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Bolzano, Teatro Comunale – Dorian Gray (prima assoluta)

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La Fondazione Haydn di Bolzano e Trento programma la stagione lirica 2023/24 rinnovando per l’ultimo anno la propria collaborazione con il direttore artistico Matthias Lošek che da sempre ha avuto un occhio di riguardo per il panorama musicale contemporaneo. Per la nona stagione consecutiva, il Trentino-Alto Adige guarda con interesse al repertorio a cavallo tra XX e XXI secolo, con una spiccata predilezione per gli ultimi lustri. Nothing is written è il filo conduttore che traccia la rotta di questa stagione: stando alle parole di Lošek “niente è impossibile” e “tutto ha sempre un nuovo inizio” come ben esemplifica la prima assoluta di Dorian Gray, partitura dal titolo emblematico, con musica di Matteo Franceschini e libretto di Stefano Simone Pintor.

Questa commissione chiude un percorso avviato qualche anno fa con Toteis di Manuela Kerer e portato avanti con Peter Pan – The Dark Side di Wolfgang Mitterer. Il progetto ha l’ambizione di valorizzare le forze locali, presenti nell’Euregio (il territorio che comprende Tirolo e Trentino-Alto Adige), per dare voce a chi rappresenta da vicino la realtà in cui è sita la Fondazione Haydn. Allo stesso tempo questo titolo si inserisce in una narrazione che negli anni ha esplorato i classici della letteratura mondiale quali A Christmas Carol, Alice e Peter Pan.

Nell’ossessione del tempo che scorre e della giovinezza che inesorabilmente se ne va vi è tutta la modernità della vicenda narrata da Wilde: la costante lotta contro il decadimento viene colta da autore e librettista in un compendio che ben riassume i contenuti del romanzo, dando risalto alle riflessioni tipiche dell’età vittoriana quali il perbenismo, l’ipocrisia e l’egoismo. La forza dello spettacolo risiede anche nella sua suddivisione in un prologo, sei capitoli (ciascuno riferito a uno dei personaggi), e un epilogo che strutturano la serata secondo tempi cinematografici. Nessuno dei capitoli è specificamente dedicato a Dorian ma lui è presente in tutti poiché muove l’azione ed è indispensabile per dare concretezza anche agli altri personaggi.
In un certo senso Franceschini sfrutta le caratteristiche tanto del romanzo, e di altri lavori di Wilde, oltre a un saggio emblematico di Umberto Galimberti, quanto del libretto approntato per l’occasione: ne sortisce una definizione musicale ben caratterizzata dei protagonisti che delinea con cura le individualità e le rispettive fragilità. La fusione tra recitazione e canto, quest’ultimo frammisto a elementi legati a disparati linguaggi e generi del passato, combina tradizione a sperimentazione elettronica.

Che l’allestimento sia curato per la regia dallo stesso librettista è poi un punto di forza non indifferente poiché Pintor ha la consapevolezza dei tempi teatrali e la capacità di sfruttare al massimo l’efficacia della recitazione, con la conoscenza dettagliata della vicenda e del testo. Al suo fianco agisce Gregorio Zurla che immagina delle scene ingombre di pochi oggetti, tra i quali predominano invece molte cornici: si ha come l’impressione di stare nel bel mezzo di una collezione di quadri che prendono vita per raccontarci le loro tragiche verità. Allo stesso modo appaiono efficaci i costumi ideati da Alberto Allegretti e le luci approntate con intuito da Fiammetta Baldiserri. Ne sortisce uno spettacolo capace di tenere sempre desta l’attenzione, costruito intelligentemente tanto dal punto di vista drammaturgico quanto musicale.

Come già ben si evinceva nella concertazione di Alice dello stesso Matteo Franceschini (giugno 2021), anche al cospetto della sua nuova fatica, il direttore Rossen Gergov valorizza il linguaggio autoriale dando risalto all’intreccio e al dipanarsi della narrazione. Il merito va ascritto anche all’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento la quale è ormai intimamente legata al repertorio contemporaneo di cui offre sempre prove accurate. Il cast è ben assortito e agisce con solerzia e omogeneità: Laura Muller è Dorian Gray en travesti, Manuel Nuñez Camelino Basil, Giulia Bolcato Sibyl, Alexandre Baldo Alan, Ugo Tarquini James, Elena Caccamo Gladys, Mathieu Dubroca Harry.
Il buon successo finale, dopo due ore di spettacolo seguito con attenzione dal pubblico, conferma la curiosità che desta il repertorio contemporaneo e il riuscito sodalizio tra Franceschini e Pintor.

Teatro Comunale / Programma Opera 2023/24
DORIAN GRAY
Libretto di Stefano Simone Pintor
Musica di Matteo Franceschini

Dorian Gray Laura Muller
Basil Manuel Nuñez Camelino
Sibyl Giulia Bolcato
Alan Alexandre Baldo
James Ugo Tarquini
Gladys Elena Caccamo
Harry Mathieu Dubroca

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direttore Rossen Gergov
Regia Stefano Simone Pintor
Scene Gregorio Zurla
Costumi Alberto Allegretti
Luci Fiammetta Baldiserri
Video Virginio Levrio

Prima assoluta
Bolzano, 16 marzo 2024

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