Bologna, Comunale Nouveau – Le nozze di Figaro

Non sempre è necessario fare grandi destrutturazioni per realizzare uno spettacolo che funziona. Alessandro Talevi torna a Bologna dopo Traviata dello scorso dicembre per allestire una nuova produzione delle Nozze di Figaro di Mozart e con una sostanziale economia di mezzi, imposta anche dalla sala del Comunale Nouveau nell’area fieristica, costruisce uno spettacolo riuscito.

Talevi, che firma regia e scene, si limita a narrare la vicenda in modo tutto sommato tradizionale, collocandola in un presente senza tempo, come suggeriscono i costumi di foggia moderna firmati da Stefania Scaraggi. La scena è composta da pannelli mobili con pareti, porte e finestre che compongono via via i vari sobri interni, per poi formare alla fine una sorta di interno scomposto, come un labirinto, dove si svolge l’intero quarto atto. Nel seguire didascalicamente la vicenda, Talevi prende alcune idee da altre produzioni famose delle Nozze degli ultimi 20 anni, come Bartolo in carrozzina (Guth a Salisburgo), o certi svolgimenti del secondo atto molto simili alla recente produzione viennese firmata Barrie Kosky. Le citazioni, mai troppo vistose, si inseriscono comunque in un meccanismo teatrale ben riuscito e assai godibile, dove gli aspetti comici non vengono quasi mai caricati (forse eccessivo il ballo disco a fine terzo atto), mentre tutti gli interpreti risultano sempre a loro agio anche nei passaggi più drammatici. A voler proprio cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe dire che le proiezioni di Marco Grassivaro risultano talvolta eccessivamente didascaliche, anche se non prive di un certo fascino, ma niente che vada a compromettere la buona riuscita dello spettacolo.

Ad assicurare ciò concorre ovviamente anche la parte musicale, a partire dalla direzione di Martijn Dendievel. Il direttore bilancia tempi spediti e abbandoni ora languidi ora malinconici in una lettura molto teatrale in cui i contrasti agogici invece di esasperarsi in sé stessi si esaltano a vicenda. L’Orchestra del Teatro Comunale si rivela sempre più compatta e partecipe con l’avanzare della recita, assecondando una lettura del titolo mozartiano che, a parte qualche scollatura iniziale tra palco e buca, si rivela viva, palpitante e in sintonia con quello che si vede in scena.

Il cast si dimostra ben assortito e di buon livello. Davide Giangregorio disegna un Figaro molto efficace nel suo essere poco signorile. La voce morbida ma corposa, dotata di un bel timbro, si espande senza problemi in tutta la tessitura e l’interprete sa muoversi sul palco con buona spigliatezza attoriale. Vito Priante è un Conte dalla vocalità scura e affascinante, che sa districarsi nei pezzi più impervi come negli abbandoni sensuali, grazie a un fraseggio ben studiato, così da disegnare un personaggio umanamente sfaccettato e assai apprezzabile.
Sul lato femminile, spicca in primis la Susanna di Eleonora Bellocci. Lo strumento è connotato da un timbro chiaro, leggermente acidulo, ma risulta assai ben proiettato e trova il suo terreno di elezione in zona acuta, anche se sa ben giostrarsi negli affondi gravi della tessitura. Tuttavia colpisce il risalto dato al fraseggio, così che il personaggio risulta perfettamente a fuoco. Dispiace constatare che Mariangela Sicilia non si trovi perfettamente a suo agio nei panni della Contessa. Il personaggio c’è, con intuizioni di fraseggio ed espressività assai centrate, ma nel secondo atto si nota qualche difficoltà soprattutto nelle salite agli acuti, con un legato non sempre perfettamente a fuoco, soprattutto in “Porgi amor”, che infatti riceve applausi non convintissimi. Al contrario, “Dove sono i bei momenti” risulta assai più persuasiva, soprattutto nell’abbandono lirico, e riceve una calorosa accoglienza.
Cecilia Molinari è un Cherubino ben centrato, grazie al bel timbro adatto al ruolo e a un fraseggio magari non originale, ma sempre ben a fuoco. Laura Cherici sfrutta la vocalità un po’ aspra per disegnare una Marcellina quasi perfetta, simpatica al punto giusto e che non eccede in esagerazioni. Chiude il parterre femminile la Barbarina efficace di Patricia Daniela Fodor.
Francesco Leone nei panni di Bartolo si distingue per la linea omogenea e il fraseggio curato. Paolo Antognetti si rivela un Basilio corretto e non caricato, mentre ben centrati risultano il Don Curzio di Cristiano Olivieri e l’Antonio di Dario Giorgelè. Ottimi infine i puntuali interventi del Coro preparato da Gea Garatti Ansini,
Alla recita tardo-pomeridiana del sabato, il folto pubblico non lesina applausi a scena aperta e tributa un vivissimo successo alle chiamate finali, in particolare per i cinque interpreti protagonisti e il direttore. [Rating:4/5]

Comunale Nouveau – Stagione 2023
LE NOZZE DI FIGARO
Commedia per musica in quattro atti K. 492
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Il Conte d’Almaviva Vito Priante
La Contessa d’Almaviva Mariangela Sicilia
Susanna Eleonora Bellocci
Figaro Davide Giangregorio
Cherubino Cecilia Molinari
Marcellina Laura Cherici
Bartolo Francesco Leone
Don Basilio Paolo Antognetti
Don Curzio Cristiano Olivieri
Barbarina Patricia Daniela Fodor
Antonio Dario Giorgelè

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Martijn Dendievel
Maestro del coro Gea Garatti Ansini
Regia e scene Alessandro Talevi
Costumi Stefania Scaraggi
Luci Teresa Nagel
Videomaker Marco Grassivaro
Coreografo e regista assistente Danilo Rubeca

Nuovo allestimento del Teatro Comunale di Bologna
Bologna, 20 maggio 2023