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Trento, Teatro Sociale – Falcone

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Dopo l’apertura con Silenzio/Silence, la stagione lirica della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento prosegue con una delle produzioni in assoluto più riuscite e avvincenti degli ultimi anni. Si tratta di Falcone, titolo già di per sé evocativo, che ha la forza di richiamare un nutrito pubblico incuriosito e attento. L’opera di Nicola Sani, su libretto di Franco Ripa di Meana, viene riproposta, dopo la prima assoluta a Reggio Emilia nel 2007 e l’unica ripresa a Berlino nel 2017, in un nuovo allestimento, e con vari rimaneggiamenti da parte dell’autore, nell’anniversario dei trent’anni dall’attentato di Capaci dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

L’intento di portare in scena una vicenda di forte impatto, che ha influenzato da vicino la storia recente del nostro Paese, rimarca uno dei compiti fondamentali dell’opera lirica costituito dall’indagine sociale che in questo frangente si avvale di un personaggio “forte” e rappresentativo come Falcone. Il linguaggio tipico del genere musicale in questione veicola la struttura stessa del lavoro che, non avendo la possibilità di narrare per filo e per segno l’intera parabola umana del magistrato, si concentra su alcuni punti cardine del dramma capaci di rendere vivido il personaggio e il suo lavoro. Ciò che dà forza e verità alla partitura di Sani e al testo di Ripa di Meana è proprio l’adesione alla realtà ottenuta attraverso l’utilizzo dei documenti d’epoca. Il testo è infatti plasmato sulle parole estrapolate dai processi di mafia, dagli articoli di giornale, dalle interviste, dai libri, dalle lettere. Nelle ventisei scene, incorniciate da un prologo e un finale, viene ricostruita la tormentata attività di Falcone: il sottotitolo Il tempo sospeso del volo si riferisce infatti a quell’ultimo volo Roma-Palermo del 23 maggio 1992 in cui si immaginano le elucubrazioni del magistrato sulla propria vita, sull’attività compiuta nel tentativo di svellere la mafia siciliana e sulla situazione di isolamento e abbandono che dovette subire da parte delle istituzioni italiane.

La complessa elaborazione musicale di Sani, da sempre attento a innovazione e sperimentazione, prevede un’ampia presenza dell’elettronica con tecniche di elaborazione in tempo reale e spazializzazione su più canali, con live electronics e con interventi incisi su supporto digitale multicanale. Allo stesso modo prende forma il lavoro del regista Stefano Simone Pintor che predispone uno spettacolo immaginato tutt’intorno agli spettatori: gli interpreti agiscono in scena ma allo stesso tempo interagiscono con gli astanti nel bel mezzo della platea, coinvolgendo anche chi osserva nella tragedia in atto, mentre l’orchestra, dislocata nel retro del palcoscenico, assume i tratti di un ulteriore personaggio coinvolto nell’azione. Le scene ideate da Gregorio Zurla rendono lo spettacolo ancora più impattante tanto a livello emotivo quanto sul piano artistico. Il palcoscenico ospita la distruzione arrecata dai 500 chilogrammi di tritolo: le auto incidentate occupano lo spazio intero, il suolo mostra il tragico cratere riportato dalle cronache, degli schermi rievocano le indicazioni stradali o proiettano video del territorio tra l’aeroporto di Punta Raisi, Capaci e Palermo, mentre a terra giacciono documenti sparsi che rievocano la profonda devozione al proprio compito di Falcone. Da segnalare l’incredibile lavoro svolto dal sound designer Alvise Vidolin, un vero fuoriclasse nella gestione e valorizzazione dell’elettronica in campo musicale. Completano la realizzazione scenica i costumi di Alberto Allegretti, l’impattante disegno luci di Fiammetta Baldiserri e Virginio Levrio e il video design di Francesco Mori.

Cinque artisti contribuiscono all’esecuzione, due attori e tre cantanti. I primi sono i preparati, efficaci e precisi Claudio Lobbia, un Anziano Collega, l’Onesto Cittadino, il Terzo Togato, il Grande Scrittore, l’Agente Segreto, il Procuratore Capo, l’Intervistatore, lo Stimato Giornalista, e Angelo Romagnoli, lo Spettatore, un Collega, un Amico. I secondi sono Gabriele Ribis, ben calato nei panni delle varie figure a lui assegnate, nel dettaglio il Giudice, il Pentito, un Altro Mafioso, il Primo Togato, il Consigliere Istruttore, il Secondo Giornalista, e Salvatore Grigoli, altrettanto attento e credibile come il Padrino, il Sopravvissuto, un Mafioso, il Secondo Togato, il Corvo, il Politico, il Terzo Giornalista. Menzione a parte merita il protagonista assoluto: Roberto Scandiuzzi nei panni del magistrato Giovanni Falcone offre una prova maiuscola della propria arte interpretativa. Il basso ha una versatilità tale da cogliere con precisione e naturalezza gli stati d’animo del magistrato nelle varie scene che compongono il lavoro. La dizione nitida, il fraseggio ben calibrato, il timbro incisivo conferiscono umanità al personaggio e ne delineano compiutamente la saldezza morale e l’onestà intellettuale.

A reggere le fila di uno spettacolo decisamente impegnativo dal punto di vista della realizzazione musicale è Marco Angius, direttore di assoluto riferimento nell’ambito del repertorio contemporaneo. Il suo raffinato lavoro alla testa dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, compagine che negli anni ha maturato un rapporto privilegiato con l’opera lirica coeva dimostrando di saper gestire ad alti livelli partiture complesse e lavori impegnativi, rimarca una predisposizione innata per il linguaggio attuale con il quale instaura un rapporto privilegiato. Angius coglie le sfumature più sottili della scrittura di Sani senza privare mai l’interpretazione del pathos legato alla vicenda musicata e al dipanarsi della narrazione scenica. La sua lettura si inserisce con grande efficacia tra le fitte maglie della sperimentazione elettronica e riesce a valorizzarne gli aspetti più rilevanti con una riuscita fusione tra orchestra e materiale elaborato in tempo reale o preregistrato. Ottima la prova dell’Ensemble vocale Continuum, preparato da Luigi Azzolini, che con le sole voci femminili ricrea, attraverso l’elaborazione in live electronics, il personaggio di Francesca Morvillo, moglie del magistrato.

Dopo una piccola esitazione al principio della serata, a causa di un ritardo brillantemente superato con una breve presentazione improvvisata da compositore, librettista e regista, gli ottantacinque minuti dello spettacolo scorrono rapidi grazie al pieno coinvolgimento assicurato dallo spettacolo e dall’impatto emotivo di scena, musica e narrazione. Il pubblico non manca al termine di far sentire il proprio apprezzamento con consensi all’indirizzo di tutto il cast. La produzione ottiene un meritato successo che comprova il serrato lavoro della Fondazione Haydn nella proposta di titoli contemporanei ulteriormente risaltati dall’attenzione particolare rivolta a importanti personaggi della storia più o meno recente del nostro paese.

Teatro Sociale / Oper.a festival 2022
Larger than life
FALCONE
Il tempo sospeso del volo
Libretto Franco Ripa di Meana
Musica Nicola Sani

Giovanni Falcone Roberto Scandiuzzi
il Giudice, il Pentito, un Altro Mafioso, il Primo Togato,
il Consigliere Istruttore, il Secondo Giornalista Gabriele Ribis
il Padrino, il Sopravvissuto, un Mafioso, il Secondo Togato,
il Corvo, il Politico, il Terzo Giornalista Salvatore Grigoli
un Anziano Collega, l’Onesto Cittadino, il Terzo Togato,
il Grande Scrittore, l’Agente Segreto, il Procuratore Capo,
l’Intervistatore, lo Stimato Giornalista Claudio Lobbia
lo Spettatore, un Collega, un Amico Angelo Romagnoli

Orchestra Haydn di Trento e Bolzano
Direttore Marco Angius
Coro Ensemble vocale Continuum
Maestro del coro Luigi Azzolini

Regia Stefano Simone Pintor
Scene Gregorio Zurla
Costumi Alberto Allegretti
Lighting design Fiammetta Baldiserri e Virginio Levrio
Video design Francesco Mori
Sound design Alvise Vidolin
Nuovo allestimento
Coproduzione Fondazione Haydn,
Fondazione Teatro Comunale di Bologna

Trento, 12 marzo 2022

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