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Verona, Teatro Filarmonico – Un ballo in maschera

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Un tuffo nel passato, che rimanda all’estetica registica e scenografica che verosimilmente caratterizzò l’epoca in cui visse Giuseppe Verdi. Un ballo in maschera, in programma  in chiusura di stagione al Teatro Filarmonico di Verona, è quello stesso allestimento prodotto dal Regio di Parma nel 2019 con le scene originali di uno spettacolo del 1913, firmate da Giuseppe Carmignani, in occasione del centenario verdiano e fortunosamente recuperate (e restaurate) dai soffitti del teatro. Questa storia viene evocata dalle immagini proiettate all’inizio, mentre l’orchestra suona il Preludio dell’opera, con le scene che vengono dispiegate e poi sistemate da mani pazienti.
A Verona, si ritrova lo stesso team che lavorò allora a Parma: i bei costumi in stile settecentesco di Lorena Marin, le luci calde di Andrea Borelli, in grado di valorizzare gli scorci prospettici delle scenografie antiche, il coordinamento dello spazio scenico e gli arredi, firmati da Leila Fteita, il cui gusto è fuori discussione. La regia sobria e didascalica di Marina Bianchi consente di apprezzare ancor più il contesto scenografico e – come si dice in questi casi – di concentrarsi sulla musica. Che trova negli interpreti un’esecuzione di livello.

A cominciare dalla direzione tesa e vibrante di Francesco Ivan Ciampa, che riesce a rimanere in ammirevole equilibrio tra la dimensione ironica e scanzonata e quella più struggente e tormentata di questo capolavoro. La scrittura strumentale – così raffinata nella sua leggerezza francesizzante – ne viene valorizzata, così come il respiro melodico di cui la partitura è ricchissima. L’orchestra areniana risponde con sollecitudine al gesto incisivo del direttore, tendendo un arco narrativo entro il quale ciascuna situazione e ciascuna emozione trovano la loro giusta collocazione.

Nel cast, brilla anzitutto la prova di Luciano Ganci, Riccardo ideale per bellezza di un timbro schiettamente tenorile, luminoso e chiaro, generoso nella ricchezza di armonici dell’impasto dei centri, squillante in acuto. Tuttavia, la prova del tenore romano non è maiuscola solo in virtù dell’indiscutibile malia della voce, ma pure perché l’artista è capace di un fraseggio vario e ricco di sfumature, dallo slancio della prima aria al ripiegamento intimista dell’ultima, passando per la giocosità della ballata e del successivo quartetto. Perfetto il confronto con l’Oscar brillante e malizioso di Enkeleda Kamani, con quella voce agile e facile al virtuosismo, così vivace anche scenicamente.
Maria José Siri è artista di rara intelligenza musicale: la sua Amelia poggia su un’interpretazione convincente anzitutto per l’intima adesione alle ragioni più profonde di questo meraviglioso personaggio. Il canto è sempre sorvegliato e sostenuto da un ottimo controllo del fiato, il fraseggio curato, la dizione scandita. Simone Piazzola non è parso in perfetta forma vocale, tuttavia il suo Renato è forte di una voce ampia e robusta, piegata con sensibilità in particolare nella sua aria “Eri tu”. Maria Ermolaeva ha sostituito l’annunciata Anna Maria Chiuri, indisposta, e l’impressione è che il mezzosoprano russo non abbia avuto gran tempo di provare con il direttore e i colleghi, per cui ci limiteremo a riconoscere la bella consistenza timbrica e le più che discrete intenzioni interpretative. Bene hanno fatto gli interpreti delle parti di fianco: il sonoro Silvano di Fabio Previati, gli ottimi congiurati di Romano Dal Zovo (una garanzia, nella parte di Samuel) e Nicolò Donini (Tom), Salvatore Schiano Di Cola (un giudice/ un servo di Amelia). Roberto Gabbiani ha svolto un pregevole lavoro con il Coro areniano, preciso e intonato.
Al termine, buon successo per tutti.

Fondazione Arena di Verona – Teatro Filarmonico
UN BALLO IN MASCHERA
Melodramma in tre atti di Antonio Somma,
da Gustave III ou Le bal masquè di Eugene Scribe

Musica di Giuseppe Verdi

Riccardo Luciano Ganci
Renato Simone Piazzola
Amelia Maria José Siri
Ulrica Maria Ermolaeva
Oscar Enkeleda Kamani
Silvano Fabio Previati
Samuel Romano Dal Zovo
Tom Nicolò Donini
Un giudice/ Un servo di Amelia Salvatore Schiano Di Cola

Orchestra, Coro e tecnici della Fondazione Arena di Verona
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Maestro del coro Roberto Gabbiani
Regia Marina Bianchi
Scene Giuseppe Carmignani
Coordinamento spazio scenico e arredi Leila Fteita
Costumi Lorena Marin
Luci Andrea Borelli

Allestimento storico (1913) del Teatro Regio di Parma
In coproduzione con Auditorio de Tenerife
Verona, 20 dicembre 2023

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