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Piacenza, Teatro Municipale – Otello

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Otello, un dramma borghese della gelosia. Così il regista Italo Nunziata guarda al capolavoro di Giuseppe Verdi che ha inaugurato con vivo successo la stagione del Teatro Municipale di Piacenza. Un allestimento essenziale, ambientato a fine Ottocento (cromaticamente eleganti i costumi di Artemio Cabassi), entro le scene semplici di Domenico Franchi: alte pareti di rame ossidate dal mare o forse dal tempo, una sorta di prigione che, pur aprendosi verso l’esterno, ha sempre del di fuori una visione straniante. Uno spazio mentale, in fondo, ove, complici le belle luci di Fiammetta Baldiserri, si amplifica l’ossessione del protagonista e ci si concentra sulla natura sostanzialmente intimista di quest’opera. Ovvio che, secondo una tale prospettiva, il lavoro registico debba fare perno sui personaggi e in particolare sui tre protagonisti, stante il fatto che il coro si colloca in modo alquanto statico e “decorativo” sul palco.

Quello che più di tutti coglie e restituisce con rara efficacia le intenzioni registiche è Luca Micheletti, uno Jago che fa tesoro della sua esperienza di attore e regista di prosa per offrire un’immagine bieca e insinuante dell’alfiere, a tratti irritante nella sua altera determinazione. Un’immagine davvero mefistofelica e “pretesca” (per usare un termine caro a Verdi). Ma il lavoro interpretativo di Micheletti si esprime anche nell’attenzione alla parola, nella capacità di restituirla con chiarezza di dizione ed estrema varietà di accenti, proprio come se si fosse a una recita di prosa (esemplare il suo “Credo”, reso con analitica sottigliezza, come il “sogno”, per nulla calligrafico). Con tutto ciò, il canto è sempre ben sostenuto, nel segno di una morbidezza di emissione che valorizza la consistenza scura di una voce che “corre” in teatro.
Risalta ancora di più il contrasto con la liliale purezza di una Desdemona che trova nella figura e nel canto di Francesca Dotto un’interpretazione ideale per compostezza scenica e freschezza timbrica. La voce del soprano è particolarmente preziosa nei centri, cremosi e densi, e sa piegarsi a un fraseggio partecipe e palpitante di calda umanità, tale da rendere ragione sia della adolescenziale ingenuità di Desdemona, sia della sensualità e della nobile dignità che la contraddistinguono. Otello è Gregory Kunde, artista che torna a confrontarsi con questo ruolo alla non più verde età di 70 anni con un vigore e un carisma ammirevoli. La pasta vocale conserva una tornita bellezza nei centri, gli acuti sono perentori, il fraseggio curato. Ciò detto, la linea non è sempre fermissima, i fiati a volte non la sostengono adeguatamente, la voce tende a stimbrarsi nei gravi. Limiti, questi ultimi, che vengono tuttavia ampiamente riscattati dall’intelligenza di un interprete che offre al pubblico il ritratto di un maturo uomo d’azione ancora forte ma in fondo stanco ed emotivamente fragile. Un Otello crepuscolare, in un certo senso, introverso e virile insieme, autorevole e tormentato: in definitiva, umanissimo e proprio per questo convincente.
Ottime nel complesso le parti di fianco: il Cassio incisivo e ben cantato di Antonio Mandrillo, il tonante Lodovico di Mattia Denti, Alberto Petricca quale più che discreto Montano, Carlotta Vichi nei panni di un’Emilia di lusso. Completavano il cast Andrea Galli (Rodrigo di voce chiara e agile) ed Eugenio Maria Degiacomi (un araldo).

Sul podio dell’Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini, il giovane Leonardo Sini sceglie di dipanare la scrittura verdiana con tempi rapidi, ritmi asciutti e incisivi, marcati contrasti dinamici e timbrici. L’esito è di un effetto teatralissimo che non inficia la resa emotiva delle pagine più liriche, ricche di vibrazioni e di vellutata morbidezza, nonché di una pregevole varietà cromatica. Molto bravi per impasto e chiaroscuri i coristi del teatro Municipale, guidati da Corrado Casati, così come, al netto di una qualche incertezza di intonazione, si sono fatti apprezzare i ragazzi del coro di voci bianche del Conservatorio Nicolini, diretti da Giorgio Ubaldi.

Teatro Municipale di Piacenza
OTELLO
Dramma lirico in quattro atti di Arrigo Boito
Musica di Giuseppe Verdi

Oltello Gregory Kunde
Jago Luca Micheletti
Cassio Antonio Mandrillo
Roderigo Andrea Galli
Lodovivo Mattia Denti
Montano Alberto Petricca
Un araldo Eugenio Maria Degiacomi
Desdemona Francesca Dotto
Emilia Carlotta Vichi

Orchestra dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini
Direttore Leonardo Sini
Voci bianche del Conservatorio Nicolini
preparate da Giorgio Ubaldi
Regia Italo Nunziata
Scene Domenico Franchi
Costumi Artemio Cabassi
Luci Fiammetta Baldiserri

Nuovo allestimento
coproduzione Teatro Municipale di Piacenza
Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena
Teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia
Teatro Coccia di Novara, Teatro Sociale di Rovigo
Piacenza 16 dicembre 2023

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