ponte. Emblematico in tal senso il quartetto “Andrò ramingo e solo”, vertice della partitura e di questa esecuzione genovese. I molti recitativi accompagnati, fondamentali in quest’ opera, sono splendidamente eseguiti dal direttore d’orchestra e dai cantanti di madrelingua italiani, risparmiandoci gli scempi linguistici di molte esecuzioni.

In tal senso Poli è perfetto, cosi come la magnifica Ilia di Benedetta Torre, che cesella con grazia infinita le sue bellissime arie, o il vibrante Idamente di Cecilia Molinari, impressionante nella caratterizzazione del giovane figlio di Idomeneo. Più interlocutoria la prova di Lenneke Ruiten nel ruolo di Elettra. Fraseggiatrice autorevole, la Ruiten possiede, purtroppo, acuti striduli e fragilità nel registro grave. Incapace di addolcire il proprio timbro in “Idol mio, se ritroso”, rovina in parte il magnifico pathos creato dal direttore d’orchestra. Giorgio Misseri, nel convenzionale, ma fondamentale ruolo di Arbace, spara sopracuti non ben padroneggiati e dovrebbe curare di più il canto di agilità. Giustamente tonante la voce di Ugo Guagliardo nel ruolo di Nettuno, ed efficienti e puntuali il Gran Sacerdote di Blagoj Nacoski, le Due cretesi di Lucia Nicotra e Maria Letizia Poltini e i Due troiani di Damiano Profumo e Franco Rios Castro. Trionfale, infine, la prestazione del Coro diretto da Claudio Marino Moretti, che Mozart utilizza alla stregua dei cantanti protagonisti.

La scenografia di Volker Hintermeier, una scena fissa rotante nel quale l’enorme testa di toro (emblema maschile) si contrappone alla carena di una nave naufragata (emblema femminile) impressiona per la maestosità della realizzazione e convince pienamente il pubblico, che a fine serata applaude tutti gli interpreti con entusiasmo.

Teatro Carlo Felice – Stagione 2023/24
IDOMENEO
Dramma per musica in tre atti
Libretto di Gianbattista Varesco
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Idomeneo Antonio Poli
Idamante Cecilia Molinari
Ilia Benedetta Torre
Elettra Lenneke Ruiten
Arbace Giorgio Misseri
Gran Sacerdote Blagoj Nacoski
Voce di Nettuno Ugo Guagliardo
Due cretesi Lucia Nicotra, Maria Letizia Poltini
Due troiani Damiano Profumo, Franco Rios Castro

Orchestra, coro e tecnici dell’Opera Carlo Felice
Direttore Riccardo Minasi
Maestro del coro Claudio Marino Moretti
Regia Matthias Hartmann
Scene Volker Hintermeier
Costumi Malte Lübben
Coreografie Reginaldo Oliveira
Luci Mathias Märker / Valerio Tiberi
Balletto Fondazione Formazione Danza e Spettacolo “For Dance” ETS

Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
Genova, 16 febbraio 2024

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