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Londra, Consonarte: Lirica in London (con Anna Bonitatibus)

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Consonarte, una piccola realtà editoriale con sede a Londra che si dedica con impegno e passione alla riscoperta del repertorio di musica vocale e strumentale da camera italiana, festeggia i suoi primi dieci anni di attività. Per l’occasione, il mezzosoprano italiano Anna Bonitatibus, co-fondatrice e curatrice del progetto editoriale, ha radunato a sé alcuni artisti affermati e delle giovani promesse della scena inglese per uno showcase dal titolo Consonarte: Lirica in London. L’evento era volto ad ampliare la conoscenza e la divulgazione di un repertorio di portata transnazionale che, pur essendo stato dimenticato o trascurato, ha avuto il merito di costruire e rafforzare relazioni musicali e culturali tra i Paesi, grazie ad artisti, compositori ed editori che ne sono stati protagonisti. Non a caso, l’evento si è svolto a Londra, tra le grandi capitali della musica e da sempre crocevia di artisti e musicisti italiani (e non solo), attratti nella metropoli inglese per produrre, pubblicare ed eseguire le proprie composizioni. Per continuità e aderenza filologica all’uso originario di questa musica da salotto, il concerto ha avuto luogo in una splendida dimora privata londinese. Il padrone di casa ha accolto un pubblico selezionato di addetti al settore e appassionati. In programma un ampio assaggio del vasto catalogo di Consonarte con uno spettro di circa 150 anni di produzione musicale da camera nelle pagine (italiane) di Beethoven, Cherubini, Perucchini, Gandino, Respighi, Martucci, Pilati, Longo, Zingarelli, Crescentini, Donizetti, Ponchielli, Rossini e Costa.

Lo showcase è stato “benedetto” dall’introduzione del musicologo di fama internazionale Roger Parker, che da molti anni porta avanti un lavoro simile di riscoperta e consulenza musicologica in campo operistico per Opera Rara. Parker ha sottolineato l’importanza del lavoro editoriale e musicologico condotto da Consonarte, che con le sue pubblicazioni sta ricostruendo pezzettino dopo pezzettino un patrimonio prezioso di liriche italiane. Un repertorio dimenticato e storicamente messo in secondo piano dalla lirica da camera e liederistica di matrice tedesca; solo alcune pagine sono rimaste conosciute e non certo per un motivo di bassa qualità della restante produzione, ha tenuto a sottolineare il musicologo. Parker ha citato l’esempio di Donizetti e delle sue 200 canzoni, di cui solo pochissime sono entrate stabilmente in repertorio (in precedenza avevamo riferito del progetto di Opera Rara di consegnare al disco tutta questa produzione, con un progetto pluriennale di incisioni). Ha poi sottolineato la diversità di carattere rispetto alle pagine operistiche e quel labile confine tra pubblico e privato nella fruizione di questa musica. A metà del concerto c’è stato anche un breve spazio per un piccolo talk, moderato dalla stessa Bonitatibus, e che ha visto protagonisti la responsabili spartiti (Ellena Taylor) e il responsabile commerciale (Johnny Brading) di Presto Music. Si è parlato della scomparsa dei negozi di musica come luoghi di vendita e incontro tra musicisti ed editori, delle difficoltà nel proporre e vendere nuovo repertorio, della delicata coesistenza tra partiture digitali e quelle in formato cartaceo, del colpo al settore subito durante la pandemia da cui ci si sta ancora riprendendo. Qualche debole segnale incoraggiante si ravvisa nel consumo online di materiale formativo ma non ci sono soluzioni immediate ai problemi strutturali del settore, anche se c’è apertura e spinta al cambiamento e attenzione ai trend di mercato; Anna Bonitatibus ha quindi auspicato una maggiore convergenza dei differenti attori del settore su queste tematiche, in modo da stimolare la domanda e la curiosità di tutti, nel segno della divulgazione e dell’amore per la musica.

Circa 150 anni di musica riassunti in poco più di un’ora di esecuzione. Pagine di lirica che, come ha sottolineato Parker, sono delle vere e proprie miniature espressive, dei mini-quadri dalle molteplici atmosfere dove le reminiscenze operistiche sono solo saltuarie e non sistematiche, principalmente per le scene dal carattere più drammatico. Partiamo dall’animatrice e promotrice di questo evento, nonché interprete principale. Anna Bonitatibus ha proposto diverse pagine, alcune delle quali tratte dalle sue incisioni, ultima delle quali Monologues, uscita quest’anno per Prospero Classical. Da questa incisione proveniva “Amante misera” dal Monologo Ero di Zingarelli (1752-1837), cantata con elegante ed espressiva cura della linea di canto. “Come virginea rosa” dalla cantata Saffo di Donizetti (1797-1848), è stata caratterizzata da un legato evocativo e malinconico, sfociato poi in una grande tensione emozionale e nella teatralità del canto di balzo. Nella prima parte del concerto aveva affascinato la resa raffinatissima di “Arbe charmant que tu rappelle” dalle Romances du Roman d’Estelle di Cherubini (1760-1842). Buffa l’arietta su testo italiano di Beethoven (1770-1827) dal titolo L’amante impaziente; giocosa “Core in farfalla” dai Due Madrigali del Guarini di Mario Pilati (1903-193); a cuore aperto “Quanti affetti del cor” da Pagine sparse di Giuseppe Martucci (1856-1936); dal morbido e sensuale velluto Francesca da Rimini di Gioachino Rossini (1792-1868), cantata con abbondanza di colori e attenzione al testo.

Un altro italiano partecipava tra i cantanti alla serata, il basso Rocco Cavalluzzi, che ha messo al servizio delle pagine interpretate un bel timbro scuro e una voce omogenea. Cavalluzzi ha eseguito con una certa autorevolezza “Di subito levorsi e disser: Padre…” dalla cantata Il Conte Ugolino di Donizetti, scritta per il basso Luigi Lablanche e basata su un passo dell’inferno. Dalla bella cantabilità “Vieni, t’appressa all’urna”, arietta di Giovanni Battista Perucchini (1784-1870). Tra le voci emergenti inglesi ci ha colpito in modo particolare il soprano Madeline Boreham una voce intensa dal bel taglio spesso che sa ripiegare all’occorrenza anche sui pianissimi e le mezze voci e che trova forza nel sostegno agli acuti di un bel registro di petto integrato. Ammirevole la ricerca dinamica di “Cantata” da Antiche Cantate d’Amore di Ottorino Respighi (1879-1936); più operistica e dal bel temperamento drammatico “Son infelice, son sventurata” dalla Musica per Semiramide di Girolamo Cresentini (1762-1848). Il tenore Thomas Elwin è stato sensibile nel cantare “Noi leggevamo insieme” da Dante in Musica di Amilcare Ponchielli (1834-1886), resa con una bella morbidezza, dizione corretta e attenzione alle modulazioni, con un bel diminuendo finale. A Hanna-Liisa Kirchin l’arduo compito di interpretare la difficile e a tratti inquietante pagina contemporanea “They were all torn” da Raw smell of infinity di Paolo Longo. Accompagnamento intimistico e sensibile alle esigenze del canto è stato fornito dal pianista Simon Lepper. L’evento ha dato visibilità anche alla pianista italiana emergente Giulia Toniolo che si è distinta per consapevolezza stilistica, padronanza tecnica e temperamento, ritagliandosi anche uno spazio prettamente strumentale in pagine solistiche di Silvio Mix (1900-1927) tra cui Omaggio a Stravinsky. Sul finire, per sancire il convivio musicale di questo evento, le voci si sono unite nell’esecuzione di un quartetto a canone di Michael Costa (1808-1884) dal titolo “Ecco quel fiero istante”.
Al termine, applausi calorosi per tutti gli artisti e grande entusiasmo per questo incontro che rinnova un sodalizio artistico italo-inglese, nel segno della continuità.

CONSONARTE: LIRICA IN LONDON
Showcase di lirica vocale e strumentale da camera

Anna Bonitatibus mezzosoprano
Thomas Elwin tenore
Madeline Boreham soprano
Hanna-Lisa Kirchin mezzosoprano
Rocco Cavaluzzi basso
Giulia Toniolo pianoforte
Simon Lepper pianoforte

Con la partecipazione di Roger Parker, musicologo,
ed Ellena Taylor, responsabile spartiti di Presto Music.
Londra, 23 novembre 2023

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