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Asti, Teatro Alfieri – Tosca

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L’opera torna ad Asti grazie a un impegno condiviso tra Teatro Alfieri, Amministrazione comunale e Impresa Lirica Francesco Tamagno. Venerdì 26 gennaio il magnifico teatro astigiano ha ospitato una bella rappresentazione di Tosca di Giacomo Puccini, già applaudita ad Alba nel dicembre scorso, realizzata grazie a un progetto triennale, curato da Giuseppe Raimondo, che ha ottenuto fondi dal Fus e ha consentito di riportare spettacoli lirici non solo nella cittadina di Vittorio Alfieri e ad Alba ma pure a Bra, Savigliano e Venaria Reale. Oltre al capolavoro pucciniano, lo scorso anno, è stata messa in scena con vivo successo La tragédie de Carmen di Peter Brook. Vivissimo il successo pure per questa Tosca tenacemente voluta dal direttore artistico della “nascente” stagione lirica astigiana Renato Bonajuto e dal Comune, rappresentato in sala dal sindaco Maurizio Rasero e dal giovane assessore alla cultura Paride Candelaresi.

L’operazione presenta tuttavia ulteriori valenze. Il coro, guidato da Mauro Trombetta, era costituito da due compagini: Francesco Tamagno e San Gregorio Magno di Trecate, con la presenza anche di non professionisti. Un modo per coinvolgere ancor più il territorio. L’esito è apprezzabile, così come hanno fatto bene le voci bianche dell’istituto comprensivo “Caduti di Cefalonia” di Torino, guidate da Entela Kulla.

Le scene dello spettacolo, poi, sono state restaurate grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Torino: si tratta di scene in carta dipinte nel 1902 e firmate “Bosio”, donate agli organizzatori dagli eredi dello storico impresario piemontese Vittorio Bertone. Un salto indietro nel passato, nel gusto dell’epoca in cui andò in scena per la prima volta il capolavoro pucciniano (che, come noto, è targato 1900). Fondali dipinti di pregevole finezza, funzionali al racconto del dramma che viene dipanato in maniera chiara dalla regia di Siria Colella, fedele alle didascalie del libretto, con le belle luci di Gianfranco Ferrari.

La parte musicale fa leva sulla solida concertazione del giovane Nicolò Jacopo Suppa, capace di tenere le fila dell’orchestra “Bartolomeo Bruni”, non sempre efficientissima nel rispondere alle sollecitazioni del maestro. Suppa conosce bene la partitura e ne dà prova nella naturalezza con cui porta avanti la narrazione ma soprattutto nella sensibilità che rivela nell’accompagnare il canto. Sul palco un terzetto di protagonisti di sicura esperienza teatrale.

Walter Fraccaro, alla non più verdissima età di 65 anni, si impegna a fondo per offrire il ritratto di un Cavaradossi appassionato e pieno di slanci. La voce è bella, il fraseggio vario, gli acuti perentori (il suo lunghissimo “Vittoria!” si guadagna un applauso a scena aperta) ma non sempre la linea di canto e l’intonazione tengono in modo adeguato. Alberto Gazale è uno Scarpia scenicamente efficacissimo e vocalmente a fuoco sia quando si tratta di insinuare, sia quando la passione erotica o l’altero esercizio del potere prendono il sopravvento. Tuttavia, si sa che Tosca è opera da primadonna. Ad Asti, debuttava nel ruolo la giovane cantante bresciana Marta Mari che ha tutte le carte in regola per fare una grande carriera. La sua è una Tosca che fonda le proprie ragioni espressive sul canto, dunque su musicalità (eccellente, nel suo caso), pienezza e luminosità di un timbro scuro e rotondo, omogeneo in ogni registro, sostenuto da una linea impeccabile. Marta Mari è poi capace di dosare il peso sonoro di uno strumento importante, piegandolo a eterei pianissimi (sempre perfettamente timbrati), senza rinunciare ad acuti squillanti e lucenti; il tutto, con una intensità di fraseggio mai manieristico ma sempre perfettamente calibrato sul momento emotivo. Il pubblico le tributa un autentico trionfo e lei, generosamente, fa il bis di “Vissi d’arte”. Adeguati al ruolo gli altri interpreti: il sagrestano misurato di Andrea Porta, l’ottimo Angelotti di Davide Procaccini, Carlo Checchi (Spoletta) e Gabriele Barinotto (Sciarrone).

Teatro Vittorio Alfieri – Circuito Lirico Piemontese
TOSCA
Melodramma in tre atti
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
dal dramma omonimo di Victorien Sardou
Musica di Giacomo Puccini

Floria Tosca Marta Mari
Mario Cavaradossi Walter Fraccaro
Barone Scarpia Alberto Gazale
Sagrestano Andrea Porta
Cesare Angelotti Davide Procaccini
Spoletta Carlo Checchi
Sciarrone Gabriele Barinotto

Orchestra “Bartolomeo Bruni” di Cuneo
Cori: Francesco Tamagno e San Gregorio Magno di Trecate
Coro di voci bianche dell’Istituto Comprensivo “Caduti di Cefalonia”, Torino
Direttore Nicolò Jacopo Suppa
Maestro del coro Mauro Trombetta
Maestro del coro voci bianche Entela Kulla
Regia Siria Colella
Luci Gianfranco Ferrari

Produzione: Lirica Tamagno
Asti, 26 gennaio 2024

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