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Firenze, Teatro del Maggio, Auditorium – Peer Gynt

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Edvard Grieg (Bergen, 1843-1907) è sicuramente il compositore norvegese più famoso al mondo e ciò è dovuto principalmente alle musiche di scena di Peer Gynt, il poema drammatico in cinque atti di Henrik Ibsen andato in scena per la prima volta nel 1876 a Christiania, l’odierna Oslo. All’epoca Ibsen deve ancora approdare ai testi che lo renderanno un drammaturgo tra i più noti, come Casa di bambola o Spettri; quando nel 1874 inizia a pensare di mettere in scena Peer Gynt, il cui testo era già stato pubblicato in tre diverse edizioni, intuisce che per rendere più appetibile al pubblico questo poema drammatico moraleggiante ha bisogno di un commento musicale, prassi comunque piuttosto comune all’epoca. La scelta ricade su Grieg, un musicista emergente, ma che inizia a godere di discreta fama anche all’estero, specialmente in Germania. Il compositore accetta di buon grado la proposta, sia per il compenso economico che per l’ammirazione nei confronti di Ibsen. La composizione si rivela meno facile del previsto, dato che Grieg si ritrova a lavorare su un soggetto la cui musicalità non lo convince e su cui non si sente libero di esprimersi totalmente, dati i vari paletti imposti dal drammaturgo, ma dopo due anni la prima di Peer Gynt si rivela un grande successo anche e soprattutto per l’aspetto musicale. L’impatto di questa composizione è talmente forte che lo stesso Grieg estrarrà otto movimenti per realizzare due suites orchestrali nel 1888 e nel 1893, che entreranno stabilmente nel repertorio sinfonico.

Se infatti è facile essere venuti in contatto con queste suites, in concerto o in registrazione, meno frequente è poter sentire tutta la musica composta da Grieg per la rappresentazione scenica. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino inaugura il 2024 con questo titolo in forma di concerto, ma includendo le parti recitate in italiano, opportunamente riadattate da Pier Paolo Pacini, il quale aveva già curato l’ultimo allestimento di Peer Gynt a Firenze nel 2002. In questa occasione vengono impegnati solo tre attori: Sandro Lombardi che interpreta in modo un po’ enfatico il ruolo del protagonista, Elena Ghiaurov nei panni della madre Aase e della amata Solveig, e Annibale Pavone, un mago assai efficace. Questi declamano le loro parti dal proscenio, così come fanno anche le interpreti femminili delle due parti soliste previste dalla partitura.

Olha Smokolina sfoggia un bel timbro brunito nel canto di Anìtra, giocato più su un buon senso del ritmo e sulla proiezione che sul volume. Ad Aitana Sanz Pérez spetta il più consistente ruolo di Solvejg, a cui il soprano dona una voce cristallina e ben modulata in accenti cullanti ma mai patetici. Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, da parte sua, offre una vocalità vigorosa ai suoi interventi e presta tre membri della sezione femminile (Costanza Antunica, Nadia Pirazzini e Chiara Chisu) per le parti delle tre mandriane nel secondo atto.

A tenere insieme i fili dell’operazione troviamo sul podio Nikolas Nägele che affronta la partitura con bel piglio teatrale. Il discorso musicale si fa intenso e incalzante nei passi più concitati ma si abbandona anche a oasi liriche e distese in un perfetto ritmo narrativo che fa della musica la vera protagonista della serata. Non vi è retorica o rivoluzione nella direzione di Nägele, ma un chiaro intento narrativo che si rivela perfetto per un primo ascolto e concede sempre momenti di interesse anche all’ascoltatore più assiduo. Merito è anche di un’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in ottima forma, che brilla in tutte le sezioni, in un pezzo che concede anche ad alcune prime parti di emergere nei brevi assoli che costellano la partitura, come quello della viola nel preludio.
In definitiva, una bella serata di musica salutata da intensi applausi del pubblico piuttosto folto presente alla replica. Un ottimo inizio, dunque, per una seconda parte di stagione dove dominano soprattutto i concerti, mentre per i melomani non resta che attendere il Don Pasquale di marzo

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – Stagione 2023/24
PEER GYNT
Musiche di scena op. 23 di Edvard Grieg
per il dramma omonimo di Henrik Ibsen per soli, coro e orchestra

Peer Gynt Sandro Lombardi
Solvejg Aitana Sanz Pérez
Anìtra Olha Smokolina
Aase, Solvejg Elena Ghiaurov
Il mago Annibale Pavone
Tre mandriane Costanza Antunica,
Nadia Pirazzini, Chiara Chisu

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Nikolas Nägele
Maestro del coro Lorenzo Fratini
Drammaturgia Pier Paolo Pacini

Firenze, 17 gennaio 2024

 

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