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Firenze, Teatro del Maggio – La bohème

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Per come si prefigurava la situazione del Teatro del Maggio durante l’estate, anche solo essere riusciti a mettere in scena questa ripresa de La bohème può essere considerato un successo. Proposta che il pubblico dimostra di apprezzare, visto che il teatro risulta quasi pieno a ogni replica, così come sta avvenendo per il ciclo di concerti diretti da Daniele Gatti incentrati su Beethoven e Honegger.

L’allestimento di questa Bohème porta la firma di Bruno Ravella, che lo concepì nell’ambito di un mese dedicato interamente ai grandi titoli pucciniani nel settembre 2017. Anche a distanza di anni, si confermano le buone impressioni suscitate all’epoca. Si tratta di uno spettacolo di impianto tradizionale assai ben realizzato, che si presta a essere usato come vero e proprio repertorio, soprattutto se c’è un regista affidabile a riprendere l’azione. In questo caso, Stefania Grazioli fa un encomiabile lavoro sugli interpreti, assicurando con movimenti fluidi e sempre ben calibrati la perfetta ripresa della regia. Le scene quasi minimaliste fanno ancora il loro bell’effetto, sia nel luccicante quadro del Quartiere Latino che nella landa innevata della Barriera d’Enfer, anche grazie alle belle luci di D. M. Wood qui riprese da Emanuele Agliati.

Giacomo Sagripanti cura una direzione quasi analitica, mettendo ben in evidenza i dettagli strumentali della partitura e amalgamandoli con mestiere alle voci, sempre piuttosto ben sostenute. Pecca talvolta di qualche indugio di troppo nel far risaltare i suddetti dettagli, e ciò rischia di bloccare l’andamento teatrale dell’opera, ma trattasi di piccolezze che non vanno a inficiare la tenuta di una buona visione d’insieme. Alla riuscita concorre ovviamente anche un’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in perfetta forma.

Il cast appare omogeneo e ben assortito. Su tutti spicca la Mimì di Mariangela Sicilia. Se al debutto bolognese nello spettacolo di Mariotti/Vick colpiva per la sua freschezza, qui emerge tutta la maturità dell’artista, che dipinge un personaggio in linea con la tradizione (come anche il resto del cast), grazie anche a una perfetta maestria tecnica. Sorprendono infatti le dinamiche a cui si piega la voce, soprattutto nei piani e pianissimi, come già si evince da “Sì, mi chiamano Mimì” praticamente sussurrato, quasi timido. Ne viene fuori una Mimì delicata di innegabile presa e fascino. Elisa Balbo è una Musetta dal timbro non troppo personale, ma il cui personaggio convince alla perfezione, grazie soprattutto al fraseggio e alle spiccate doti attoriali: sa ben calibrare gli accenti civettuoli, ma mai esagerati, della scena al Cafè Momus, per poi sciogliersi in quelli accorati dell’ultimo quadro.
Galeano Salas è un Rodolfo dalla voce piccola ma ben timbrata e proiettata. Colpiscono la sicurezza della linea e la facilità all’acuto, mentre il fraseggio risulta tutto sommato ordinario e potrebbe essere più approfondito. Min Kim si rivela un Marcello sempre più centrato con l’avanzare della recita, brillando soprattutto nel terzo quadro, anche grazie a un buon uso del fraseggio, unito a una bella spigliatezza attoriale. Ben assortiti anche gli altri due giovani: William Hernández, Schaunard di buona fattura, e Francesco Leone che disegna un Colline compassato, dalla voce sonora, ma che sa brillare anche nel raccoglimento della “Vecchia zimarra”. Davide Piva si districa invece con sapienza nel doppio ruolo di Benoît e Alcindoro.
Una nota di merito va inoltre al Coro e al Coro di voci bianche, preparati rispettivamente da Lorenzo Fratini e Sara Matteucci, di fatto impeccabili nel secondo quadro, così come negli sparsi interventi del terzo.
Come già detto, teatro praticamente pieno alla prima pomeridiana di questa serie di recite, che assicura un notevole successo a tutti gli interpreti, con punte di entusiasmo per Balbo, Kim, Salas e, soprattutto, Sicilia.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
LA BOHÈME
Opera in quattro quadri
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Mimì Mariangela Sicilia
Rodolfo Galeano Salas
Musetta Elisa Balbo
Marcello Min Kim
Schaunard William Hernández
Colline Francesco Leone
Benoît/Alcindoro Davide Piva
Parpignol Leonardo Sgroi

Orchestra, Coro e Coro di voci bianche
del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Giacomo Sagripanti
Maestro del coro Lorenzo Fratini
Maestro del Coro di voci bianche Sara Matteucci
Regia Bruno Ravella
Ripresa da Stefania Grazioli
Scene Tiziano Santi
Costumi Angela Giulia Toso
Luci D. M. Wood
riprese da Emanuele Agliati

Allestimento del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze, 19 novembre 2023

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