Chiudi

Monte-Carlo, Salle Garnier – The Phantom of the Opera

Condivisioni

Cecilia Bartoli, al suo secondo anno alla guida dell’Opéra di Monte-Carlo e prossimamente Cleopatra nel Giulio Cesare di Händel programmato il prossimo gennaio alla Salle Garnier, si è fatta promotrice di un grande evento che ha visto, dal 16 al 31 dicembre, la messa in scena di ben venti recite di un nuovo allestimento del musical The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber coprodotto col Temple Live Entertainment Ltd e Broadway Italia Srl. Appuntamento da non perdere, non solo perché questo celebre musical non era mai stato fino a oggi prodotto in Francia, ma anche perché per la prima volta approda sulle scene monegasche (nella versione originale in inglese) in un allestimento sofisticato e ricco di suggestioni. Il risultato è stato sopra ogni più rosea aspettativa: sold out per tutte le recite ed entusiasmo alle stelle da parte di un pubblico internazionale. Cecilia Bartoli ha dunque vinto una sfida importante ed è stata lungimirante nel comprendere che tenere aperto il teatro nelle festività natalizie, per di più con un titolo fuori dai comuni schemi operistici e di immediata presa popolare come questo, poteva essere una carta vincente. Così è stato.

Da quando apparve nel 1986, il musical di Webber è divenuto da subito un classico del genere, ispirato a un romanzo scritto da Gaston Leroux ai primi del Novecento che ebbe un successo enorme, tanto da ispirare nel tempo, insieme al teatro, anche il cinema e la televisione. La storia d’amore impossibile fra il bel soprano Christine e il misterioso Fantasma, un uomo sfigurato che ha mezzo viso coperto da una maschera bianca e vive nei sotterranei dell’Opéra di Parigi alla fine dell’Ottocento, ha offerto l’ispirazione per quello che, anche per numeri di rappresentazioni alla mano, è da ritenersi il più amato e noto musical della storia.

Vederlo all’interno della Salle Garnier di Monte-Carlo, fra gli ori e gli stucchi illuminati da una luce fantasmagorica, ha costituito l’elemento più fascinoso dell’intera operazione. L’allestimento di Federico Bellone passa dal palcoscenico all’interno stesso dalla sala in un gioco di rimandi continui di luci, atmosfere e cambi di scena a vista. Oggetto dell’azione non è infatti solo il palco, dove una pedana girevole mostra le scene di un teatro, il backstage e i suoi misteriosi sotterranei acquitrinosi, quelli illuminati a lume di candela dove vive il fantasma, ma anche la sala stessa del Garnier, palcoscenico naturale per l’azione. Ed è così che il gigantesco lampadario che s’incendia e cade sul pubblico alla fine del primo atto per volere del Fantasma è riprodotto come fosse quello del Garnier stesso. Non siamo all’Opéra di Parigi, ma sappiamo che fu comunque sempre Garnier, dopo aver disegnato l’architettura del gigantesco teatro parigino, ad aver donato a Monte-Carlo una sala più piccola ma decorata con uno stile che riflette nei suoi stucchi dorati la magia misteriosa del racconto, in bilico fra momenti di leggera distensione, talvolta anche ironici (soprattutto nel dar voce alle ambasce degli impresari nel far fronte alle sventure provocate dall’agire del Fantasma e ai capricci della primadonna Carlotta e al tenore che l’accompagna), e le melodie più belle, quelle che disegnano il legame attrattivo fra Christine e il Fantasma, fino al malinconico epilogo che vede i due darsi l’ultimo addio prima che lei torni fra le braccia di Raoul; un distacco che quasi commuove tanto la musica lo carica di involo sentimentale amorevole ed insieme straziante, facendo di questi momenti quelli che meglio riescono alla vena compositiva di Webber, in un misto di passione, ossessione e romanticismo che sempre affascina il pubblico.

Nel mostrare tutti i disastri provocati dalle malefatte del Fantasma, lo spettacolo stupisce di scena in scena e nella mascherata che apre il secondo atto anche la sala e il soffitto della piccola Salle Garnier vengono illuminati da una luce che immerge il pubblico all’interno della vicenda, lo rende partecipe di quella magica e misteriosa atmosfera che un simile contesto architettonico concede attraverso un sofisticato e attento gioco di effetti visivi speciali e illusioni pensati da Paolo Carta per dar vita a quelle “darkness of the music of the night” (“tenebre della musica della notte”) che divengono riflessi della mente e accompagnano l’evolversi di una vicenda misteriosamente attrattiva.

Gli interpreti, accompagnati dall’ottima direzione di Julio Awad alla testa di un ensemble di strumentisti che suonano dal vivo, sono tutti straordinari. Ramin Karimloo, notissimo interprete di musical sulle scene di Londra e Broadway, è all’altezza della sua fama; è un Fantasma perfetto, non troppo mefistofelico e umanamente toccante quando intona il celebre “Music of the Night”. Margherita Toso, che ha sostituito alla recita della quale riferiamo l’indisposta Amelia Milo, è una Christine Daaé delicatamente femminile. Il suo innamorato, Raoul de Chagny, è l’atletico Vinny Coyle. Gli altri, nelle parti di contorno, non sono da meno, a partire dalla bravissima Anna Corvino, una Carlotta Giudicelli che offre una gustosa caratterizzazione macchiettistica della primadonna, soprattutto al momento in cui intona il numero durante il quale, per opera dell’incantesimo del fantasma, perde la voce, fino a Gian Luca Pasolini, che nei panni del tenore Ubaldo Piangi sfoggia uno squillo tenorile irreprensibile. Bravi tutti gli altri, soprattutto Monsieur André (Earl Carpenter) e Monsieur Firmin (Ian Mowat), che vestono i panni degli impresari in affanno continuo per i disastri provocati dal fantasma e Alice Mistroni come Madame Giry, la direttrice del corpo di ballo.
Pubblico in visibilio. Ultima replica il 31 dicembre sera, con la “Soirée masquée” che offrirà al pubblico l’opportunità di mascherarsi e vestirsi, nello spirito del Fantasma, per assistere a questo spettacolo di successo.

Salle Garnier – Stagione 2023/24
THE PHANTOM OF THE OPERA
Musical di Andrew Lloyd Webber
Parole di Charles Hart
Libretto di Richard Stilgoe e Andrew Lloyd Webber
basato sul romanzo “Le fantôme de l’Opéra” di Gaston Leroux

The Phantom Ramin Karimloo
Christine Daaé Amelia Milo (Margherita Toso, il 29 dicembre)
Raoul, Vicomte de Chagny Vinny Coyle
Monsieur André Earl Carpenter
Monsieur Firmin Ian Mowat
Carlotta Giudicelli Anna Corvino
Ubaldo Piangi Gian Luca Pasolini
Madame Giry Alice Mistroni
Meg Giry Zoe Nochi
Buquet/Troupe Matt Bond
Monsieur Lefevre/Troupe/Don Attilio Jeremy Rose
Dance Captain/Troupe Mark Biocca
Troupe Matt Bond, Jeremy Rose, Mark Biocca,
Nicola Ciulla, Luca Gaudiano, Antonio Orler,
Chiara Vergassola, Marianna Bonansone,
Martina Cenere, Robert Ediogu, Stefania Fratepietro,
Arianna Galletti, Jessica Lorusso, Margherita Toso

Allestimento e scene Federico Bellone
Supervisione musicale Giovanni Maria Lori
Coreografia Gillian Bruce
Co-progettazione delle scenografie Clara Abruzzese
Costumi, parrucche e trucco Chiara Donato
Luci Valerio Tiberi
Progettazione audio Roc Mateu
Designer di illusioni ed effetti speciali Paolo Carta

Direzione musicale Julio Awad
Creatori – pittori delle decorazioni
Rinaldo Rinaldi & Maria Grazia Cervetti
Trucco per effetti speciali Roberto Mestroni
Associato alla messa in scena Silvia Montesinos
Coreografo associato Marta Melchiorre
Associato alle luci Emanuele Agliati
Programmazione da tastiera Stuart Andrews

Nuovo allestimento
Monte-Carlo, 29 dicembre 2023

image_print
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino